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Pro loco provinciale: i volontari al primo incontro di formazione

Pro loco provinciale: i volontari al primo incontro di formazione
25 gennaio
10:31 2018

Lo scopo del Servizio Civile Nazionale è quello di infondere nei giovani volontari i principi di solidarietà, di utilità
sociale e partecipazione attiva tramite una formazione civica, sociale, culturale e professionale.

Coloro che svolgono le loro attività presso le Pro Loco, in particolare, non possono prescindere dai momenti di
formazione, che sono indispensabili per comprendere a pieno il susseguirsi degli eventi sia storici che
contemporanei che caratterizzano i luoghi che viviamo.

“La Pro Loco nasce, vive e si sviluppa nel territorio. Di esso è espressione e al suo servizio si dedica
completamente”. Così sancisce il quinto principio della Carta della Coesione conosciuto bene dai volontari che
svolgono il loro servizio presso le Pro Loco di Buseto Palizzolo, Calatafimi-Segesta, Castellammare del Golfo,
Custonaci, Gibellina, Partanna, Salemi, Valderice, Vita e Montevago, i quali hanno partecipato il 19 gennaio 2018
al primo importante momento di formazione presso la sede del CRESM (Centro Ricerche Economiche e Sociali per
il Meridione) a Gibellina.

Ad organizzare il tutto è stata la Presidente UNPLI Trapani e responsabile del Servizio Civile Provinciale Maria
Scavuzzo, con il supporto del Presidente della Pro Loco di Gibellina Sergio Zummo e di Alessandro La Grassa,
Presidente del CRESM. A dare un caloroso benvenuto ai giovani volontari quel pomeriggio, anche il sindaco di
Gibellina, Salvatore Sutera.

Momento centrale dell’incontro di formazione è stata la lectio magistalis tenuta da Lorenzo Barbera, attivista e reale
protagonista di quegli anni dai quali scaturirono, grazie anche al suo prezioso contributo, dei cambiamenti
fondamentali nella storia della nostra Repubblica e del nostro territorio. Le marce epocali contro le ingiustizie di
uno “Stato illegale”, le prime forme di disobbedienza civile per la ricostruzione dopo il terremoto del 1968 e la
nascita dello stesso Servizio Civile Nazionale come alternativa al Servizio Militare obbligatorio… tutti racconti che
hanno affascinato particolarmente i volontari per l’enfasi ed il trasporto del narratore.

Subito dopo, guidati Giuseppe Maiorana, direttore del museo Belìce/Epicentro della Memoria Viva , i ragazzi
hanno visitato quello che lo stesso Maiorana ama definire “un museo sempre in costruzione perché nasce come
luogo aperto e vissuto dalla gente, uno spazio espositivo in continua evoluzione che si arricchisce di nuovi
contributi di chi vive o chi “passa” dal Belìce”.

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