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Trapani: venerdì 13 maggio presentazione del volume “L’inchiesta Merra”

Trapani: venerdì 13 maggio presentazione del volume “L’inchiesta Merra”
10 maggio
23:09 2016

Si terrà a Trapani, venerdì 13 maggio 2016 (Ore 17.30) presso la Sala Conferenze di Palazzo Riccio di San Gioacchino (Via Turretta, 13), la presentazione del volume «L’inchiesta Merra – La prima operazione antimafia nella Sicilia autonoma» di Fabrizio Fonte (nella foto). Porteranno i saluti Filippo De Vincenzi (Dirigente Scolastico Liceo V. Fardella), Nicola Lamia (Dirigente Nazionale AICS) e Umberto Balistreri (Presidente ISSPE). Interverrà Nello Musumeci (Presidente Commissione Antimafia all’A.R.S.). Modererà l’incontro Vito Orlando (Giornalista).

«È di certo assai paradossaleafferma Fabrizio Fonteche in «Terra di Sicilia» siano scomparse, quasi completamente, dalla memoria le vicende legate alla cosiddetta «inchiesta Merra», che rappresenta a tutti gli effetti la prima vera operazione antimafia, iniziata e portata a termine, nella «Regione siciliana» ed i cui atti vennero, successivamente, consegnati alla Magistratura. L’inchiesta, avviata nel gennaio del 1959, assume una dimensione per certi aspetti epocale, se consideriamo che, seppur dopo un intenso dibattito politico iniziato verso la metà degli anni Cinquanta, solo all’inizio del 1962 l’«Assemblea regionale siciliana» all’unanimità invitava, anche a seguito della spinta emotiva dell’opinione pubblica generata da alcuni reportage giornalistici, il Parlamento nazionale a «procedere alla costituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sulla mafia». Il testoprosegue Fonteripercorre gli eventi, il contesto sociale e politico in cui si determinarono le condizioni indispensabili affinché si potesse procedere alla istituzione della Commissione che ne realizzò gli accertamenti. L’«inchiesta Merra» (dal nome dal Presidente emerito della «Corte di Appello di Palermo») prese vita, infatti, in un contesto politico straordinario e che va ormai comunemente sotto la denominazione di «milazzismo». E dagli atti esaminati non può essere messo in alcun modo in discussione che il primo «Governo Milazzo» combatté coraggiosamente la mafia. In particolare per quel che concerne alcuni aspetti legati al mondo agricolo, che a quel tempo, va rammentato, rappresentava il pilastro economico dell’Isola. La criminalità mafiosa, attraverso il consenso tacito dei vertici dell’«Ente per la Riforma Agraria in Sicilia», aveva avviato, per trarne ovviamente considerevoli profitti, dei loschi traffici sulla vendita di terreni proprio all’Ente regionale. Nel merito – continua Fonte – la Commissione d’inchiesta (proposta dall’allora Assessore all’Agricoltura) produsse (nel giro di tre mesi) due relazioni concernenti l’esame della gestione dell’Eras, che documentarono una chiara collusione tra mafia e pubblica amministrazione, accertandone gli illeciti commessi (ovvero l’acquisto di terreni per la «riforma agraria» a prezzi quadrupli e quintupli in rapporto a quelli correnti di mercato) ed individuandone i responsabili. Si procedette, inoltre, allo scioglimento di numerosi Consigli di amministrazione dei «Consorzi di bonifica» e di altri Enti ed organismi in cui erano individuabili infiltrazioni mafiose e clientelari. L’Assessore in questione era l’On. Dino Grammatico che più volte ebbe modo, durante la sua lunga attività politica e culturale, di ritornare su quel episodio. Il riportareconclude Fabrizio Fontealla memoria le vicende legate all’«inchiesta Merra» è certamente funzionale, a mio modesto avviso, per abbattere alcuni stereotipi e, soprattutto, per mettere in risalto un esempio positivo di quando la politica siciliana ha voluto contrastare con efficacia la mafia».

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