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Salemi: forti emozioni al concerto “Mattanze” di Mario Modestini

Salemi: forti emozioni al concerto “Mattanze” di Mario Modestini
12 settembre
11:46 2018

SALEMI. È  un paese strano Salemi, difficile da capire la cittadinanza in perenne lamento, insoddisfatta da qualsivoglia manifestazione, sempre che partecipi. Viviamo in un paese dove è diventato troppo semplice parlare, ma poi, quando un evento si presenta, come nel caso di “Mattanze” in tutto il suo splendore, non apriamo bocca… sembra esserci un tacito accordo tra i salemitani che dura ormai da troppi anni.  Nessuno mette in dubbio i numeri della Sagra della Busiata o dei concertoni in piazza, ma dov’è la comunità quando si fa cultura? dov’è quel calore che normalmente un pubblico dona? Non so rispondere a queste domande ma di certo non voglio credere che Salemi sia solo questo. Per fortuna c’è ancora chi crede in questo paese  e crede anche che la cultura, in qualunque modo si manifesti, debba essere lo sprone della comunità. Nonostante l’apatia di alcuni ancora si fa cultura, e la si fa questa volta con un concerto ,“ Mattanze” del maestro Mario Modestini, che ha visto sul palco oltre l’ensamble  di cinque elementi (Egle Mazzamuto canto,Maurizio Maiorana canto, flauto e clarone, Tobia Vaccaro chitarra, Wanda Modestini violoncello, Romina Denaro contrabbasso), la banda Vincenzo Bellini di Salemi diretta dal maestro Rosario Rosa. Ed è proprio il maestro Rosa che ha voluto portare il concerto nel nostro comune dopo la tappa al Politeama di Palermo ed al Festival della luce di Selinunte.

“ Mattanze” non è un semplice concerto, è molto di più; è uno spettacolo a tutti gli effetti che attinge a “ I canti della terra e del mare” di Alberto Favara e ci trasporta nelle isole, attraverso musica e parole assistiamo a quello spettacolo tetro della mattanza. Tra una nota e l’altra, grazie alla strabiliante interpretazione dei due attori, Egle Mazzamuto e Maurizio Maiorana, veniamo trasportati a Favigniana e a Levanzo, sentiamo gli echi delle sirene e le voci degli ultimi rais delle tonnare ( emoziona il ricordo iniziale a Gioacchino Cataldo, l’ultimo rais scomparso meno di due mesi fa), c’è bonaccia eppure tremiamo perché il dolore della mattanza ci attraversa. Sentiamo persino l’odore del sangue. Immagini forti, raccapriccianti eppure testimonianza di tradizioni da ricordare si trasformano in musica per le nostre orecchie.  Il merito è sicuramente del maestro di fama internazionale Mario Modestini (nella sua carriera  ha accompagnato per anni la cantante Rosa Balistreri ed ha collaborato con diversi personaggi del mondo dello spettacolo componendo tra l’altro le musiche per sette canti della Divina Commedia interpretati da Giorgio Albertazzi) che realizza uno spettacolo senza eguali. Al maestro Rosario Rosa va il merito, forse più grande, di aver voluto commemorare con questo concerto l’illustre cittadino salemitano Alberto Favara, che per la prima volta a 155 anni dalla nascita “vede” finalmente un concerto in suo onore. A spiegarci il  valore dello spettacolo lo stesso Modestini, che intervistato  dichiara di essere rimasto innamorato quando da giovane lesse per la prima volta “i canti del mare” del Favara. A legarlo col compositore salemitano è la passione viscerale per il mare ed i marinai nonché l’amore per le tradizione e per la propria terra. Concludo  con la risposta del maestro all’ultima mia  domanda. “Non le sembra assurdo che  Salemi ricordi per la prima volta  il Favara dopo 155 anni ?”Con l’eleganza e la classe che solo un artista come Modestini può avere, la risposta fu – “In  Sicilia è tutto assurdo.” aggiungendo però, senza alcuna esitazione “ La Sicilia è un sogno.” Ed i presenti, in piazza Alicia la sera di giorno nove  se ne sono accorti.

Nato ad Erice, sono uno studente del Liceo Classico “F. D’Aguirre”. Amo l’arte, la lettura,la cultura e lo spettacolo . Credo nel giornalismo culturale in un era dominata dalla cronaca nera.

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