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Trapani verso il ballottaggio: chi voteranno i sostenitori di D’Alì?

Trapani verso il ballottaggio: chi voteranno i sostenitori di D’Alì?
14 giugno
17:19 2017

TRAPANI. È bagarre! Dopo l’annuncio di Fazio nella giornata di ieri di rinunciare in maniera “informale” alla carica di sindaco, nella cittadina trapanese si sono accesi gli animi. È il 13 giugno e Fazio durante una conferenza stampa ha annunciato “la decisione irrevocabile di abbandonare la competizione elettorale “, decisione che non è stata depositata ma ha voluto essere un invito rivolto agli elettori a non votarlo. “Non votatemi” chiosa il candidato, che aggiunge “ se dovessi essere eletto rinuncerei all’incarico”.

L’annuncio di Mimmo Fazio sotto inchiesta per corruzione e traffico di influenze, è arrivato all’indomani della decisione della Procura di depositare un ricorso contro la revoca dei domiciliari, per il quale si attende entro dieci giorni il provvedimento del tribunale del Riesame. Decisione che quindi arriverà entro il turno di ballottaggio previsto per il 25 giugno.

La rinuncia informale è chiaramente una mossa politica atta a far fuori dalla competizione il senatore di Forza Italia e candidato a sindaco Antonio D’Ali che, qualora Fazio si ritirasse, subentrerebbe nello “spareggio finale” con il candidato del Pd Pietro Savona ( i due candidati si discostano solo per un 1,85 per cento di voti).

Fazio a causa delle vicissitudine giudiziarie oltre ad abbandonare la competizione elettorale ha annunciato di rinunciare, al contempo, ad ogni impegno e carica politica depositando stamattina le  dimissioni dall’ARS.

Dall’appena trascorsa campagna elettorale, che da quando sembrerebbe dalle intercettazioni diffuse è stata in parte finanziata “occultamente e illecitamente” da Ettore Morace, Fazio si è dichiarato “umanamente devastato a causa del processo sommario a cui mi ha sottoposto certa stampa che, linciandomi quotidianamente ed ininterrottamente, mi ha presentato come colpevole di nefandi reati e colpevole,  soprattutto,  di avere oltraggiato  la mia  città  per non avere ritirato immediatamente la mia candidatura dopo avere appreso di essere indagato”.

Di gogna mediatica ha parlato anche D’Alì che il 20 maggio, ha smentito di essere al soggiorno obbligato e di essere “da uomo libero a Roma per scelta”, e non a Trapani dove “sciami di stranieri propagatori di notizie superficialmente generalizzanti si aggirano per le strade nel tentativo di mostrarci come una collettività interamente ai margini della legge….tentando di intaccare l’immagine della Città…”

I cittadini hanno comunque mostrato la propria solidarietà ai due candidati. Alle elezioni di domenica i risultati sono stati: per Girolamo Fazio (sostenuto da Lista per Fazio, Uniti per il futuro, Progetto per Trapani, Trapani tua, Io ci sono) il 32,42% dei voti e Pietro Savona (Pd, Cittadini per Trapani, Trapani svegliati) che ha preso il 25,49%. Il senatore di Fi Antonino D’Alì (Forza Italia, Psi, Per la grande città) ha raggiunto il 23,64 %. Seguono il candidato 5 Stelle, Marcello Maltese che ha ottenuto 16,75% dei voti, mentre è fermo all’1,70% con appena 500 preferenze Giuseppe Costantino Marascia

La lista che ha raccolto più voti è Forza Italia (14,20%) a cui segue quella del PD (12,24%) e del Movimento 5 Stelle (12%).

Il “disimpegno” di Fazio non è stato di certo gradito dagli altri candidati a sindaco

“Il ballottaggio – sottolinea il M5s in una nota – non è certo un’opzione, è previsto dalla legge e ha senso di esistere solo se entrambi i candidati provano a vincere. Il ritiro non formale dalla competizione elettorale di Fazio è
l’ennesimo schiaffo alla città di Trapani, alla sua immagine e soprattutto ai suoi cittadini. Fatto prima dell’11 giugno un appello a non essere votato, sarebbe stato da parte di Fazio un gesto di rispetto verso la città: non è certamente così dopo il voto. Siamo certi che questo pensiero sia condiviso dalla stragrande maggioranza dei cittadini trapanesi, non solo chi ha votato per il M5S. Oggi l’unica scelta da fare da chi rischia per motivi giudiziari, e
non certo per motivi personali, di non poter comunque ricoprire la carica di sindaco è di rinunciare in maniera formale al ballottaggio, riportando odore di democrazia in questa città, dando così la possibilità ai trapanesi prima di scegliere e poi agli altri candidati sindaco se lo vorranno di onorare la competizione elettorale”.

