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Salemi, Pale eoliche a San Ciro. Oltre il danno la beffa

Salemi, Pale eoliche a San Ciro. Oltre il danno la beffa
26 marzo
11:05 2018

Salemi. Dopo il danno la beffa. Le pale eoliche di contrada San Ciro continuano a far discutere, e cosi se la tranquillità dei cittadini residenti nella zona di San Ciro, era già minata da tempo dall’attivazione di una pala eolica, paradossalmente dopo un esito non favorevole dell’ARPA sui rumori prodotti dall’impianto, la ditta non solo non ha spento la pala ma ne ha acceso anche una seconda. Quel rumore, definito da tutti “forte e persistente”, sia nelle ore diurne che notturne si è oggi raddoppiato e aggravato dalla messa in funzione anche della seconda pala. A nulla pare sarebbero serviti (come raccontano alcuni membri del comitato costituito per l’occasione), le varie petizioni, raccolte firme e reclami alle autorità competenti per far valere i propri diritti. Per questo motivo i cittadini, ormai giunti allo stremo, e “abbandonati dalle istituzioni” hanno deciso di rivolgersi al noto programma televisivo “Striscia la notizia” per cercare di accendere i riflettori sulla questione. Tutto cominciò nel giugno del 2016 quando il Comune di Salemi diede parere positivo alla ditta per la costruzione delle “mini” pale, che sorgono su dei terreni privati. I lavori si sono conclusi nel giugno del 2017 e da lì per i residenti della zona, in parte villeggianti, non vi è più stata pace. Certi giorni è infatti possibile sentire il frastuono anche a qualche chilometro di distanza. Tante inoltre sono le perplessità avanzate dal comitato che nel frattempo si è documentato sulla materia. Innanzitutto riguardo le dimensioni, perché di “mini” queste pale non avrebbero nulla, essendo alte una 48 metri e l’altra 41 (ovvero quasi il massimo concesso per il mini eolico). In secondo luogo la distanza che intercorre tra le pale e le abitazioni (che è meno di 150 metri), non dovrebbe essere inferiore ai 200 metri (data però la grandezza dei due impianti dovrebbe essere addirittura più di 500 metri). Per non parlare poi della zona in cui sono state installate, ovvero una zona agricola. Infine, ultima ma non meno importante, i membri del comitato (congiuntamente al consigliere di opposizione Giuseppe Loiacono che si è interessato della vicenda) asseriscono che “la costruzione sia avvenuta senza nessun tipo di studio preliminare da parte dell’ufficio tecnico del Comune, ovvero senza che sia stato rilasciato il VIA (Valutazione Impatto Ambientale).

Il Comune, prima della messa in funzione, spiegano, avrebbe dovuto valutare l’impatto acustico sull’ambiente circostante, attraverso delle indagini fonometriche. Indagini che pare non siano mai state compiute preventivamente, ma solo a impianti ormai costruiti, e solo a seguito delle numerose lamentele da parte dei residenti. Nel novembre 2017 l’ARPA (Associazione Regionale Protezione Ambientale) su richiesta del Comune, ha avviato tali indagini, posizionando, per 28 giorni, delle centraline accanto agli impianti. Dallo studio è emerso che questa prima pala eolica, tra l’altro troppo vicina alle abitazioni, produce decibel dieci volte superiori alla soglia consentita per legge e sopportabile all’orecchio umano. Davanti i dati oggettivi forniti dall’ARPA, i cittadini spiegano che si sarebbero aspettati qualcosa in più dall’amministrazione comunale, che, invece di sospenderne temporaneamente il funzionamento, sembra abbia semplicemente inviato una lettera, chiedendo alle ditte installatrici di ridurre il “frastuono”.

La risposta dell’amministrazione non si è fatta attendere, spiegando come: «Il Comune è stato presente fin da prima che il problema degli impianti eolici venisse messo nero su bianco dai residenti. Infatti, la lettera con cui nel luglio 2017 viene chiesto all’Arpa che vengano effettuati i rilevamenti precede addirittura di cinque giorni la richiesta di intervento formalizzata dai cittadini, mettendo in campo tutte le iniziative possibili per tutelare la salute dei cittadini, tenendo comunque conto del fatto che gli impianti sono frutto di accordi tra privati e che qualsiasi azione da parte dell’Amministrazione può essere intrapresa soltanto sulla base di rilevazioni scientifiche prive di errori. Errori che invece sono stati rilevati, oltre ai ritardi, nella prima rilevazione Arpa e che hanno reso necessaria una nuova rilevazione, nominando un esperto, le cui spese sono a carico del Comune stesso. Dispiace sottolineare come alcuni dei residenti, piuttosto che scegliere la normale interlocuzione con l’Amministrazione, abbiano optato per altre strade, per questo ci sorge il sospetto di una strumentalizzazione del problema. L’unico interesse dell’Amministrazione è quello di tutelare la salute e la serenità dei propri cittadini, ma ogni azione non può che avvenire nel rispetto delle leggi che delimitano confini ben precisi all’iniziativa di un sindaco davanti a un accordo tra privati».

Amante della scrittura, abile disegnatrice, scrive per “Il Giornale di Sicilia”. Si definisce una ragazza con la testa tra le nuvole ma con i piedi ben piantati per terra.

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