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Sciacca, sale a 33 il numero di cani randagi uccisi. Ritrovate altre esche avvelenate

Sciacca, sale a 33 il numero di cani randagi uccisi. Ritrovate altre esche avvelenate
19 febbraio
15:45 2018

Si è appena finito di parlare dell’ennesimo episodio di avvelenamento perpetrato su quattro cani di quartiere nel Comune di Santa Ninfa, che a poche ora di distanza giungono altrettante cattive notizie da Sciacca. Solo qualche giorno fa, come avevamo riportato in un precedente articolo, ben 15 cani randagi erano stati ritrovati senza vita nella zona delle Muciare. La causa della morte anche in questo caso era da imputare a delle carcasse di pollo intrise di veleno ed utilizzate come esche. Fino ad oggi, dopo una minuziosa ricerca (attuata dal servizio accalappiacani del Comune, e dai volontari, alcuni animalisti che collaborano all’azione) ne sono state ritrovate circa una trentina, ed anche il numero dei poveri “amici a quattro zampe” morti si è ulteriormente aggravato, attualmente si è fermi a 33, ma non si esclude che altre carcasse vengano rinvenute nelle prossime ore. Per cercare di arginare in qualche modo il fenomeno, si sta procedendo a trasferire alcuni cani nei rifugi di Santa Margherita Belice, e nella speranza che si liberino alcuni posti, anche nei canili convenzionati con il Comune di Sciacca. Naturalmente in seguito a questo ulteriore episodio di crudeltà gratuita in dispregio del mondo animale, come ha affermato il presidente dell’Assembla Regionale Siciliana Gianfranco Miccichè, si è aperto un dibattito tra le varie istituzioni. Lo stesso, continuando nel suo intervento, ha sottolineato la necessità di istituire all’Ars, una commissione parlamentare che studi il fenomeno randagismo e trovi delle soluzioni concrete; e si è unito alle parole di solidarietà nei confronti del sindaco di Sciacca, Francesca Valenti e dei suoi figli, insultati e minacciati di morte sui social. Quest’ultima insieme all’assessore all’Ecologia Paola Mandracchia ha incontrato Valeria Grasso, la delegata per i rapporti istituzionali per il Ministero della Salute (unitasi anch’essa ai cori di solidarietà per il sindaco), la quale ha auspicato che al più presto le autorità competenti individuino i responsabili.

Il primo cittadino sciacchitano ha comunque voluto specificare come «il Comune abbia impiegato 270 mila euro l’anno per la cattura e la custodia in delle strutture idonee di animali pericolosi. L’obiettivo adesso è quello di realizzare un rifugio, una sorta di ricovero, da gestire assieme ad associazioni animaliste».

Il distretto sanitario (Asp) ha annunciato dalla prossima settimana l’impiego a Sciacca di quattro veterinari per tre giorni alla settimana.

Valentina Mirto

Amante della scrittura, abile disegnatrice, scrive per “Il Giornale di Sicilia”. Si definisce una ragazza con la testa tra le nuvole ma con i piedi ben piantati per terra.

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