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Salemi, murale cancellato. I ‘Peppino Impastato’: «Nessuna risposta alla lettera inviata al sindaco»

Salemi, murale cancellato. I ‘Peppino Impastato’: «Nessuna risposta alla lettera inviata al sindaco»
22 novembre
16:51 2017

SALEMI. Si torna a parlare del murale, si tona a parlare di street art. L’associazione “Peppino Impastato” di Salemi, ritorna su quanto accaduto i primi di settembre quando l’Amministrazione comunale ha prontamente rimosso un murale realizzato sul cavalcavia in quanto “non autorizzato”. La vicenda, per qualche settimana, ha visto contrapporsi diverse correnti di pensiero, creando una vera e propria diatriba su Fb dove da un lato si sono schierati coloro che sostengono che per le opere di la street art non debba essere chiesta l’autorizzazione e altri che si appellano al “rispetto delle regole”.

Dopo un sit in di protesta, proprio davanti allo spazio murale dove era stato dipinta, da un artista inizialmente anonimo, l’immagine di un caprone nelle vesti di un sindaco (riconducibile a Sgarbi) con tanta di fascia tricolore, l’associazione aveva protocollato (il 2 ottobre) una lettera indirizzata al sindaco, Domenico Venuti, chiedendo lumi su quanto avvenuto ma non solo. Lettera alla quale a distanza di quasi 51 giorni non è pervenuta nessuna risposta.

Oggetto: Rapporto Sit-in del 10/09/2017.

“La sottoscritta Associazione Socio-Culturale “Peppino Impastato”, in seguito alle vicende relative alla cancellazione del murale, realizzato nei giorni 3, 4 e 6 settembre all’inizio del cavalcavia della città di Salemi (lato via A. Lo Presti), preso atto del partecipato coinvolgimento di artisti, liberi cittadini ed associazioni, espresso tramite i media, i social network e nel corso del sit-in in difesa dell’Arte organizzato a Salemi, in data 10/09/2017, elabora il seguente documento.

Noi Soci dell’Associazione Impastato riteniamo che l’atto frettoloso e poco ragionato di censurare l’opera d’arte eseguita in un muro libero di contenimento del cavalcavia di Salemi, in parte già imbiancato per via di precedenti opere, ed in cui non si intravedevano nemmeno precisi segni di spazi di affissione elettorale (foto in allegato), con adiacenti caselle barrate da una X, sia stato un gesto di inopportuna prepotenza. 
A ciò si aggiunge il giudizio negativo da parte di un membro dell’amministrazione comunale, sig. Angelo Calogero, il quale, in qualità di vice sindaco, poco prima di oscurare l’opera, giorno 6 settembre, alla presenza dell’artista e di altri membri dell’Associazione, ha usato il termine “imbrattare” per definire il lavoro di un artista internazionale, volto a strappare dal degrado un muro anonimo tramite la sua opera d’arte. 
Pensiamo che questo sia un fatto grave, soprattutto da parte di un’amministrazione con cui abbiamo da sempre collaborato e che si professa favorevole alla Street Art, come emerge pure dalle righe del programma elettorale e dalle pubbliche dichiarazioni. Riteniamo che l’amministrazione, forse per un giustificato cavillo burocratico, ha reso un cattivo servizio alla cultura e alla libera espressione del pensiero e dell’arte, non sentendo ragioni nell’opinione di quanti, attraverso i murales vogliono dare a Salemi un’immagine meno degradata. Inoltre, è bene ricordare che dietro delle regole, ci stanno dei valori, che spesso fondano queste regole e si collocano al di sopra di esse. Dunque l’Arte, come forma d’espressione del pensiero particolarmente considerata dal nostro ordinamento giuridico, trova specifica protezione nell’art. 33 Cost. (per cui “l’Arte e la Scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento”).
Consideriamo pure che il rispetto delle regole non possa prescindere da un giudizio di carattere sostanziale, per cui non si può minimamente paragonare un’opera d’arte ad una qualsiasi scritta che imbratti i muri della città: in quest’ultimo caso saremmo noi stessi i primi a difendere gli spazi pubblici da eventuali atti di vandalismo e ci impegneremo ad evitare qualsiasi opera che possa intaccare una parete di valore storico. Allo stesso modo saremo i primi a difendere qualunque artista che voglia valorizzare la nostra città. Ci chiediamo poi se la stessa reazione ci sarebbe stata se ad essere raffigurati su quel muro fossero stati per esempio Falcone e Borsellino.

Per quanto ci riguarda, abbiamo sempre cercato di far entrare il nostro operato nell’ambito del rispetto delle regole, richiedendo di volta in volta le dovute autorizzazioni e spesso la risposta è stata lenta e improduttiva per la normale riuscita dei nostri eventi (si veda, tra gli altri: problemi di allaccio della luce, nonostante richiesta inoltrata 3 mesi prima, nel contesto degli eventi organizzati, quali il primo spettacolo teatrale della rassegna “Carminalia” o la manifestazione “Oltre i Cento Passi, per l’occasione dell’intitolazione del Piazzale Peppino Impastato; pessimo trattamento riservato all’artista Fabius Hira, da noi invitato, relegando inoltre la realizzazione del murale dedicato a Peppino Impastato su un ridimensionato pannello, acquistato interamente a nostre spese, tutto ciò a causa di inadempienze da parte degli Uffici competenti).

In conclusione ci aspettiamo da parte dell’attuale amministrazione, un invito ufficiale rivolto all’artista Carlos Atoche per tornare ad esprimersi liberamente nella città, con il rimborso di tutte le spese necessarie.
Proponiamo di allestire un tavolo di lavoro, al quale chiediamo di partecipare, per realizzare una mappatura di tutti i muri della città, con spazi pre-autorizzati, nei quali gli artisti possano esprimersi liberamente, in quanto un artista che si trova di passaggio nelle nostre zone, spesso non può aspettare i tempi lunghi della burocrazia.

Fiduciosi di un celere riscontro positivo da parte della giunta comunale di Salemi, speriamo di trovare presto una soluzione a questi spiacevoli inconvenienti. Distinti Saluti” 

Alla nostra richiesta di una replica l’Amministrazione ha risposto quanto segue: “È in fase di studio una bozza di regolamento sul tema della street art. Tale bozza sarà sottoposta all’esame del Consiglio comunale, che è l’organo a cui spetta la regolamentazione della materia”.

Una regolamentazione che oggi potrebbe ritenersi necessaria dato che come avevamo già scritto in un precedente corsivo Salemi, rimosso il “Dio capra”. Sgarbi: “Non mi sono offeso, anzi…”, numerosi sono i murales che si trovano in città e che sono stati ben accetti. Non sappiamo se nel regolamento, una specifica clausola sarà dedicata ai murales satirici, ma è certo che un vero street artist, per “deontologia” professionale, non chiederà mai l’autorizzazione ad alcuno.

 

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