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Comunicazione, bellezza e centralità dell’uomo: tre vie per il Piano pastorale

Comunicazione, bellezza e centralità dell’uomo: tre vie per il Piano pastorale
17 settembre
15:25 2015

C’è la comunicazione ma anche la bellezza e poi la centralità dell’uomo. Tre vie scandiscono il nuovo Piano pastorale 2015-2016 che il Vescovo monsignor Domenico Mogavero (nella foto) ha presentato ieri sera nella Cattedrale di Mazara del Vallo. Il nuovo testo è stato distribuito in versione cartacea ai presenti ma duemila copie verranno distribuite in tutte le parrocchie della Diocesi. Online sul sito diocesano www.diocesimazara.it è consultabile la versione digitale. «Bellezza e comunicazionescrive il Vescovorappresentano il contenuto e la forma dell’annuncio cristiano, cioè della comunicazione della fede, che il magistero di Papa Francesco considera come dimensione fondamentale dell’annuncio». Il Vescovo ha parlato della «sfida ineludibile di abitare il villaggio digitale», perché «serve mettere tali importanti risorse a servizio della comunicazione del Vangelo su tutte le piazze del villaggio globale». È ancora il Vescovo: «il digitale è diventato il nostro humus». E da qui il doppio volto della bellezza, della partecipazione e dell’orizzontalità (i social media luoghi ugualmente accessibili a tutti senza distinzioni), a cui si aggiunge la bellezza della testimonianza digitale, ecco «perché la Chiesa in retescrive in un passaggio il Vescovoè chiamata non solo a una emittenza di contenuti, ma anche a una testimonianza in una trama di relazioni ampie. L’obiettivo da avere chiaro è che la rete da luogo di connessione è chiamata a diventare luogo di comunione». Poi la centralità dell’uomo: «La rete può contribuire a sviluppare un umanesimo capace di ampliare e di rinsaldare le relazioni sociali, attento, nello stesso tempo, a custodire la dimensione trascendente della persona». Il Vescovo evidenzia il ruolo della famiglia e spiega che «c’è bisogno di grandi famiglie nelle quali le famiglie nucleari possano trovare una coesione intergenerazionale, valorizzando la competenza umana e di esperienza delle nonne e dei nonni». E poi la via dell’arte: «Occorrerà dare spazio alla poesia, musica, arti figurative in tutte le parrocchie, perché la via dell’arte agevola la comprensione della trasfigurazione della vita nello spirito delle Beatitudini». E il Vescovo nel Piano pastorale cita pure la vita dell’etica e la via della testimonianza, che richiama la prima delle cinque vie verso l’umanità nuova sulle quali si articolerà il Convegno ecclesiale di Firenze (“uscire” è il verbo che la tematizza).

Max Firreri

 

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