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Salemi: Successo per “Carminalia”. Stasera l’ultimo spettacolo “Con tutto il mio amare”

Salemi: Successo per “Carminalia”. Stasera l’ultimo spettacolo “Con tutto il mio amare”
23 agosto
17:31 2018

SALEMI. Una scrofa lo sa che suo figlio sarà dissanguato, lo sa che suo figlio é andato al macello e una madre lo sa quando non sente più l’afflato. Specialmente se é una madre come Felicia Bartolotta, moglie del mafioso Luigi Impastato e madre del “martire” Peppino Impastato vittima di quella Cosa Nostra alla quale anche il padre apparteneva.

É iniziata ieri la stagione teatrale promossa dall’associazione socio-culturale “Peppino Impastato” di Salemi, dopo la giornata del 19 agosto dedicata alla presentazione di due libri e alla proiezione di un docufilm sulla vita del giovane di Cinisi. Il primo spettacolo, andato in scena al Teatro del Carmine ( splendida location cittadina sempre più rivalutata negli ultimi anni) alle 20:00 del giorno scorso, “ Felicia – frammenti di Felicia Impastato” ha visto come protagonista proprio la madre di Peppino, interpretata magistralmente dalla pugliese Teodora Mastrototaro che regala un monologo forte, poetico e commovente  all’intera platea.  La figura di Felicia che ne esce fuori non è quella convenzionale, quella a cui siamo abituati; non é la donna coraggiosa e decisa ad andare avanti, quella che sbatte i pugni in una sede del tribunale, portata nel 2016 nel piccolo schermo da una agguerrita e sempre brava Lunetta Savino. É una signora Impastato diversa, migliore. La Mastrototaro prima di essere attrice é poetessa, chi non lo sapeva già,lo scopre ascoltando le sue parole brutali e dolci, amare e poetiche. Sono parole di madre prima di tutto. Una madre che sapeva, che immaginava, perché un figlio come Peppino non può che finire come un “lattonzolo”, il figlio della scrofa: macellato.

É il 9 Maggio del 1978, Peppino a casa non torna, in un casolare di campagna verrà ucciso a sassate, riempito di tritolo e fatto saltare in aria. Brandelli, quelli che si possono raccogliere. Una voce registrata li cita uno per uno: si passa dal tessuto molle a quello cerebrale, per passare alle ossa della scatola cranica e qualche frammento di colonna vertebrale. Eccolo il macello dei siciliani onesti, ecco la mattanza della gente che riusciva a dire no. Con la morte di Peppino, ci dice la madre, il sole della Sicilia lo hanno fatto tramontare ma si può tornare a vincere perché tutte le battaglie si vincono con la cultura. La stessa che negli anni l’ha tanto contraddistinta.

Con una storia struggente ed ammirevole con un pubblico entusiasta ed una associazione che da anni ce la mette tutta per promuovere la cultura nel territorio, inizia molto bene la rassegna ormai giunta alla terza edizione.

Questa sera, alle 21.15, al castello di Salemi il secondo ed ultimo appuntamento teatrale del cartellone “Carminalia”, lo spettacolo di Gabriele Cicirello “Con tutto il mio amare”. 

 

 

Nato ad Erice, sono uno studente del Liceo Classico “F. D’Aguirre”. Amo l’arte, la lettura,la cultura e lo spettacolo . Credo nel giornalismo culturale in un era dominata dalla cronaca nera.

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