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Confiscati i beni ad imprenditori contigui al boss Messina Denaro

Confiscati i beni ad imprenditori contigui al boss Messina Denaro
14 febbraio
07:24 2017

Un ulteriore colpo al patrimonio riconducibile a Matteo Messina Denaro ed alla famiglia mafiosa di Campobello di Mazara è stato inferto dai Carabinieri del R.o.s. e del Comando Provinciale di Trapani, che hanno proceduto alla confisca dei beni per un valore complessivo di circa 13 milioni di euro a carico degli imprenditori Filippo Greco, Antonino Moceri E Antonino Francesco Tancredi, anche se assolti lo scorso anno dalla Corte di appello di Palermo nel processo “Campus belli”

I predetti erano infatti stati arrestati nell’ambito dell’operazione disposta dalla Procura distrettuale antimafia di Palermo il 12.12.2011, per concorso esterno in associazione mafiosa e fittizia intestazione di beni aggravata dall’art. 7 della legge 203/91, unitamente ad altri indagati, tra cui Simone Mangiaracina, di 76 anni, e Cataldo La Rosa, di 48, considerati il braccio operativo dell’anziano boss di Campobello di Mazara Leonardo Bonafede.

Il tribunale di Trapani ha infatti evidenziato la sussistenza dei presupposti alla base dell’originario provvedimento di sequestro, disponendo la confisca di 108 immobili (tra cui ville, abitazioni, fabbricati industriali, autorimesse, negozi, magazzini, laboratori e terreni), 4 società operanti nel settore dell’olivicoltura, 11 veicoli e numerosi rapporti bancari.

Come noto, l’indagine Campus belli aveva messo in luce le modalità di controllo delle attività economiche e produttive del territorio da parte dell’organizzazione, riconducibile a Matteo Messina Denaro, attraverso la gestione occulta di società ed imprese in grado di monopolizzare il remunerativo mercato olivicolo.

Era emersa infatti la riconducibilità alla famiglia mafiosa di Campobello di Mazara degli oleifici della Moceri Antonino & C. s.r.l. e dell’Eurofarida s.r.l., che il capo mafia trapanese aveva intestato fittiziamente agli imprenditori Antonino Tancredi e Antonino Moceri, al fine di eludere la normativa antimafia.

Comando Provinciale Carabinieri di Trapani

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