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Il sindaco Nicola Catania replica al comunicato di Cambia Partanna

Il sindaco Nicola Catania replica al comunicato di Cambia Partanna
05 agosto
11:06 2018

Il 1 agosto la nota testata giornalistica locale Partanna Live, il cui amministratore unico è consigliere comunale del gruppo Cambia Partanna, pubblica la notizia dell’arrivo di un commissario al Comune di Partanna per l’approvazione del bilancio consuntivo. Considerata, se non altro, la “vicinanza” della testata giornalista al consigliere (e non solo!), viene da chiedersi come mai non abbia approfittato di tale vicinanza per appurare la veridicità della notizia che avrebbe avuto istantanea smentita considerato che il bilancio era stato approvato alla presenza dello stesso. Di conseguenza, il Sindaco ha dovuto smentire la notizia direttamente. Questo l’antefatto di un’inopportuna querelle che induce a chiarire in maniera definitiva e senza repliche, alcune tendenziose affermazioni contenute nella nota diffusa da Cambia Partanna il 2 agosto. Questi i fatti.

La nota diramata dall’associazione Cambia Partanna, cui appartengono i 5 consiglieri d’opposizione, trova nel lettore con sufficienti conoscenze di contabilità pubblica, elementi bastevoli a farne un amena lettura estiva, ma è evidente come nel redigerla l’intento fosse quello di “informare” tutti i cittadini, anche i meno avvezzi all’argomento, su (presunte) verità che necessitano, giusto per onestà, sia nei confronti di chi viene “informato” sia nei confronti di chi scrive (se in buona fede), di alcune precisazioni necessarie a sottolineare non solo la necessità di conoscere bene la materia prima di cimentarsi in SEMPLICI SPIEGAZIONI che rischiano di trasformarsi in SEMPLICISTICHE INTERPRETAZIONI, ma anche a far riflettere sulla pretestuosa e, a tratti strumentale, azione denigratoria dell’amministrazione, in generale, e del Sindaco, in particolare. Non si capisce il motivo per cui nel replicare e fornire informazioni il sindaco avrebbe dovuto dimenticare di fornire dei particolari tanto significati, se non perché imbarazzanti: come tali vengono divulgati da Cambia Partanna.

In ragione di ciò si procede con doverose precisazioni sul presunto avvento dei commissari per l’approvazione del “bilancio consuntivo” e la paventata figuraccia che il comune ha fatto.

Il DLgs 267/2000 prevede che il rendiconto di gestione sia approvato entro il 30 aprile dell’anno successivo all’esercizio finanziario di riferimento (dunque, come giustamente spiegato nella nota di Cambia Partanna, al 30 aprile 2018 si approva quello relativo al 2017). A detta approvazione devono precedere una serie di adempimenti (riaccertamento residui, parificazione con il conto del tesoriere degli agenti contabili, riaccertamento ordinario, elaborazione della contabilità economic-patrimoniale,….), numerose competenze che, spesso e per la quasi totalità dei comuni soprattutto del sud, non permettono agli uffici di rispettare i termini. Tale difficoltà è talmente innegabile che la Regione Sicilia, cui spetta l’esclusiva competenza sul controllo degli Enti Locali, come atto dovuto, sollecita le amministrazioni comunali dell’isola all’approvazione del rendiconto in genere nei mesi di maggio/giugno. Da qui, l’inesattezza dell’informazione con cui si sottolinea

«Se per caso (ripetiamo: per caso…) ciò non avviene, allora la Regione invia, nei comuni inadempienti, un commissario che si occupa dell’approvazione.»

La non approvazione nei termini ha poco dell’eccezionale e la stessa Regione ne ha una consapevolezza tale che riconosce un’evidente tolleranza non inviando immediatamente i commissari che vengono nominati, in linea di massima, per la fine di luglio/primi di agosto.

Ma andiamo avanti. Nella nota si afferma che il 2 agosto Cambia Partanna apprende che la Regione avrebbe dovuto inviare anche a Partanna un commissario, ma, precisa

«ad onor del vero, che il consuntivo 2017 è stato approvato in Consiglio Comunale lo scorso 20 luglio, con 11 voti favorevoli (la maggioranza) e 5 astenuti (la minoranza, ovvero il gruppo consiliare “Cambia Partanna”)»

Viene spontaneo chiedersi come mai, avendo partecipato all’approvazione del rendiconto, Cambia Partanna ritiene opportuno polemizzare su un ipotetico, quanto senza seguito, arrivo di un commissario e sceglie, invece, di non evidenziare la bontà dell’operato dell’amministrazione nell’anno precedente attestata dai numeri ancorché dalla votazione dei consiglieri della stessa Cambia Partanna che scelgono di astenersi e non votare contro il rendiconto proposto.

Ma veniamo ai 3 fondamentali quesiti che nella nota si avanzano.

Prima questione: 

perché il rendiconto di gestione 2017 è stato approvato in giunta il 6 giugno 2018 e in consiglio il 20 luglio 2018? Il termine non era fissato dalla legge per il 30 aprile 2018?

