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Salemi: in scena un padre folle d’amore nell’effimero ricordo della piccola Rosalia

Salemi: in scena un padre folle d’amore nell’effimero ricordo della piccola Rosalia
26 agosto
18:47 2018

SALEMI. E’ finita il 23 Agosto nel migliore dei modi la stagione teatrale “Carminalia”, promossa dall’associazione socio-culturale “Peppino Impastato” e giunta alla terza edizione.

Dopo il successo del primo spettacolo dedicato a Felicia Impastato, è stata la volta di “Con tutto il mio Amare” scritto, diretto ed interpretato da un giovanissimo astro emergente del teatro siciliano: l’attore Gabriele Cicirello . In scena con il giovane palermitano anche la danzatrice Federica Aloisio, che si cala alla perfezione nell’effimero ricordo della piccola bambina Rosalia e l’attrice Valeria Sara Lo Bue, avveduta moglie e madre, anch’essa immaginazione dell’uomo. Notiamo fin da subito la follia del protagonista; non una follia per amore ma d’amore.

Alfredo, il padre impersonato da Cicirello, è pazzo d’amore verso sua figlia. Ogni qual volta si evochi il nome della ragazzina, questa esce fuori da una cassa, balla, gioca col padre, ma non si fa toccare, scappa, scompare. È evanescente Rosalia, non esiste più, la bambina è scomparsa all’età di sei anni, una giornata d’estate al mare col padre, da allora non è più ritornata.

A raccontarci la storia un altro fantasma, la moglie di Alfredo morta subito dopo il parto e da quel momento sempre presente nella vita dell’uomo, sempre pronta a riportare il marito nella verità ad allontanarlo da quella follia che si sta impossessando della sua mente. Ma Alfredo, uomo disperato e nella solitudine più totale riesce a salvarsi proprio grazie a quei fantasmi che la follia gli permette di vedere.  Alfredo è solo, eppure ha ancora una famiglia , la compagnia dei ricordi e delle memorie che non ti  abbandona mai e che ti permette di non sprofondare nel baratro del dolore della vita. Alla fine di questo dramma psicologico, a risuonare è la voce di Rosalia che con simpatico accento palermitano ci da la sua reale versione dei fatti. Il suo monologo struggente finisce con una domanda da brivido alla madre, che non ha mai conosciuto- “Mamma, ma io come glielo spiego a papà che non fu colpa sua?

Gli spettatori vivono un’esperienza unica assistendo allo spettacolo, in poco più di un’ora agli occhi del pubblico si srotola tutta la magia e la poesia del teatro.

“Con tutto il mio Amare” é di quegli spettacoli che ti prendono e non ti lasciano piú, neanche dopo la fine. É un teatro che emoziona, che turba,che ti fa tremare, sorridere e piangere; ti fa “rizzari ‘i carni” . I tre attori sul palco dimostrano una capacità attoriale impressionante, necessaria a mantenere vivo quel teatro siciliano dei grandi nomi, da Scaldati alla Dante, che porta alto il nome della Sicilia nel panorama culturale nazionale e non solo.  Uscendo in lacrime dal castello sorge spontanea una domanda- come si sopravvive ad un dolore così grande? La perdita di un figlio, la morte di una moglie? Beh, forse con un po’ di innocente follia. La follia d’amore.

 

Filippo Triolo

Nato ad Erice, sono uno studente del Liceo Classico “F. D’Aguirre”. Amo l’arte, la lettura,la cultura e lo spettacolo . Credo nel giornalismo culturale in un era dominata dalla cronaca nera.

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