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Salemi, si sblocca l’impasse sulla Ztl. Tra proposte e “reazioni” arrivano le agognate modifiche

Salemi, si sblocca l’impasse sulla Ztl.  Tra proposte e “reazioni” arrivano le agognate modifiche
06 giugno
19:00 2018

SALEMI. Se in molti paesi dell’Italia l’istituzione della Ztl favorisce la pedonalizzazione e il commercio, a Salemi, l’effetto sortito finora è quello opposto. Da un lato le cattive abitudini dei cittadini difficili da sradicare dall’altro un provvedimento troppo rigido che non ha tenuto conto delle particolarità del Centro storico e dei bisogni di chi vi abita e lavora, non hanno portato di certo degli esiti positivi.

Nata nel 2009, sospesa e riesumata nel 2015, negli ultimi tre anni la Ztl è diventata il cruccio di residenti e commercianti. Riunioni e incontri con l’amministrazione hanno generato un clima teso e poco fruttuoso.

Tre anni in cui si sono anche susseguite raccolte firme, proteste e lettere che hanno portato alla luce tutte le criticità del caso. In primis la mancanza di parcheggi per i residenti, dovuta sia alla mancanza di un numero congruo di aree in cui posteggiare l’auto (in alcune zone non è più possibile), sia per l’abolizione del parcheggio in piazza Alicia. A ciò si è aggiunto il pass a pagamento (36 euro, il costo di due marche da bollo, più 4 euro per diritti di segreteria), della validità di 1 anno, che ha fatto storcere il naso soprattutto ai residenti. Ogni auto degli abitanti del borgo doveva avere un pass ma solo 1 auto per famiglia aveva diritto al parcheggio. Senza entrare nei meandri di un problema che riguarda i “singolari” vincoli a parcheggio, le difficoltà si sono registrate anche nel compilare i moduli di richiesta del pass dalla Polizia municipale. Moduli in cui per avere diritto al parcheggio bisognava obbligatoriamente dichiarare di non avere un garage senza tenere conto che in alcuni case del centro storico gli stipiti sono troppo stretti per consentire l’ingresso di un’automobile. In questi casi tenendo conto che nessuno vuole dichiarare il falso, il parcheggio, a quanto pare, non è un diritto. E così che alcuni residenti, privi di parcheggio (occupato da esterni o dagli stessi dipendenti comunali) si sono trasferiti nelle abitazioni secondarie in campagna, altri per protesta hanno apposto il cartello di vendita alla casa.

Le uniche due modifiche registrate all’ordinanza, sono state applicate nel 2015 e hanno consentito il parcheggio nella piazza Alicia dalle 13 alle 16 e dalle 22 alle 9, e il posteggio nella stessa piazza ai cattolici praticanti nella giornata di domenica durante l’orario della messa.

Non si può di certo dire che l’Amministrazione non abbia prestato ascolto ai residenti, ma ai continui incontri sono mancati i fatti. Dopo quasi tre anni, di fronte ad un’amministrazione definita “sorda” a petizioni, lettere al Prefetto, volantinaggi, proteste e riunioni, i cittadini si sono rivolti alle fila dell’opposizione.

Dopo alcuni incontri con i consiglieri di minoranza, sono stati buttati giù 9 punti da proporre all’Amministrazione per la modifica dell’ordinanza e si è fatta strada la necessità di chiedere un consiglio comunale aperto.

Tra i punti da sottoporre:

una Ztl temporanea nei weekend e nelle festività; pass gratuito da attuarsi per mezzo della formula della dichiarazione sostitutiva; posteggio libero con l’eliminazione dei posteggi assegnati (considerato che spesso sono occupati da altri); eliminazione dei privilegi per Assessori e dirigenti che possono entrare e parcheggiare liberamente; assicurare il servizio Geko (bus navetta) negli orari d’ufficio (anticipandolo alle ore 7:30) per permettere ai dipendenti gli spostamenti necessari ed evitare che gli stessi prima delle 9 entrino con la propria auto dentro l’area Ztl; riservare una piccola area di piazza Riformati riservato ai residenti e commercianti nelle giornate di eventi e manifestazioni, custodito da un Vigile urbano; pass gratuiti e specifici per il posteggio e il transito negli orari della Santa Messa per evitare l’ingresso dei furbetti; pass specifici e gratuiti per disabili; e ulteriori modifiche proposte dalla parrocchia.