Sottolineiamo quanto fin qui affermato: il 30 aprile è il termine previsto normativamente, termine che la stessa Regione ha consapevolezza sia difficilmente rispettabile, tanto che, in genere tra fine maggio e giugno, sollecita le amministrazioni all’adempimento, procrastinando a fine luglio/ primi di agosto la nomina dei commissari.

Seconda questione (che poi è la riformulazione della prima):

sempre il sindaco afferma che fra l’approvazione in giunta (6 giugno) e quella in consiglio (20 luglio) ci sono state le elezioni che, ahimè, ci hanno fatto perdere tempo; ma la colpa è delle elezioni, che si sono svolte il 10 giugno? O è forse di chi non è riuscito ad approvare il bilancio nei giusti tempi?

Rispondiamo, nessuno la prenda a male, ripetendo lo stesso concetto: l’approvazione del rendiconto in giunta è avvenuto a giugno proprio in ragione delle OGGETTIVE difficoltà che annualmente portano la quasi totalità dei comuni a ritardare tale adempimento, ragioni non di tipo politico, ma relative al cumularsi di ritardi anche da parte di soggetti terzi che intervengono nella formulazione del bilancio consuntivo.

Se, dunque, la colpa del ritardo dell’approvazione in Giunta non è delle elezioni, ma delle contingenze burocratiche come avviene nella maggioranza dei Comuni siciliani, il ritardo dell’approvazione in Consiglio è imputabile alle avvenute elezioni e ai tempi necessari alle procedure di insediamento tanto del Consiglio, quanto delle Commissioni Consiliari, ai tempi di verifica degli atti nelle stesse commissioni e ai tempi, stabiliti per legge, di convocazione del Consiglio.

La terza questione

se il bilancio fosse stato approvato entro il 30 aprile 2018, certamente la Regione non avrebbe nominato il commissario… Signor sindaco, ma come? Lei non ha per caso detto che “Subito dopo l’approvazione abbiamo provveduto ad informare l’assessorato regionale competente che pertanto non invierà alcun funzionario”? Che ci viene a fare questo commissario a Partanna? Non sarà per caso che magari questa comunicazione non è arrivata in tempo alla Regione? E così, spulciando nel sito web del Dipartimento delle Autonomie Locali della Regione Siciliana, abbiamo trovato un documento intitolato “SITUAZIONE RELATIVA ALL’APPROVAZIONE DEI BILANCI DI PREVISIONE 2018/2020 E DEI RENDICONTI DI GESTIONE 2017 NEGLI ENTI LOCALI ALLA DATA DEL 27 LUGLIO 2018”. Incuriositi siamo andati a controllare la situazione del Comune di Partanna e… sorpresa! Alla data del 27 luglio niente di niente! Nessuna comunicazione!

riporta ad una considerazione fatta in apertura riguardo alla cattiva fede attribuita all’operato dell’amministrazione e all’adozione di comportamenti mendaci; una cattiva fede che, apriori, porta Cambia Partanna, incuriosita, a fare una ricerca nel sito web del Dipartimento delle Autonomie Locali della Regione Siciliana, non già negli uffici comunali, dove bastava chiedere per avere riscontro della comunicazione inoltrata tramite PEC LUNEDI’ 23 luglio. D’altra parte, sarebbe bastato che Cambia Partanna attivasse coloro che fra loro sono consiglieri in carica e, quindi, “amministratori comunali”, per ottenere veloce e certo riscontro. Si è preferito mettere in dubbio l’operato tanto da suscitare l’immediata reazione di colui che aveva provveduto a fare la comunicazione e che, probabilmente stanco della malafede a cui abbiamo fatto cenno, ha ritenuto di pubblicare sui social l’attestazione dell’avvenuta comunicazione.

E quindi ricapitolando:

  1. Al 30 aprile 2018(data stabilita dalla normativa) la quasi totalità dei comuni siciliani non ha di prassi e come evidenziato, ancora approvato il rendiconto di gestione (bilancio consuntivo, per intenderci) né in giunta, né tanto meno in consiglio; quindi, il nostro caso non costituisce pietra dello scandalo, ma una necessità operativa diffusa che prescinde dalla gestione politica e che, fra l’altro, trova nella Regione consapevole tolleranza.
  2. La colpa del ritardo dell’approvazione in Giunta non è delle elezioni, ma delle contingenze burocratiche, mentre il ritardo dell’approvazione in consiglio è imputabile alle elezioni e ai tempi necessari alle procedure di insediamento tanto del Consiglio, quanto delle Commissioni Consiliari, ai tempi di verifica degli atti nelle stesse commissioni e ai tempi di convocazione del Consiglio stabiliti per legge.
  3. Si sarebbe fatto prima, e meglio, a verificare le affermazioni riguardo alla mancata comunicazione al Dipartimento regionale negli uffici del nostro comune e non in quelli della Regione e, con un pizzico di onestà intellettuale, piuttosto che rimarcare figuracce del Comune, mettere in evidenza la mancata tempestività della Regione nell’aggiornare le comunicazioni web.

