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Codice civile sospeso alla Regione ?

Codice civile sospeso alla Regione ?
21 gennaio
09:04 2017

Secondo alcune fondate indiscrezioni, l’assessore all’Economia, Alessandro Baccei, avrebbe predisposto un ulteriore scippo nei confronti dei lavoratori regionali: nella bozza della Legge di Bilancio 2017, infatti, sarebbe contenuto un articolo che vorrebbe sospendere, in Sicilia – solo per i lavoratori regionali – i diritti sanciti dall’articolo 2120 del Codice civile.

Tale articolo del Codice civile prevede la possibilità per tutti i lavoratori dipendenti italiani (del pubblico e del privato) di chiedere il 70% dell’anticipo del TFR o della c.d. buonuscita per l’acquisto della prima casa per sé o per i propri figli.

Dopo le indiscrezioni su un tentativo di arrembaggio sul miliardo di euro accantonati dai lavoratori sul Fondo pensioni regionale per avviare fallimentari e loschi investimenti immobiliari, adesso si vorrebbe sospendere in Sicilia un diritto appropriandosi, indebitamente ma per legge, “temporaneamente” delle somme accantonate dai lavoratori per il TFR e per le stesse anticipazioni previste dalle norme nazionali.

Se questa maldestra manovra dovesse, quindi, concretizzarsi si tratterebbe di un vero e proprio sfregio ai lavoratori, negando il diritto all’acquisto della prima casa con i propri soldi facendo un “favorone” alle banche che potranno trovare clienti a cui “spennare” più soldi di interessi; ma in molti casi, trattandosi in buona parte di lavoratori con un reddito di circa mille euro al mese verrà in realtà negato il diritto all’acquisto della prima casa favorendo di fatto la lobby del mercato degli affitti.

La norma preparata dal proconsole romano Alessandro Baccei alla giunta di governo resterebbe in vigore fino al 31 dicembre 2020, e ciò mentre già dal 2014 i lavoratori che hanno fatto richiesta si vedono negato il diritto all’anticipazione perché il governo regionale non consente neanche l’utilizzo delle somme minime previste dalle leggi.

Ci chiediamo se l’Ars potrà permettere questo ulteriore oltraggio fondato, forse, sulla speranza di raccogliere consenso coltivando l’odio nei confronti dei diritti dei lavoratori.

Auspichiamo un sussulto di dignità politica da parte del Presidente della Regione, Rosario Crocetta e, qualora questa norma “immondizia” trovasse, ahinoi, la ratifica della giunta di governo, ci aspettiamo, da parte dell’Assemblea Regionale una reazione che gli consenta di recuperare, seppur in parte, una credibilità smarrita dopo quasi cinque anni di totale inedia e salvaguardia delle poltrone.

Il COBAS-CODIR, come sempre, sta dalla parte dei lavoratori e metterà in campo ogni azione possibile per respingere questa e altri oscenità politiche che calpestano la dignità di tutte le famiglie siciliane.

Testo integrale

Cobas/Codir

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