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Vita, la Guardia Medica chiude? L’allarme dei cittadini. Galifi: “Chiederò ulteriori incontri”

Vita,  la Guardia Medica chiude? L’allarme dei cittadini. Galifi: “Chiederò ulteriori incontri”
20 gennaio
14:41 2018

Una notizia preoccupante quella che circola da giorni riguardo la presunta chiusura della Guardia Medica a Vita. Un presidio storico ed essenziale per la comunità vitese, già subissata dalla crisi economica ultradecennale che ha portato alla cessazione di attività commerciali e dell’unica banca esistente. Lì, in un paese che lotta per affermarsi, nonostante l’emigrazione di tanti giovani e meno giovani, la paventata interruzione di questo importante presidio sanitario, che trova spazio all’interno di una struttura comunale, lascia nello sconforto non solo gli amministratori, che si vedrebbero sfuggire di mano anche questo servizio ma l’intera cittadinanza all’interno della quale si contano circa 550 persone di età superiore ai 65 anni. Una sconfitta per la città, allarmata non solo per la mancata assistenza in caso di emergenza ma anche per tutti questi anziani che oggi a causa dell’emigrazione dei figli vivono soli a Vita.

Le voci circolanti ipotizzano che la chiusura sia dovuta alla mancanza di alcune unità al PTE di Salemi, argomento già affrontato in un nostro precedente articolo, che sarebbero quindi rimpinguate con i medici che effettuano il turno di Guardia medica a Vita o a Gibellina (dove esiste un ulteriore Pte). Altre voci sostengono che si tratti di un tentativo di salvataggio del PPI di Salemi all’accorpamento al PTE. Altre ancora che si tratta dell’organizzazione del Front office sanitario all’ospedale di Salemi per migliorare l’offerta sanitaria per tutto il comprensorio e che la notizia sia stata distorta. Probabilmente un fondo di verità risiede in tutte tre le “ipotesi”.

Se tale progetto dovesse essere attuato, la presenza sanitaria notturna sarebbe assicurata unicamente dal servizio 118, il cui intervento rischierebbe di essere richiesto anche per malori di lieve e media entità che intaserebbero ulteriormente il Pronto soccorso di Castelvetrano sovraccaricando così i medici di turno alle prese con i cittadini di svariate città.

Il primo cittadino Fina Galifi, nonostante abbia avuto sull’argomento una prima smentita da parte dei vertici dell’Asp, ha deciso di incontrare il commissario dell’ASL, Giovanni Bavetta che, da quanto comunicato dal sindaco “aveva garantito che non è in vista al momento alcuna chiusura della Guardia medica”.

“Le problematiche relative al bilancio regionale – spiega la Galifi – e i relativi tagli alla spesa che seguiranno, però, ci fanno stare all’erta motivo per cui chiederò ulteriori incontri”.

Il timore è che, come spesso avviene, i tagli alla spesa pubblica e quindi ai servizi vengano fatti sui numeri, in questo caso su quelli delle “prestazioni” o di richiesta di intervento e non riorganizzando i presidi nell’ottica di una copertura totale del territorio. Una azione questa che lascia indietro i centri urbani numericamente più deboli dove togliere tale presidio significherebbe dare sferrare un colpo ad una città, privandola di un bene essenziale e discriminare i cittadini limitando di fatto il loro diritto alla salute.

 

 

 

 

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