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Ombre e incongruenze sull’Impianto di incenerimento ad Alcamo. La denuncia del Comitato “No Inceneritore/ Gassificatore”

Ombre e incongruenze sull’Impianto di incenerimento ad Alcamo. La denuncia del Comitato “No Inceneritore/ Gassificatore”
11 settembre
18:08 2018

«Ancora una volta, in materia di rifiuti, si assiste al tentativo da parte della Regione Sicilia di delegarne la gestione ai privati per i quali l’attività costituisce un “affare” da coltivare in spregio alle rigorose direttive comunitarie, alla tutela dell’ambiente ed ai costi che il cittadino dovrà sostenere». Sono queste le prime righe di una nota stampa divulgata dal Comitato “No Inceneritore/ Gassificatore” nato a Calatafimi Segesta, nel gennaio 2018 per osteggiare la realizzazione di un impianto denominato “Bio Metano” nella contrada Gallitello del detto comune (attualmente ancora in fase di autorizzazione presso gli uffici regionali e  di cui non si conosce l’esito finale).

«Prendiamo atto – si legge nella nota stampa – delle scelte scellerate che ancora oggi la Regione Sicilia intende perseguire, vista la paventata possibilità che venga realizzato in territorio di Alcamo un impianto similare a quello di Calatafimi». Il comitato ancora una volta, afferma di vedersi costretto, ad assumere una ferma posizione di contrasto anche nei confronti della superiore ed ulteriore iniziativa privata e ad intervenire via stampa per segnalare la vicenda.

Il 24 agosto, con un avviso pubblico esplorativo (a firma dell’Ing. Salvatore Cocina, Dirigente Generale dell’Ass.to R.le Dipartimento acqua e rifiuti) rivolto esclusivamente a soggetti privati , è stata sollecitata un’indagine di mercato per l’acquisizione di manifestazione di interesse per l’installazione di impianti mobili per il trattamento della frazione umida compostabile.

“L’ennesima occasione offerta ai privati (cosi come avvenuto a Calatafimi ndr)” che è stata colta dalla Società Asja Ambiente Italia, una società per azioni con sede legale a Torino che “mesi estivi (casualmente (???) antecedentemente all’avviso pubblico di cui sopra), chiedeva all’Assessorato Territorio ed Ambiente regionale il procedimento autorizzativo unico regionale e la richiesta di compatibilità ambientale per un progetto di un IMPIANTO DI PRODUZIONE DI BIOMETANO ALIMENTATO DA BIOGAS OTTENUTO DALLA DIGESTIONE ANAEROBICA DELLA BIOMASSA SITO IN LOCALITA’ CITROLO NEL COMUNE DI ALCAMO per 120 mila tonnellate di organico (sopradimensionato all’utenza provinciale e quindi contrario ai principi di minima movimentazione dei rifiuti prodotti) con produzione di solo biogas e energia da cogenerazione a ciclo rankine escludendo totalmente la produzione di Compost come prevedono le normative europee di riutilizzo del FORSU per usi agronomici”

Un impianto di cui non si ravvisa l’utilità considerato che, come sottolinea il Comitato “la SRR Trapani Nord presso il comune di Calatafimi Segesta ha già un progetto per la realizzazione di un impianto di compostaggio con procedura aerobica (dove non viene bruciato nulla) della capacità di 36 mila tonnellate annue dove potrebbe essere conferito tutto il rifiuto umido compostabile della provincia di Trapani con conseguente eliminazione della necessità di attivare impianti di incenerimento dannosi per la salute e per l’ambiente; la realizzazione della superiore opera pubblica ovvero Impianto di Compostaggio di Calatafimi Segesta in area confiscata alla mafia, inoltre è già inclusa nel finanziamento dei fondi del patto per il Sud, e si pone come necessaria, urgente ed indilazionabile proprio perché nelle premesse del citato atto di avviso pubblico regionale viene posta l’attenzione sulla provincia di Trapani.”. Tra l’altro già precedentemente a seguito di una petizione promossa dal comitato scrivente tantissimi cittadini si sono già espressi a sostegno dell’impianto di compostaggio con procedura aerobica.

