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Abusò della figlia della propria compagna, condannato al massimo della pena. L’avvocato Milko Palermo: “Pena severa ma giusta!

Abusò della figlia della propria compagna, condannato al massimo della pena. L’avvocato Milko Palermo: “Pena severa ma giusta!
10 luglio
17:50 2018

Otto anni di reclusione, 200 mila euro di risarcimento danni, interdizione dai pubblici uffici perpetua e interdizione da qualsiasi incarico nelle scuole e nelle strutture frequentati da minori. È questa la sentenza emessa in primo grado dal Tribunale di Palermo nei confronti dell’uomo, impiegato di un’amministrazione pubblica, accusato di aver abusato della figlia della propria compagna. Era il 2017 quando M. allora dodicenne, su Instragram, confidò le violenze subite ad un suo amico,  il quale decise di avvisare immediatamente le forze dell’ordine. La giovane venne subito prelevata da casa, senza che la madre venisse informata sulle motivazioni e affidata ad una comunità in cui è rimasta fino all’accertamento della completa estraneità della madre sui fatti. A difendere madre e figlia l’avvocato penalista Milko Palermo, di Salemi che dopo una dura arringa commenta: “E’ una pena severa ma giusta! Non si può mai esultare per una condanna, nonostante sia stata tradita la fiducia (e non solo) di una madre e di una bambina ma di certo la sentenza dal punto di vista procedurale, è proporzionata alla gravità dei fatti.”

Oggi ad un anno di distanza M., grazie al supporto della propria famiglia, di uno psicologo e dello studio sta cercando di andare avanti. Quello che le è successo non l’ha piegata. Ha vinto le Olimpiadi della matematica, organizzate dalla scuola, e pochi giorni fa ha sostenuto l’esame di licenza media, presentandosi con il massimo dei voti in tutte le discipline. Un grande orgoglio per i professori.

Fuori dall’aula ad aspettare la sentenza c’è la madre, che può finalmente tirare un sospiro di sollievo. Non si era accorta di nulla ammette. «Durante il processo mia figlia è stata affidata ai nonni ma adesso la rivoglio con me». L’uomo, oltre a rendersi colpevole di ripetuti abusi sessuali, dopo la denuncia della compagna aveva iniziato uno stalking nei confronti delle vittime, atteggiamento che è stato tenuto in considerazione dal giudice e che ha inciso nella condanna.

La bambina che oggi ha 13 anni invece non era in aula per ascoltare il verdetto ma da questo momento può ricominciare la sua vita, con un po’ più di serenità e con a fianco la sua famiglia e perché no anche grazie alla matematica.

 

Amante della scrittura, abile disegnatrice, scrive per “Il Giornale di Sicilia”. Si definisce una ragazza con la testa tra le nuvole ma con i piedi ben piantati per terra.

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