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Castelvetrano, l’integrazione con l’8×1000. Giovani nigeriane a scuola di cucito

Castelvetrano, l’integrazione con l’8×1000. Giovani nigeriane a scuola di cucito
03 Gennaio
19:30 2019

Attività di sartoria, bigiotteria, cucina e altro sono l’occasione per imparare a conoscere usi e costumi del vivere italiano, pur nello scambio culturale con le specifiche usanze di chi proviene da altri Paesi. 

Un progetto per le giovani donne non italiane, dai 19 ai 26 anni, di nazionalità nigeriana, spesso con un passato e un presente molto difficile da portare.

È attivo il corso di cucito presso la casa delle Suore di Carità a Castelvetrano,
dove per alcune ore alla settimana vengono accolte. Il progetto, sostenuto
anche con i fondi 8×1000 per interventi caritativi diocesani, nasce
dall’ascolto delle storie delle ragazze incontrate dagli operatori
dell’Unità di strada della Caritas diocesana sul territorio di
Castelvetrano e Campobello di Mazara.

 

Il progetto è iniziato a settembre e durerà fino a febbraio, quando, in occasione della memoria di Santa Giuseppina Bakhita, verrà allestita l’esposizione dei lavori prodotti dalle ragazze, in collaborazione con alcune volontarie in lingua italiana, per un graduale
percorso di integrazione culturale e sociale.

Sono previsti in seguito altri cicli sempre della durata di dieci settimane. Incontro e reciprocità di sguardi, abilità e prospettive di inserimento sociale, sogni e dignità
da ritrovare, fiducia e coraggio da liberare: sono queste le parole dei
vissuti, spesso non verbali, di queste ore di serena attività, divertente
manualità e impegnata creatività. Il progetto è fortemente sostenuto da un
gruppo di volontarie.

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