Oltretutto l’impianto di compostaggio di Calatafimi Segesta (già incluso nel piano stralcio della Regione), proprio per le criticità evidenziate per la detta provincia dal Governo siciliano in materia di rifiuti, dovrebbe necessariamente costituire una priorità pena, tra le altre cose, la perdita del finanziamento;

“Con l’attivazione del detto impianto a gestione pubblica – spiega il Comitato – ,  si attuerebbe sicuramente una politica di calmieramento dei costi di conferimento mentre con la gestione privata degli impianti detti costi saranno nell’arbitraria determinazione degli operatori del settore. Non si comprende – prosegue – l’assordante silenzio delle istituzioni pubbliche, dei sindaci del territorio Trapanese ad eccezione del comune di Alcamo che ha, per l’aspetto tecnico, preso posizione contro l’impianto che la società Asja S.r.l., intende realizzare. Nessun politico, ad eccezione di alcuni singoli (On.le V. Palmeri e on.le A. Lombardo di Alcamo) ha denunciato a mezzo stampa la contrarietà ad impianti di incenerimento e invitato a finanziare gli impianti presentati dalla SRR di Trapani Nord)”. 

Numerose le domande poste all’opinione pubblica e agli amministratori da parte del Comitato:

Perché si privilegiano sempre altre soluzioni e si omette di realizzare l’impianto pubblico di compostaggio aerobico di Calatafimi Segesta avente le caratteristiche di conformità al perseguimento della strategia RIFIUTI ZERO, di attuazione di una economia circolare vera e delle normative europee ?

Perché non si vuole capire che lo sviluppo del territorio passa in primis dalla corretta gestione dei rifiuti ed in questo caso dando, attraverso un impianto di compost di qualità, tutte quelle sostanze indispensabili ai terreni e creando anche uno sviluppo economico agricolo?

Perché pur avendo la regione ottenuto il Regime Emergenziale sui rifiuti non finanzia, con procedure di Protezione Civile, gli impianti pubblici come da Piano Stralcio esigendo in tempi rapidi dalle SRR i progetti esecutivi degli impianti già presenti in regione Sicilia?

Quali garanzie di sicurezza per la salute e per l’ambiente può dare un impianto di biometano, alimentato mediante l’incenerimento di rifiuti organici, annesso sia ad un centro di raccolta di rifiuti differenziati  già esistente nel comune di Alcamo (centro di raccolta che nel luglio 2017 è stato oggetto di un vasto incendio che ha determinano un notevole allarme sociale e gravi emissioni nocive nel circondario) nonché ad altro impianto di TMB per trattare altre 120.000T di rifiuti indifferenziati provenienti da diverse provincie della Sicilia?

Confidando nell’attenzione di tutti – conclude il Comitato – nell’attesa che vengano date risposte alle nostre domande, si spera che il martoriato territorio siciliano ed i suoi abitanti possano essere presto interessati da una svolta strutturale ed epocale sul corretto sviluppo e smaltimento dei rifiuti in aderenza alle normative europee che guardano al riutilizzo, riuso e riciclo degli stessi e che, estrema e residuale, sia la soluzione di proporre lo smaltimento dei rifiuti per produrre energia o qualsivoglia suo derivato e ciò alla luce delle incontrastate evidenze scientifiche che portano ad affermare “che per la salute e l’ambiente non è sostenibile qualunque progetto che preveda processi di combustione”. Firmato il Direttivo

La nota è stata inviata al Ministro dell’Ambiente, al Presidente della Regione Sicilia, all’, Assessore Regionale ai Rifiuti Alberto Pierobon, all’ Ing. Salvatore Cocina, al Dirigente Generale dell’assessorato regionale del dipartimento Acqua e Rifiuti, al Prefetto di Trapani, alla  SRR Trapani Nord e ai sindaci dei comuni aderenti alla SRR Trapani Nord.

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