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Santa Ninfa: il Consiglio comunale dice “no” alla presa in carico della rete Eas

Santa Ninfa: il Consiglio comunale dice “no” alla presa in carico della rete Eas
31 ottobre
12:54 2018

SANTA NINFA. Anche il Consiglio comunale di Santa Ninfa ha bocciato, all’unanimità, la delibera che prevedeva il passaggio obbligatorio della rete idrica gestita dall’Eas al Comune, come previsto da una legge regionale del 2017; legge che ha trasferito agli enti locali le competenze su una rete obsoleta e fatiscente (così lavandosene le mani) senza contestualmente prevedere il trasferimento di congrue risorse economiche necessarie a poter garantire il servizio senza mettere a repentaglio le casse municipali. Negli anni passati, peraltro, come ha ricordato il sindaco Giuseppe Lombardino, «il Comune è intervenuto in decine di occasioni per riparare, a proprie spese, le perdite idriche per le quali l’Eas non era più in grado di provvedere». «Non si può prendere in carico la reteè stata la sintesi degli interventi in aula sia del sindaco che del presidente del Consiglio comunale Carlo Ferrerisenza prima avere certezza degli strumenti economici e legislativi che possano garantire la sostenibilità economica di questa operazione».

I pareri contrari. Sulla delibera approdata in Consiglio pesavano peraltro i pareri non favorevoli sia del responsabile dell’Ufficio tecnico (per gli aspetti normativi) che di quello del settore finanziario dell’ente (per le refluenze contabili): ciò «in quanto – come chiarito dal capo dell’Utc, Vincenzo Morreale – la documentazione acquisita non consente di poter valutare gli effetti economico-patrimoniali che il Comune deve sostenere per finanziare interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria e di messa in sicurezza derivante dalla consegna degli impianti e delle reti idriche». Ancora più esplicita la responsabile di ragioneria, Mimma Mauro, che ha così motivato la sua contrarietà: «Il trasferimento della funzione e della rete non è accompagnato da un correlato trasferimento di risorse finanziarie, fra l’altro non reperibili in bilancio e non quantificate dal proponente, così violando l’articolo 119 della Costituzione, che sancisce il principio di correlazione tra funzioni e risorse; i comuni non possono quindi essere obbligati ad assorbire il patrimonio di alcuni enti pubblici senza un corrispondente trasferimento di risorse».

L’attuale rete idrica versa in condizioni disastrose e non può prescindere da interventi urgenti e onerosi che, in questa fase, non possono certo essere sostenuti dal Comune, che peraltro attende da anni, dall’Eas, il rimborso delle spese per gli interventi sostitutivi del passato. Il “no” alla presa in carico a queste condizioni è stato votato unanimemente dall’aula: anche la minoranza ha sottolineato, per bocca di Graziella Biondo, «le perplessità, sia tecniche che contabili, dell’operazione».

Il ricorso al Tar. Il Comune ha già dato mandato ad un legale esterno di impugnare, innanzi al Tar, gli atti che il commissario ad acta inviato dalla Regione ha già firmato con poteri sostitutivi. Lo scontro con la Regione è quindi solo all’inizio.

(Nella foto una seduta del Consiglio comunale)

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