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Santa Ninfa: al minimo l’Imu sui terreni agricoli

Santa Ninfa: al minimo l’Imu sui terreni agricoli
01 agosto
10:33 2015

Il Consiglio comunale (nella foto), nella sua ultima seduta, ha portato al minimo l’Imu sui terreni agricoli, così come aveva proposto la Giunta guidata dal sindaco Giuseppe Lombardino. La delibera che riduce l’aliquota dal 7,6 al 4,6 per mille (il minimo di legge) è stata approvata con quattordici voti favorevoli e un solo contrario (il consigliere indipendente Rosaria Pipitone, che aveva proposto l’abbassamento dell’Imu sulle seconde case). «Abbiamo deciso di portare al minimo l’aliquota dell’Imu sui terreni agricolispiega il sindaco Lombardino – per andare incontro, in un momento di grave crisi economica, alle esigenze dei coltivatori e dei possessori di terreni in genere». Per fare questa operazione, il Comune, che ha già subìto quest’anno un taglio di oltre 300mila euro sui trasferimenti dello Stato, ha dovuto recuperare, nel proprio bilancio, 119mila euro: a tanto ammonta infatti il minore gettito previsto. «L’eliminazione o la rideterminazione della tabella dei comuni da sottoporre alla tassazioneprecisa Lombardinonon spetta certo a noi, ma al governo nazionale. Noiaggiunge il sindacoriteniamo la norma iniqua e per questa ragione stiamo facendo tutto quanto è in nostro potere per agevolare i cittadini. Sfido chiunqueha aggiuntoa fare meglio. Avevamo preso un impegno con i cittadiniconclude il sindacoe lo abbiamo rispettato». In virtù della delibera approvata dal Consiglio, ci sarà quindi uno sconto per chi, avendo pagato già la prima tranche dell’imposta, dovrà tra alcuni mesi versare il saldo.

L’aula ha poi approvato altri due importanti provvedimenti. Il Consiglio, a maggioranza, ha esentato dal pagamento della Tasi (la tassa sui servizi indivisibili) le famiglie con portatori di handicap ed ha inoltre rimodulato l’addizionale comunale sull’Irpef a seconda delle fasce di reddito. Fissata la soglia di esenzione ad 8.500 euro, per i redditi fino a 15.000 euro, l’addizionale sarà dello 0,60 per cento. Salirà allo 0,65 per i redditi da 15.000 a 28.000; allo 0,70 per cento per i redditi da 28.000 fino a 55.000; allo 0,75 per i redditi da 55.000 fino a 75.000. Sarà, infine, dello 0,80 per cento per i redditi oltre la soglia dei 75.000 euro. La delibera è stata approvata con quattordici voti favorevoli ed un solo contrario, ancora l’indipendente Rosaria Pipitone, che ritiene comunque troppo alta la tassazione imposta.

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