Le questioni erano 3, ma non è dato concludere la discussione, poiché anche a riguardo di bilancio di previsione le semplici spiegazioni nascono da una considerazioni semplicistiche e ricerche approssimative sulla normativa; infatti, la legge stabilisce che il bilancio di previsione vada approvato entro il 31 dicembre dell’anno precedente all’esercizio finanziario di competenza (quindi per il 2018 parliamo del 31 dicembre 2017) e che quella del 31 marzo, proprio per le difficoltà introdotte dal nuovo sistema contabile (DL 118/2011),  è una deroga concessa a tutti i comuni dal Ministero degli Interni in quanto è lo Stato ad avere esclusiva competenza in materia finanziaria. Detta deroga, tranne che negli ultimi 2 anni, veniva ulteriormente prorogata su richiesta dell’ANCI soprattutto per le difficoltà dei comuni siciliani, spesso anche oltre il nono/decimo mese dell’anno (settembre/ottobre).

Adesso occorre rimarcare che i dirigenti che si occupano della parte contabile-finanziaria, non senza il supporto politico, ritengono almeno 2 gli elementi funzionali all’elaborazione del bilancio preventivo:

  • la preventiva approvazione del conto consuntivo, al fine di accertare l’eventuale avanzo di amministrazione dell’esercizio precedente da utilizzare nel bilancio di previsione al fine di dare maggiore e certa copertura ai servizi per la comunità,
  • la comunicazione ufficiale dei trasferimenti (quanto meno regionali) delle quote di riparto, comunicazione arrivata
  • il 30 luglio per il riparto della spesa corrente, anticipato dall’ANCI
  • il 3 agosto per i trasferimenti in conto capitale. (Non sfuggirà a chi legge notare come il 3 di agosto è il venerdì appena trascorso.)

Del resto, occorre chiedersi il motivo per il quale la Regione predispone l’invio dei commissari per la mancata approvazione del bilancio consuntivo con scadenza 30 aprile e, non già, per la mancata approvazione del bilancio di previsione con scadenza 31 marzo. Sarà perché ha piena consapevolezza delle difficoltà nell’approvazione e riconosce a sé stessa parte della responsabilità?

Preme sottolineare, inoltre, (errore da matita rossa) che il sindaco mai ha affermato che il comune si trovi in esercizio provvisorio, ha, bensì, affermato che ci si trova in gestione provvisoria: le due cose sono profondamente distinte e distanti, differenza che deve obbligatoriamente essere nota a chi amministra un comune (anche se all’opposizione). Infatti, mentre con l’esercizio provvisorio si può procedere ad amministrare (tradotto in soldoni per facilitarne la comprensione a chi non conosce bene questi argomenti, effettuare spese) nei limiti di 1/12 della spesa mensile effettuata nell’esercizio finanziario precedente, la gestione provvisoria vieta ogni qualsivoglia spesa da parte dell’ente, uniche eccezioni le spese relative ad impegni che potrebbero cagionare danni patrimoniali e materiali all’ente. Ergo l’amministrazione è la prima ad avere interesse all’approvazione del bilancio, poiché all’impossibilità di effettuare spese consegue l’impossibilità di dare risposte alla comunità e soddisfarne esigenze. Sterile polemica, quindi, quella accesa in quanto non si tratta di una scelta che l’amministrazione possa auspicare, né una scelta politica da nascondere, ma esclusivamente di una gestione prudente e oculata (così come prevede la legge, DL118/2011) che gli uffici responsabili (attenzione: non il sindaco!!!) adottano al fine di assicurare un’amministrazione coerente e accorta che non imponga continue variazioni di bilancio in aumento o in diminuzione. Lontani da paragoni fra primi e ultimi della classe, reputiamo che ciascuno sceglie i mezzi e i modi per portare avanti la propria amministrazione, assumendosi le relative responsabilità, ma facendo i conti, comunque, con la tempistica degli uffici a livello superiore.

In chiusura, ricordiamo a Cambia Partanna che le manifestazioni proposte non sono “feste”, che distraggono la cittadinanza da presunte magagne, ma manifestazioni culturali che promuovono fermento culturale ed anche economico, pubblicizzando la nostra cittadina. Chi dispensa informazioni, per missione, senso civico o professione, dovrebbe avere l’onestà di portare tutti a conoscenza del fatto che per queste manifestazioni culturali il Comune di Partanna ottiene appositi finanziamenti regionali finalizzati esclusivamente alla realizzazione di un calendario di eventi che pone Partanna, per le proposte artistico-culturali, alla stregua di Taormina, San Vito Lo Capo,… Quindi, invitiamo Cambia Partanna a non fingere di non sapere che questi soldi non possono essere usati per acquistare altro o fornire servizi diversi, a meno di non dover convenire insieme sul fatto che si ami far informazione in modo strumentale, anche utilizzando testate giornalistiche “vicine”.

Comunicato stampa

Partanna Città Europea

 

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