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Salemi, “Giù le mani dai Bambini”, l’incontro sulle giovani vittime della Mafia a cura degli Scout

Salemi, “Giù le mani dai Bambini”, l’incontro sulle giovani vittime della Mafia a cura degli Scout
27 aprile
17:42 2018

SALEMI. È stata una giornata intensa e piena di commozione quella organizzata sabato 21 aprile, dal Noviziato “Halyciae” del gruppo Scout Salemi 1, guidato da Paolo Russo e composto da Gaia Barresi, Ilenia Di Giovanni, Ibrahim Kamsiko, Nicolò Daidone e Filippo Triolo. L’incontro, col patrocinio del Comune di Salemi e con la collaborazione dell’associazione “INvisibili” è stato dedicato al ricordo delle vittime innocenti della mafia, come Giuseppe Di Matteo, Giammatteo Sole e il giovane Claudio Domino, ha avuto inizio alle 15:30 con una caccia al tesoro, “Sulle orme di Giuseppe Di Matteo”, che per le vie del centro storico ha visto “sfidarsi” diversi gruppi scout della Provincia. Contemporaneamente, i familiari delle vittime, tra cui Graziella Accetta (madre di Claudio) e Massimo Sole (fratello di Giammatteo), sono stati accompagnati, dalla docente Melilli e da alcuni capi scout, a visitare il Museo della Mafia, con momenti di riflessione in ricordo di quei tragici eventi, che purtroppo non tutti conoscono. Pochi giorni prima tra l’altro, sono state diffuse dai media delle intercettazioni choc sul piccolo Di Matteo che hanno riportato in auge una vicenda che manifesta la crudeltà e l’efferatezza di cui è capace un clan mafioso. Nonostante si dica che la mafia non tocchi i bambini, ad oggi i piccoli scomparsi sono 108.

Claudio Domino fu barbaramente ucciso dalla mafia la sera del 7 ottobre del 1986. I genitori che gestivano un’impresa di pulizia, si erano aggiudicati l’appalto delle pulizie dell’aula bunker in cui si era svolto il maxiprocesso di Palermo. La sera del 7 ottobre, mentre il giovane Domino passeggiava tranquillamente in una via del quartiere San Lorenzo di Palermo, fu chiamato da un uomo in sella ad una moto di grossa cilindrata, il quale ad un certo punto uscì fuori una pistola, e con un gesto brutale sparò, uccidendolo sul colpo. Secondo le indagini condotte a quel tempo due erano le ipotesi alla base dell’omicidio, o che Claudio fosse stato testimone involontario di un sequestro o che avesse assistito a degli scambi di stupefacenti tra spacciatori.

Giammatteo Sole, geometra di 23 anni, invece aveva avuto solo “una colpa”, quella di essere il fratello della fidanzata di Marcello Grado, figlio del mafioso Gaetano. Giammatteo insieme al fratello Massimo e alla sorella Floriana erano tutti in una comitiva, di cui faceva parte anche il figlio del boss. Tra la sorella e Marcello nacque però una storia d’amore, che da lì a poco avrebbe portato ad un tragico epilogo. Nella seconda guerra di mafia tra i palermitani e i corleonesi spuntò il sospetto che qualcuno stesse ordendo il rapimento dei figli di Totò Riina e i Grado furono indicati tra chi avrebbe partecipato a quel piano. I corleonesi volevano scoprire se quel giovane conoscesse qualche particolare, per questo motivo fu rapito, torturato ed infine ucciso. Solo per uno “stupido” errore, perché Giammateo era assolutamente all’oscuro di tutto.

Dopo aver attraversato la pagina dedicata a Claudio Domino dal titolo”Belve! Era solo un bambino” ed essere passati davanti il pannello di “Libera”, con tutti i nomi delle vittime della mafia, la manifestazione è continuata, al Castello, con la conferenza, iniziata con la storia di Giuseppe Di Matteo (figlio del boss Santino Di Matteo, rapito, tenuto in ostaggio per più di due anni e infine gettato nell’acido), ed una poesia del poeta salemitano Paolo Ferrante “Terra mia”.

Dopo i saluti da parte del gruppo scout, si sono susseguite le testimonianze dei familiari delle vittime, ospitati durante questa importante giornata, a partire da Graziella Accetta, donna coraggiosa come poche, che ha iniziato leggendo la sua struggente poesia, dedicata al figlio, dal titolo “Alito di vento”; continuando poi con la testimonianza di Massimo Sole, il quale ricordando quegli anni cupi, ha cercato di spiegare cosa vuol dire perdere un fratello per un motivo futile. La conferenza è poi terminata con la professoressa Melilli, esponente delle Agende Rosse, che ha parlato dell’ultimo processo sulla Trattativa Stato-Mafia.

Di seguito la poesia scritta da Graziella Accetta.

DEDICATA A MIO FIGLIO

Alito di vento

Nella nostra vita sei stato come un alito di vento, lieve,

fresco, come un prato verde, un fiore, il cielo azzurro intenso.

Mi beavo di questa tua dolce freschezza e della tua bellezza

Poi allìimprovviso un uragano, un ciclone, una tempesta

forse un tornado, non so cosa è stato, con se ti ha portato.

Tutto è diventato arido, mi guardo attorno solo altri due

piccoli fiori ed è tutto un deserto.

Nel mio prato manca un fiore, dove è andato non so

il vento se lo è portato.

Quanti anni la verità ho cercato.

Quanti sogni nel mio cuore spezzato.

Ogni tanto passa un alito di vento, mi sfiora, mi accarezza e

so che mi sei accanto perchè è una carezza che conosco, che

non ho mai scordato, bella, lieve, fresca ma intensa.

 

Piccolo mio, lo so non te ne sei mai andato

 

            Graziella Accetta

Amante della scrittura, abile disegnatrice, scrive per “Il Giornale di Sicilia”. Si definisce una ragazza con la testa tra le nuvole ma con i piedi ben piantati per terra.

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