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Santa Ninfa, approvato il piano di protezione civile e il regolamento per il gruppo di volontariato

Santa Ninfa, approvato il piano di protezione civile e il regolamento per il gruppo di volontariato
21 febbraio
15:48 2018

Il Comune si è dotato del Piano di emergenza di protezione civile. Il «via libera» definitivo allo strumento predisposto dall’Ufficio tecnico è arrivato nella seduta consiliare del 6 febbraio. L’aula ha infatti approvato la delibera all’unanimità (erano presenti dodici consiglieri su quindici).

Il Piano contiene l’insieme delle misure che devono essere adottare in caso di calamità naturali; definisce i ruoli delle strutture preposte alla protezione civile per le azioni di soccorso e mira alla tutela dei cittadini, dell’ambiente e delle strutture pubbliche e private. Focalizza la sua attenzione sul rischio sismico e su quello idrogeologico. Ma mentre quest’ultimo è di livello basso, specialmente per ciò che concerne il centro abitato (come ha precisato il responsabile dell’Ufficio tecnico Vincenzo Morreale), piuttosto alto risulta invece quello collegato ai terremoti. Il Comune di Santa Ninfa si trova infatti classificato nella cosiddetta «zona 1», che è quella a più alto rischio, perché vi si possono verificare forti terremoti. La frequenza storica accertata, ad esempio, è di un sisma violento mediamente ogni cinquecento anni (l’ultimo è stato quello del gennaio 1968 che colpì l’intera Valle del Belice). Conoscendo la frequenza e l’energia sprigionata in occasione dei terremoti che hanno caratterizzato il territorio ed attribuendo un valore di probabilità al verificarsi di un evento sismico di una certa magnitudo, in un certo intervallo di tempo, è possibile definire la pericolosità sismica.

«Un territorio avrà una pericolosità sismica tanto più elevata – si precisa nel documento – quanto più probabile sarà, a parità di intervallo di tempo considerato, il verificarsi di un terremoto di una certa magnitudo». La faglia attiva Santa Ninfa, è stato ricordato in aula, si trova nella zona della faglia attiva che parte da Poggioreale, attraversa il territorio di Partanna, Castelvetrano, Campobello di Mazara ed arriva a Capo Granitola, dove continua in mare. Una faglia in movimento che anche nei mesi scorsi ha dato segnali di sé con piccole scosse, alcune delle quali, però, avvertite dalla popolazione, soprattutto nella vicina Castelvetrano.

Nonostante il rischio sismico elevato, l’ammontare atteso dei danni relativi al patrimonio edilizio e il numero delle persone coinvolte nei crolli di abitazioni risulterebbero piuttosto scarsi: la cosiddetta «vulnerabilità» delle strutture pubbliche e private è relativamente bassa. «Infatti – specifica il Piano –, al verificarsi dell’evento sismico, si avrebbe una bassissima percentuale di persone coinvolte in crolli». Questo perché il patrimonio immobiliare del Comune è più resistente al terremoto ed è in grado di sopportare anche una scossa di forte intensità in quanto composto da edifici di nuova edificazione costruiti secondo le norme antisismiche o da edifici preesistenti sui quali sono stati realizzati interventi di adeguamento sismico.

Nella stessa seduta, l’aula ha approvato, sempre all’unanimità, il regolamento che disciplina le forme di collaborazione da parte delle associazioni che si occupano appunto di protezione civile. Ciò favorirà, secondo le intenzioni dell’amministrazione, la nascita di sodalizi che si occupino espressamente di protezione civile e che possano convenzionarsi con il Comune. Sarà quindi costituito un Gruppo di volontariato che avrà un responsabile scelto tra coloro che faranno richiesta di adesione (dovranno avere almeno sedici anni). Dopo il superamento di un apposito corso di formazione, i volontari saranno inseriti nella struttura e potranno collaborare con il Comune nelle attività di protezione civile.

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