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Siccità, la Copagri: “chiediamo lo stato di calamità! Servono interventi urgenti”

Siccità, la Copagri: “chiediamo lo stato di calamità! Servono interventi urgenti”
17 agosto
18:15 2017

La rilevante intensità del fenomeno di siccità sta provocato ingenti danni e situazioni di grave crisi emergenziale tanto nel settore agricolo che in quello dell’allevamento. La Copagri (Confederazione dei Produttori Agricoli) di Trapani, per il ritorno alle normali condizioni di vita, chiede la Governo e allo Stato interventi e sostegni rapidi:

“La preoccupazione della Copagri Provinciale –  afferma il Presidente Giuseppe Aleo – è che la persistente siccità e la gravissima crisi idrica metteranno a rischio la sopravvivenza delle aziende agricole della nostra provincia. Senza interventi immediati e certi, da parte del Governo Regionale, il settore primario dell’agricoltura trapanese rischia di sprofondare ulteriormente, senza dimenticare gli altri settori pure importanti del segmento produttivo agricolo. Ci chiediamo – continua Aleo – come mai il Governo regionale non si sia accorto che è da moltissimi mesi che il clima non è per niente favorevole e che avrebbero dovuto intervenire per evitare l’attuale e incalcolabile danno economico che gli agricoltori trapanesi e siciliani stanno subendo”.


La Copagri Trapanese chiede iniziative urgenti e coraggiose, la situazione è drammatica su tutto il territorio provinciale, con pesante contrazione dei raccolti; senza interventi immediati, si rischia di non vendemmiare. L’assenza di piogge sta condizionando tutta la produzione viticola, dai bianchi ai rossi, con perdite, finora stimate, oltre il 40 per cento. 


Conseguenze pesanti anche sugli allevamenti: le aziende zootecniche non riescono a coprire il fabbisogno alimentare del bestiame. Gli allevatori sono costretti a comprare sul mercato foraggi e mangimi con notevoli aggravi di spesa sui bilanci aziendali.


La Copagri provinciale chiede lo stato di calamità. Lo scorso 11 agosto il Coordinamento di Agrinsieme (Copagri, Unione Agricoltori, Cia, Legacoop, Fedagri e AGCI) ha comunicato all’Ispettorato Agricoltura di Trapani, i dati dei danni presumibili che hanno subito le colture viticole.

Secondo Copagri per far fronte alla grave situazione determinatasi è necessario richiedere alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione Civile, la dichiarazione dello stato di emergenza, ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 5 della legge n. 225, del 24 febbraio 1992, con l’adozione di urgenti e straordinari provvedimenti e sostegni finanziari dello Stato;

“Chiediamo  al Governo Regionale – si legge nella nota – di proclamare lo “stato di calamità naturale” per tutto il territorio trapanese coinvolgendo tutti segmenti produttivi agricoli, richiedendo alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Protezione Civile, considerata l’intensità del fenomeno verificatosi ed i rilevanti danni causati la dichiarazione dello “stato di emergenza” , ai sensi e per gli effetti dell’art. 5 della legge 24 febbraio 1992 n. 225, con sostegni finanziari e l’adozione di urgenti e straordinari provvedimenti dello Stato, per fronteggiare adeguatamente la grave situazione emergenziale precedentemente esposta. Per salvare l’economia agricola trapanese, conclude Aleo, il Governo Regionale si dovrà impegnare:
1) aumentare il “de Minimis” ad un minino di 30 mila euro;
2) abbattimento dell’intera contribuzione agricola;
3) proroga cambiali agrarie con la riduzione del 50%;
4) intervento sul gasolio agricolo, per i maggiori costi affrontati dagli agricoltori;
5) ripristinare la legge 102/2009 per consentire agli agricoltori di beneficiare agevolazioni” 

da Comunicato Stampa Copagri

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