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Santa Ninfa: incontro per la presentazione del documentario sulle lettere dei bambini terremotati del Belice

Santa Ninfa: incontro per la presentazione del documentario sulle lettere dei bambini terremotati del Belice
31 luglio
17:31 2016

In tanti hanno già risposto all’appello lanciato dall’associazione culturale «Ossigeno» di Brescia che intende realizzare un documentario sulle lettere che i bambini terremotati di Santa Ninfa scrissero alle più alte cariche dello Stato per denunciare i ritardi nell’opera di ricostruzione e le condizioni di invivibilità delle baracche. Al progetto lavora la documentarista bresciana Chiara Bazzoli, che sarà affiancata dal regista siciliano Angelo De Grande. Dal 2 al 6 agosto la troupe sarà a Santa Ninfa per iniziare le riprese ed intervistare i bambini di allora, oggi adulti. A tal proposito è stato fissato un incontro pubblico, che si terrà nella sala consiliare mercoledì 3 agosto, a partire dalle 16,30.

Chi non fosse stato ancora rintracciato, e volesse fornire il proprio contributo, può contattare la documentarista Chiara Bazzoli (347 4184332), oppure il giornalista Vincenzo Di Stefano, che sta collaborando al progetto (349 7547469).

Furono settecento i bambini  (400 delle scuole elementari e 300 delle medie) che nel 1975 scrissero ai deputati, ai senatori, ai presidenti di Camera e Senato e al presidente del Consiglio. L’idea di far scrivere ai parlamentari per sensibilizzarli sui vergognosi ritardi dello Stato nell’opera di ricostruzione, fu dell’allora parroco di Santa Ninfa, don Antonio Riboldi (nella foto), d’accordo con i direttori e gli insegnanti delle scuole cittadine. Tema della lettera fu «Descrivi al deputato o senatore come vivi in baracca e come attendi una casa». «Le letterine dei bambini di Santa Ninfa – ha scritto in seguito Riboldi, che diverrà vescovo di Acerra – costituiscono uno di quei fatti che sfuggono alla logica delle cose. Sono andate diritte alla coscienza di tutti; hanno costretto tutti ad assumersi le proprie responsabilità». Nel febbraio del 1976, infatti, 57 bambini furono ricevuti a Roma, a Montecitorio, a Palazzo Madama, a Palazzo Chigi, al Quirinale, dalle più alte cariche dello Stato.

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