La mozione presentata si sarebbe dovuta discutere, come prevede il regolamento in un apposito consiglio comunale che, come afferma l’opposizione era stato concordato con il Presidente Lorenzo Cascio durante la conferenza dei capigruppo. Consiglio che sarebbe seguito al Consiglio comunale aperto nel quale ci sarebbe stata un ulteriore confronto (nel consiglio comunale aperto non si possono discutere le mozioni).

Risultato: spiegano i consiglieri di opposizione che il Presidente del Consiglio, giorni dopo, ha convocato solo il consiglio comunale aperto e nella seconda seduta avvenuta 7 giorni dopo,  l’amministrazione aveva un elenco di proposte da sottoporre ai cittadini tra cui:

Abolizione della numerazione aree parcheggio: non più le aree P1, P2, P3, P4, P5 e P6 ma un’unica area di parcheggio per i residenti che sono quindi liberi di parcheggiare in un’area o un’altra; estensione del pass a tutte le auto appartenenti al nucleo familiare; possibilità di ingresso temporaneo per i non residenti (massimo 60 minuti) che potranno parcheggiare in appositi stalli, che saranno chiaramente di numero limitato, andando così incontro alle richieste dei commercianti; ampliamento degli stalli dedicati ai disabili, che non avranno necessità di chiedere il pass; estensione del pass ai professionisti operanti nella Ztl; chiusura al transito di via Cosenza (esclusi i residenti muniti di pass, a cui verrà riservato il parcheggio nella piazzetta adiacente).

Proposte che vengono accettare dai presenti, seppur con qualche riserva. Come scrive uno dei membri del Comitato, Vito Merendino: “Le modifiche proposte dal Sindaco appaiono ancora parziali, timide e insufficienti perché non eliminano la condizione di isolamento degli abitanti e non risolvono affatto le gravi problematiche del Centro Storico che ha indifferibile bisogno di politiche attive per la sua rivalutazione come la realizzazione delle promesse e mai realizzate aree di parcheggio soprattutto nella parte sommitale della città”.

Appagata sembrerebbe gran parte dei residenti e dei commercianti e la stessa opposizione che con una nota stampa precisa: “La minoranza nel Consiglio Comunale esiste e lavora al fine della soluzione dei problemi della città; Siamo soddisfatti dai risultati attenuti durante il Consiglio Comunale Aperto che è stata un’occasione per comunicare con l’amministrazione (cosa che fino ad allora non era avvenuta). Indipendentemente dalle considerazioni del Sindaco tendenti ad oscurare totalmente il lavoro della minoranza tanto da non parlare mai della nostra iniziativa, mostriamo soddisfazione per i risultati ottenuti e ci prepariamo a chiedere la convocazione di altri Consigli Comunali aperti che favoriscano la soluzione dei problemi della nostra città”.

Si attende dunque che le modifiche vengano attuate, e che nonostante l’assenza di telecamere all’ingresso dell’area pedonale, ci sia qualcuno che provveda contro i soliti “furbetti”.

In attesa di una replica, per ricevere dei chiarimenti abbiamo contattato l’assessore al Centro Storico Vito Scalisi, il quale riferisce che “è dimostrabile come già da novembre l’amministrazione stava lavorando per apportare delle modiche all’ordinanza” e chiarendo che alcuni dei punti presentati nell’ultimo consiglio sono stati proposti direttamente da alcuni cittadini alla Giunta.

Il Presidente Lorenzo Cascio si difende: “Il documento non era stato inviato entro i termini previsti e come si evince dagli atti, il documento è stato firmato dalla minoranza solo durante la seduta del consiglio comunale aperto”.

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