Il portavoce al Senato del M5S Vincenzo Maurizio Santangelo sulla vicenda, ha detto: “Adesso che i giochi sono fatti e che è stata data la possibilità dall’ex Sindaco Fazio a qualche cittadino di entrare in consiglio comunale, far vincere facile lo stesso candidato del PD Savona, non è il massimo della lealtà e della correttezza nei confronti di tutti i trapanesi, ci auguriamo infine che anche gli altri candidati, soprattutto il candidato del PD Pietro Savona non voglia “vincere facile” e si unisca al nostro appello chiedendo a Fazio di rinunciare formalmente al ballottaggio.”

A pronunciarsi contro la decisione di Fazio è ovviamente anche Forza Italia, che avverte “lo sgarbo” nei propri confronti : «Mimmo Fazio conferma tutta la sua arroganza». Giuseppe Guaiana e Gaspare Gianformaggio, i due neoconsiglieri comunali a Trapani del Partito di Forza Italia chiosano: «Chi si crede di essere, Fazio, il padrone della volontà e della coscienza dei Trapanesi? Se vuole veramente consentire ai cittadini di esprimere liberamente il loro voto verso due sindaci eleggibili rinunci ufficialmente, la legge lo consente e disciplina il caso. Potrebbero seguire altre rinunce e subentrare poi ancora il candidato Maltese e poi ancora il candidato Marascia. Ma quello che lui sta facendo è civicamente irricevibile. Fazio dice di non voler penalizzare la città ed invece la sta esponendo ancora una volta, nell’arco di pochi giorni, alla più deleteria gogna mediatica⌠ …⌡vuole, manipolare e gestire a suo uso e consumo coscienze e istituzioni».

E ancora il Comitato Civico, sempre a supporto di D’Alì: «Le elezioni sono la forma primaria di democrazia. Il ballottaggio è uno strumento per assicurare a tutti di esprimere le proprie preferenze tra i due candidati più votati, non eletti al primo turno. Eluderne le regole è un danno per l’intera città che nessuno di noi si auspica e vuole. Le dichiarazioni ieri pubblicamente rese dal candidato Fazio – indipendentemente dalla loro valenza giuridica – alterano la corretta formazione della volontà elettorale. Fazio dichiara di amare la sua Trapani, e non abbiamo motivo di dubitarne. Prenda una decisione che favorisca il territorio, i cittadini e la democrazia stessa. Metta da parte i risentimenti e le ragioni personali e faccia una scelta che privilegi eticamente, politicamente ed umanamente gli esclusivi interessi della nostra terra. Siamo molto di più di come ci stanno mediaticamente dipingendo e rappresentando. I Trapanesi, come i Siciliani tutti, nella sua stragrande maggioranza sono persone perbene che meritano una decisione chiara. Invitiamo il candidato sindaco Mimmo Fazio ad una serena riflessione per adottare una consequenziale decisione, nell’esclusivo interesse della sua e nostra Trapani».

La scena politica di Trapani è quindi tutt’altro che serena se non paradossale. All’indagato per corruzione Fazio subentrerebbe infatti l’imputato per concorso esterno in associazione mafiosa D’Alì, che da quanto testimoniato dai voti, godono di un grande consenso elettorale. Il sindaco di Trapani, farà parte del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica , organo consultivo del quale fanno parte il Questore, il Comandante Provinciale dei Carabinieri ed il Comandante il Gruppo Guardia di Finanza, che non si occupa solo dell’ordine pubblico ma anche della garanzia dell’ordine sociale, dell’armonico sviluppo dei rapporti nel mondo del lavoro, dell’impresa e della scuola, come quieto svolgimento della vita comunitaria in tutte le sue manifestazioni d’ordine economico, culturale, volontaristico etc.. . Come può un sindaco lavorare affianco a delle Istituzioni che portano avanti delle indagini sulla sua persona?

Oggi la possibilità che, alle dimissioni di Fazio, possa subentrare D’Alì non è certa poiché sussiste un conflitto tra legge nazionale e legge regionale e non vi è un precedente. La partita, intanto è ancora aperta: Fazio, potrebbe essere eletto sindaco e, con le sue dimissioni, si ritornerebbe alle urne in autunno. La domanda che imperversa è: chi voteranno tra Fazio e Savona, giorno 25, gli oltre 6200 sostenitori di D’Ali? A cosa sono dovuti i ripensamenti di Fazio?

Nata a Salemi, giornalista, ha studiato scienze politiche e delle relazioni internazionali. Crede nel giornalismo d’inchiesta e a quello di strada tra la persone e per le persone. Collabora con “Belice c’è” e ha fondato una rivista sull’eterno femminino. È stata corrispondente del Giornale di Sicilia e ha collaborato con Telejato e Report. Ama la politica, la natura e andare oltre le apparenze.

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