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Neonato morto a Trapani, l’Asp avvia una inchiesta interna. La coppia chiedeva il parto cesareo

Neonato morto a Trapani, l’Asp avvia una inchiesta interna. La coppia chiedeva il parto cesareo
24 Maggio
14:52 2018

È stata aperta una inchiesta per scoprire le cause del decesso del neonato morto ieri, 23 maggio,  nel reparto di Ostetricia e ginecologia dell’ospedale S. Antonio Abate di Trapani.

Il commissario dell’Azienda sanitaria provinciale di Trapani, Giovanni Bavetta, ha istituito una “Commissione di verifica interna, per acquisire ogni dato utile ad accertare l’eventuale sussistenza di carenze assistenziali”.

Vengono chiamati a farne parte il direttore del dipartimento Materno-infantile dell’ASP, Pietro Di Stefano, come presidente, e Maria Carmela Riggio, risk manager dell’ASP, Maria Concetta Martorana, direttore medico del presidio ospedaliero Sant’Antonio Abate e Pietro Musso, primario del reparto di Ostetricia e ginecologia dell’ospedale di Mazara del Vallo, come componenti.

La commissione dovrà “concludere i lavori ispettivi  entro cinque giorni, in ordine agli esiti dell’attività che verrà posta in essere”.

La donna, di 19 anni, è diabetica e insulinodipendente, un motivo per il quale i medici reputavano il “parto a rischio”. Martedì, la giovane incinta di 34 settimane e 4 giorni era stata ricoverata per la rottura prematura delle acque ed è entrata in sala parto il giorno successivo attorno alle ore 9, assistita dalla ginecologa del reparto di Ostetricia Francesca Paola Maltese. Il bambino sarebbe nato alle 13 e deceduto ieri, mercoledì intorno 11, per arresto cardiaco.

I familiari hanno esposto denuncia, attribuendo le responsabilità ai medici che, a dire della ragazza sapevano delle sue condizioni di salute e della dimensione del nascituro, sviluppato più del previsto. Proprio per tale motivo, afferma la coppia era stato prevista la nascita all’ottavo mese e sarebbe stato utile il cesareo.

Secondo l’Asp “il bambino presentava difficoltà’ respiratorie e scompenso metabolico, condizione che spesso si può verificare in bambini nati da madri con diabete non ben compensato”.

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