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Archeologia Salemi, dal sito di San Miceli emerge l’importante ruolo della donna nel cristianesimo

Archeologia Salemi, dal sito di San Miceli emerge l’importante ruolo della donna nel cristianesimo
18 luglio
12:58 2018

Una proposta culturale non da poco, quella presente nel programma estivo salemitano che ha visto contendersi due giornate (14 e 15 luglio) dedicate all’archeologia; il progetto giunto alla sua terza edizione e sviluppato in collaborazione con Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Trapani. L’ evento non poteva essere ospitato in una location più adatta di quella del castello normanno-svevo, che ha accolto tra le sue robuste pareti d’epoca ospiti come Rossella Giglio, Elisabeth Lesnes, Randall Younker e Domenico Mogavero, attualmente vescovo della diocesi di Mazara del Vallo. A fare gli onori di casa e a dare il benvenuto, sottolineando l’importanza dell’evento, è stato l’Assessore alla Cultura, Sport e Turismo, l’arch. Vito Scalisi.

 

L’intervento della Dott. Rossella Giglio, dirigente dell’unità operativa per la tutela dei beni archeologici della Soprintendenza di Trapani, ha marcato la rilevanza che la convenzione di ricerca con la Andrews University ha fornito a supporto di uno dei tre siti archeologici presenti sul nostro territorio. La basilica di San Miceli – perchè di quest’enigma archeologico stiamo parlando – è una delle prime manifestazioni della cristianità presenti sull’intero territorio della nostra isola. “Ho accettato questo incarico prestigioso per dare il mio contributo a supporto di un’Amministrazione che pur con problematiche diverse, grazie a questa collaborazione ha la possibilità di accrescere l’offerta turistica e culturale…” – come afferma la Giglio riferendosi al progetto che, tra molteplici finalità, include anche quella di incentivare l’interesse da parte dei ragazzi americani e siciliani a supporto di una realtà che è stata sempre ospitale ed aperta all’accoglienza, dando un esempio significativo e concreto di crescita culturale da trasferire all’intera comunità, ai nostri figli e al contesto sociale in cui viviamo.

 

Uno staff di 73 persone in tutto, (tra studenti, volontari, giovani dei centri di accoglienza, associazioni e il gruppo archeologico Xaipe) accanto agli archeologi di grande spessore e in tempi diversi, ha contribuito, in questi anni, a raggiungere significativi risultati che non lasciano nulla al caso. Un immenso lavoro di studio, di datazione e catalogazione di reperti rinvenuti nel sito distante solo pochi chilometri dal centro urbano, che fanno da scia alla scoperta avvenuta per mano di Antonino Solinas nel lontano 1893. Il ritrovamento delle numerose tumulazioni all’interno dell’intero perimetro fa pensare che si trattava di un edificio di culto con chiara funzione cimiteriale.

 

Da quanto si evince dalla descrizione dei corredi, tra cui spicca la presenza di preziosi monili in oro, tra le sepolture, alcune dovevano appartenere a famiglie facoltose. A tal proposito è stato molto chiaro l’intervento dimostrativo della Prof. Elisabeth Lesnes, che con molta grazia e perspicacia ha tracciato un percorso conoscitivo tecnicamente chiaro e di facile comprensione anche per non “addetti ai lavori”. Il sarcofago ritrovato da Solinas sotto la vasca battesimale, non lo spinse ad andare oltre e di conseguenza il pilastro da lui scoperto e riscoperto nel corso di una delle ultime campagne di scavi, non lo condusse al ritrovamento del muro dell’abside che, insieme al fonte battesimale di cui resti furono ritrovati nella zona absidale, fanno della basilica dedicata a San Miceli un complesso di culto che si inserisce tra i primi esempi dell’architettura paleocristiana italiana. 

 

Nell’intero operato un’importanza non da poco ricopre la presenza del drone di cui si è arricchito il progetto e che grazie all’applicazione all’avanguardia in 3D permette la ricostruzione della basilica conferendole i connotati di un edificio quasi reale, l’esempio di come poteva essere nel pieno del suo fulcro il complesso di San Miceli. L’obbiettivo di Jared Wilson (studente dottorando della Andrews University) è quello di mantenere la ricerca su San Miceli all’avanguardia della tecnologia moderna e utilizzare quell’ultima  nell’interpretazione dell’intero sito archeologico. Le fotografie e video vengono realizzati in alta risoluzione e a prova delle informazioni di incredibile precisione. Il drone misura spazialmente la latitudine e la longitudine, fornendo le informazioni di quota digitale utilissime per creare i modelli in 3D su cui lavorare. Grazie a questa soluzione è possibile ricostruire tutte la fasi lavorative eseguite sul sito nel corso degli ultimi anni.

Non per questo meno importante, l’intervento di Randall Younker, l’archeologo e coordinatore degli studiosi dell’Istituto di Archeologia “Andrews University” di Berrien Spring nel Michigan,  che ha voluto cimentarsi in una ricostruzione storica del ruolo della donna nel primo cristianesimo; gli scavi di San Miceli hanno rivelato all’interno di una delle tombe, la presenza dei resti di una donna, sicuramente molto ricca perchè sosteneva questa chiesa in modo significativo. Tra i monili d’oro e argento, è stato ritrovato un medaglione con l’immagine dell’imperatore Graziano che, sotto l’influenza di Ambrogio, intraprese una politica fortemente anti-pagana. Si presuppone che la chiesa fu costruita su una precedente villa privata, una delle prime domus ecclesiae, un edificio privato adattato alla necessità del culto. A sostegno dell’argomento significativo l’intervento del Vescovo Domenico Mogavero che ha espresso l’invito ad approfondire l’importanza delle figure femminili che hanno rivestito i ruoli assolutamente singolari, specialmente nel periodo in cui gli ordini monastici femminili le hanno viste impegnate in diversi ambiti. Basti pensare a quelle più recenti come Teresa d’Ávila, riformatrice assetata di Dio, monaca scrittrice, appassionata di misticismo religioso e fondatrice dell’ordine dei Carmelitani Scalzi e che, grazie alla fondazione di monasteri in diversi luoghi di Spagna, divenne una delle figure più importanti della Riforma cattolica. Oppure Caterina da Siena, religiosa e teologa della quale misticismo e la predilezione alla filosofia è nota a molti.

A conclusione della conferenza sono stati conferiti gli attestati a coloro che hanno preso parte del progetto; un momento di grande emozione per molti. Tra gli applausi e parole di riconoscimento per l’impegno e la professionalità messe in atto durante un lungo e faticoso percorso, graditissima la presenza del fotografo Leonardo Timpone ad immortalare questo indimenticabile momento.

Soddisfatto l’assessore Vito Scalisi: “ Come Amministrazione possiamo ritenerci appagati dello stato di avanzamento dei lavori che annualmente riserva, a questa città, importanti risultati sia sul piano archeologico che su quello strettamente culturale. Il Battistero, rinvenuto lo scorso anno, è un importante tassello nel percorso dello sviluppo del cristianesimo.  Se si vuole capire veramente l’evoluzione del cristianesimo  bisogna venire a Salemi, è questo è quello che continua a fare la Andrew University che con strumenti critici e i nuovi metodi di scavo sta facendo emergere l’importante valore di questo sito, solo in parte esplorato, permettendo indirettamente anche la sua valorizzazione. La collaborazione fruttuosa, con numerosi partner, oggi permette di accrescere ulteriormente il patrimonio di questa città”.

PAULA GNIDZIEJKO

 

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