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Gibellina, Rosario Fontana, accusato di abuso d’ufficio replica alla condanna ricevuta

Gibellina, Rosario Fontana, accusato di abuso d’ufficio replica alla condanna ricevuta
15 luglio
09:00 2018

GIBELLINA.  Non si è fatta attendere la replica dell’ex sindaco di Gibellina Rosario Fontana alla condanna ricevuta dal Tribunale di Sciacca. Pochi giorni fa infatti, è giunta “a ciel sereno” la notizia della condanna  ad un anno di reclusione (pena sospesa) e all’interdizione dai pubblici uffici (sempre per la durata di un anno) per l’accusa di abuso di ufficio.

Nel 2004, in occasione del 46° anniversario del terremoto nella Valle del Belice, Fontana, per poter realizzare la manifestazione intitolata «Gibellina arte contemporanea 2014» avrebbe emanato l’affidamento con trattativa privata diretta in via d’urgenza, alla «Fondazione Orestiadi», presieduta allora da lui stesso. In tal modo l’ex primo cittadino gibellinese avrebbe violato le normative vigenti in materia di appalti non avviando nessun tipo di bando per la partecipazione anche di altre ditte interessate e provocando così un indubbio vantaggio nei proprio confronti. Inoltre, sempre secondo l’accusa, i 10 mila euro affidati alla Fondazione sarebbero stati utilizzati solo in parte, ovvero realizzando una mostra fotografica e il progetto «Lucignolo arte e scuola».

In queste ore, come anticipato precedentemente è arrivata la risposta dell’ex primo cittadino gibellinese che ha così dichiarato:

Giorno 4 Luglio 2018, presso il Tribunale di Sciacca, si è concluso con la condanna ad un anno ed interdizione dai pubblici uffici per lo stesso periodo con pena sospesa, il processo di primo grado per abuso d’ufficio che mi ha visto coinvolto  per fatti risalenti alla fine del 2013, anno in cui ricoprivo la carica di sindaco di Gibellina. 

Per senso di rispetto nei confronti dei cittadini di Gibellina ed anche per chi ha condiviso con me l’amministrazione della città, per coloro che hanno avuto fiducia nel mio operato, per gli amici che mi hanno sostenuto e mi continuano a sostenere ed anche per evitare ogni tipo di speculazione politica, intendo fare chiarezza sui fatti successi e sulle iniziative che intendo intraprendere affinché giustizia sia veramente fatta negli appelli successivi. 

Il procedimento oggetto della sentenza nasce nel Novembre 2013 allorquando il sottoscritto formula  un atto di indirizzo all’ex dirigente Francesco Messina in cui si ribadiva la volontà di valorizzare il patrimonio di opere d’arte presenti nel museo d’arte contemporanea, attraverso la realizzazione di mostre, con l’obiettivo di portare turisti a Gibellina e contribuire ed arricchire la nostra economia, le attività commerciali, imprenditoriali ed in ultimo l’intera città.

A seguito del predetto atto di indirizzo il dirigente ha affidato alla Fondazione Orestiadi l’incarico per la realizzazione di 4 mostre di cui ben tre di livello internazionale (Una personale su Toti Scialoja; una sul Gruppo “Forma Uno” a Gibellina; una sui grandi Fotografi che hanno operato a Gibellina come Jodice, Contino, Mulas ). Vale la pena ribadire che ad oggi si è realizzata e pagata solo la mostra fotografica fatta nel Gennaio 2014, in occasione dell’anniversario del terremoto e Lucignolo “l’Arte a Scuola” per l’importo complessivo di €. 2.000,00 IVA compresa e non €. 10.000,00 come riportato dagli organi di stampa.

L’affidamento diretto alla Fondazione Orestiadi, come del resto avvenuto in altre occasioni nel corso degli anni passati, ed oggi oggetto della presente condanna è stato fatto  correttamente dall’allora Responsabile dell’Area Amministrativa Francesco Messina. Infatti è avvenuto nel rispetto del Regolamento Comunale per l’acquisizione di beni e servizi in economia e dell’art. 125, comma 11, del D.Lgs 163/2006 (Codice degli Appalti) ed era giustificato dalla particolarità culturale del servizio, dalle caratteristiche tecniche ed artistiche incomparabili e dalla circostanza che le mostre si sarebbero realizzate con opere d’arte di proprietà del Comune e della Fondazione Orestiadi, tutte circostanze che avrebbero consentito un notevole risparmio al Comune di Gibellina.

