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Castelvetrano: l’accorato appello per il disabile Gaetano Giambalvo

Castelvetrano: l’accorato appello per il disabile Gaetano Giambalvo
04 ottobre
13:22 2016

Lui si chiama Gaetano Giambalvo (nella foto), ha 58 anni, vive a Triscina e da tempo ormai è privo di entrambe le gambe. Sta sulla sedia a rotelle e cinque giorni a settimana, dal lunedì al venerdì, deve fare riabilitazione al «Vanico». Lo accompagna, da Triscina, la moglie, che è costretta a infinite peripezie per caricarlo in auto da sola, senza l’aiuto di nessuno, farlo scendere una volta arrivati a destinazione e poi ripetere all’inverso tutta la complicata operazione. «Anche perché mio maritospiega la signora Nina Falsittapesa più di 130 chilogrammi». La Falsitta non ce la fa più: da mesi chiede, inutilmente, al Comune di poter usufruire del servizio di accompagnamenti dei disabili con un’auto apposita. «Purtroppoprecisami hanno detto che è già impegnata; eppurecontinuasoprattutto il pomeriggio la vedo ferma davanti al Municipio».

La moglie di Giambalvo racconta della malattia del marito, che l’ha portato a perdere prima una, poi anche l’altra gamba. Racconta del trasferimento a Triscina da Castelvetrano, «perché l’aria di mare gli fa bene»; dell’attesa per ottenere le tanto sospirate protesi: «Aspettiamo che ci chiamino da un centro specializzato di Enna». Nel frattempo, però, il calvario quotidiano suo e del marito non può lasciare indifferenti: «Chiedo un aiuto concreto; sarebbe una fase transitoria, giusto per qualche mese, perché quando mio marito avrà le protesi potremo gestirci da soli. Intanto peròconclude disperata – non ce la faccio più».

 

 

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