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Tre Fontane: Scapestrati causano un trauma a bimbo nel passeggino. Ausiliari del traffico fanno spallucce

Tre Fontane: Scapestrati causano un trauma a bimbo nel passeggino. Ausiliari del traffico fanno spallucce
17 agosto
15:33 2018

Una vicenda che ha dell’incredibile quella descritta da una nostra lettrice che nei giorni scorsi è stata vittima, con la propria famiglia non soltanto di un un atto incivile da parte di alcuni ragazzi ma anche della poca professionalità di un’ausiliare del traffico che secondo quanto riferito ha adottato un atteggiamento tutt’altro che professionale ed etico. Nello specifico l’ausiliare che in quel momento si indossava la divisa, non soltanto ha fatto spallucce alla richiesta d’aiuto della mamma ma ha anche esordito con qualche frase poco felice. Sotto la lettera integrale:

«Spett.le redazione, Vi invio la lettera seguente, nella speranza che possiate pubblicarla. Nella tutela della privacy dei miei figli minori, vi prego di mantenere l’anonimato e di non pubblicare il mio nominativo. Nella serata di domenica 12 agosto 2018, io, mio marito e i nostri due figli, rispettivamente di 6 anni e 10 mesi, ci siamo recati a Tre Fontane per gustare un gelato presso il bar McOne. Dopo aver acquistato delle coppette gelato, abbiamo preso posto in uno dei tavolini dirimpetto al suddetto bar.

Il bimbo più piccolo era nel suo passeggino, ben allacciato (particolare, questo, fondamentale perché gli ha, molto probabilmente, salvato la vita), accostato al tavolo tra me e la sorellina e sorbiva con avidità qualche cucchiaino di gelato. All’improvviso una bicicletta con a bordo 2 ragazzi, uno dei quali pericolosamente trasportato sul manubrio, lanciata ad elevata velocità per un tratto adibito a bar e al transito pedonale, ha urtato il passeggino sul quale sedeva tranquillamente mio figlio, facendolo ribaltare sul fianco destro e facendogli battere violentemente la testa. Ovviamente io sono stata assalita dal panico ed aiutata a soccorrere il mio piccolo dal personale della gelateria e dai numerosi astanti mentre mio marito, correndo a perdifiato, è riuscito a bloccare i due ragazzini che, incuranti delle urla, stavano scappando via.

Subito dopo l’investimento di mio figlio, il personale del McOne, molto premuroso, mi ha fornito del ghiaccio e mi ha invitato all’interno del locale dove, con sommo stupore, ho trovato due ausiliarie del traffico che, senza scomporsi, finivano di consumare le loro brioches col gelato. Ovviamente, vedendo le due donne in divisa, chiedo che intervengano mentre mio marito, all’esterno, segna i nominativi dei due ragazzi e qualcuno prova, invano, a chiamare il 118. A questo punto, la vicenda, da drammatica, diventa addirittura surreale: una delle due “pseudo-vigilesse” che, per essere sintetica chiamerò “la bionda”, mi dice che i due ragazzini non hanno alcuna colpa e che è compito dei genitori tutelare i propri figli. Io sono trasecolata… non riesco a credere alle mie orecchie, o forse è il mio cervello che si rifiuta, e chiedo se la suddetta bionda stia insinuando che la colpa di quanto è accaduto sia mia! Il mio cervello deve arrendersi quando la risposta che ricevo è che, sì, la colpa è mia! Mia! Mia perché mi sono seduta presso un bar … con mio figlio al fianco, ben legato al passeggino (grazie a Dio, ribadisco, perché non so altrimenti che volo avrebbe fatto e con quale terribile esito!!!) a prendere un gelato in una calda sera di agosto.

La bionda (scusatemi, mi rincresce, ma non ce la faccio proprio a chiamarla signora) ripete che i ragazzi non possono essere incolpati. A questo punto il mio savoir-faire va a farsi benedire, vado in escandescenze ed esclamo che, se l’Italia oggi va male è perché ci sono adulti che difendono i ragazzi anche quando, come in questo caso, sono indifendibili! La risposta della bionda è di nuovo la stessa: i ragazzi (che sono passati, correndo, in due su una bici e hanno urtato, rovesciandolo, un passeggino con un bambino di nemmeno un anno, in una zona piena di gente, che mangiava un gelato con la sua famiglia) non hanno colpa! Proprio così… non un richiamo ai ragazzi, non una parola di conforto, non uno sguardo al piccolo, non un minimo di interessamento o compassione, niente solidarietà materna (perché immagino che anche la bionda sia madre!!! E vorrei vedere se fosse capitato a lei!)… solo tanta arroganza, incompetenza e superbia! …avrei voluto rispondere ancora alla bionda ma mi avvisano che l’ambulanza non arriverà e dobbiamo correre in ospedale perché mio figlio ha un ematoma all’altezza dell’orecchio destro e piange a dirotto (per chi fosse interessato alle condizioni di salute del piccolo – di certo non la bionda – è stato in osservazione in ospedale e, in questi giorni, sarà visitato da un otorinolaringoiatra per escludere eventuali danni all’orecchio). Proprio oggi ho saputo di un’altra mamma, investita da un motocicletta nella stessa Tre Fontane, insieme al passeggino sul quale trasportava il proprio figlio. Questa volta sono intervenuti i carabinieri che, immagino, non abbiano incolpato la mamma per l’accaduto. Credo che qualcuno, a questo punto, dovrebbe intervenire per tutelare i pedoni… Cordiali saluti!»

Il giorno seguente la famiglia si è recata presso il comando di Polizia Municipale di Campobello per denunciare quanto accaduto.

Sulla vicenda, va posta l’attenzione anche sui due ragazzini di 13 anni che con assoluta superficialità e con un atteggiamento non consono al luogo in cui si trovavano hanno rischiato di causare danni permanenti al bimbo. Ragazzi indifendibili, sopratutto da parte di chi ha ricevuto una richiesta di aiuto e per un principio umano, aldilà delle proprie competenze, poteva intervenire magari chiamando il proprio comando. Il bambino, che riporta una contusione, dopo essere stato in ospedale, è in attesa di una visita specialistica.

Il comandante della Polizia Municipale di Campobello di Mazara, dott. Giuliano Panierino, ha inoltrato una nota con delle precisazioni sulla vicenda. Qui il testo

 

 

 

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