Ed inoltre per la evidente e notoria circostanza che la Fondazione Orestiadi onlus è ente strumentale e di servizio del Comune di Gibellina avendo nel 1992 il Consiglio Comunale approvato lo Statuto e dato mandato al sindaco di allora Ludovico Corrao di costituire davanti al notaio la Fondazione, divenendone anche presidente fino alla sua morte ed assegnando, a titolo gratuito, i prestigiosi locali del Baglio Di Stefano divenuti sede della Fondazione, ha operato e continua ad operare, attraverso le sue molteplici attività promuovendo la Città di Gibellina, il suo processo di rinascita sociale, culturale ed economica oltre al prestigio per la nostra Città dato dalla presenza della Fondazione.

Gli importi previsti così bassi, per la realizzazione dei diversi eventi di livello internazionale, erano dovuti alla circostanza che le opere erano di proprietà sia del Comune che della Fondazione e che si utilizzavano le competenze tecniche, scientifiche ed artistiche oltre al personale della Fondazione Orestiadi. Di questo il Tribunale ne ha tenuto conto non riconoscendo alcun danno per il Comune di Gibellina costituitosi parte civile.

Ebbene tali motivazioni non sono state ritenute legittime dai giudici di primo grado i quali hanno ritenuto che in qualche modo sia stata favorita la Fondazione Orestiadi e pertanto, anche se con pena minima e sospesa, hanno condannato il sottoscritto.

In attesa delle motivazioni che saranno depositate dai giudici entro 90 giorni dalla sentenza di condanna e pur nel rispetto della stessa sentenza, sarà proposto appello ad una sentenza ritenuta ingiusta e lesiva della mia dignità e delle stesse prerogative in capo al sindaco. Detto questo non si può non sottolineare la circostanza che l’Amministrazione Comunale guidata dal sottoscritto abbia difeso il valore della Fondazione Orestiadi e la stessa sopravvivenza, spendendosi assieme agli organi amministrativi del Comune di Gibellina in tale direzione. 

In tal senso mi ritengo fiducioso nella giustizia e nella consapevolezza che in sede di appello potrà essere ribaltata la sentenza di primo grado e dimostrata l’assoluta correttezza del mio operato e di quello del responsabile dell’area Amministrativa Francesco Messina. Tuttavia, anche se dovesse essere confermata la condanna, rifarei esattamente tutto quello che ho fatto ritenendolo giusto per la mia coscienza e per gli interessi della mia Città cosi come giusta ritengo la difesa della Fondazione Orestiadi nella consapevolezza dell’inscindibilità del rapporto tra Fondazione Orestiadi e Comune di Gibellina.

Lotterò affinché sia fatta giustizia e venga affermata la mia innocenza e la correttezza delle procedure di affidamento alla Fondazione operate dal dirigente del Comune di Gibellina scomparso qualche anno fa Francesco Messina, a cui va la mia gratitudine ed il mio commosso pensiero.

Come mi hanno insegnato nella vita e nella politica, “CHI FA A VOLTE SBAGLIA, CHI NON FA SBAGLIA SEMPRE”.

In tal senso posso dire di essermi speso per la mia Città con abnegazione, passione e determinazione ottenendo risultati importanti e sotto gli occhi di tutti ma anche per affermare un principio importante che è in primo luogo quello della democrazia e della libertà di espressione ma anche quello di fare funzionare i servizi, la scuola, assistere gli anziani, i diversamente abili, promuovere la cultura, il settore produttivo, senza dimenticare le tante altre cose fatte negli anni della mia amministrazione.

In una società dove nessuno si assume responsabilità oppure le addossa ad altri, anche se fermamente convinto di avere operato nel rispetto assoluto della legge e della trasparenza, ritengo che se nel fare le tante cose fatte avrò commesso qualche errore l’ho fatto in buona fede, per amore nei confronti della mia città e comunque senza nessun tipo di interesse personale”.

 

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