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Vita: catturato il latitante Vito Marino, autore della strage di Brescia

Vita: catturato il latitante Vito Marino, autore della strage di Brescia
01 ottobre
16:59 2018

È stato ritrovato nei pressi di un ovile del Comune di Vita il latitante Vito Marino, condannato all’ergastolo per avere sterminato una famiglia a Brescia. L’uomo era latitante da ben due anni ed è stato ritrovato, dopo una serie di ricerche, dagli uomini del Servizio centrale operativo della polizia e della squadra mobile.

L’uomo, a causa di una maxitruffa nel campo vinicolo,  il 28 agosto del 2006, aveva ucciso l’intera famiglia Cottarelli, marito, moglie e il figlio diciassettenne, prima col un colpo di arma da fuoco e poi sgozzandoli e trucidandoli.

I cugini Marino vantavano nei confronti di Angelo Cottarelli, immobiliarista bresciano circa mezzo milione di euro maturato con un giro di fatture false a nome di alcune cantine vinicole siciliane per incassare fondi regionali e europei.

Nel 2017 la Corte di Cassazione aveva confermato la condanna all’ergastolo per Vito Marino e annullato la condanna all’ergastolo per il cugino Salvatore Marino che si trovava con lui all’interno della villa il giorno della strage, rinviando gli atti in Corte d’appello dove di fatto la vicenda è approdata per la quarta volta, dopo i tre processi di secondo grado precedenti di cui uno celebrato a Brescia e due a Milano. I due cugini, erano già latitanti dal 2016.

Vito Marino,52 anni, è figlio di Girolamo, ucciso dal boss di cosa Nostra Matteo Messina Denaro nel 1986.

I dettagli dell’operazione saranno resi noti in una conferenza stampa in programma oggi pomeriggio in questura a Trapani, alla presenza del direttore dello Sco e degli investigatori.

Dopo 10 anni e 6 processi, Vito Marino andrà adesso in carcere. L’uomo, su cui gravava l’ordine di arresto dalla Procura generale di Milano, è stato ritrovato sul divano e all’arrivo della Polizia non ha opposto alcuna resistenza. Il pastore che lo ha ospitato è indagato e rischia fino a cinque anni di carcere per il reato penale di “procurata inosservanza di pena”.

 

Nata a Salemi, giornalista, ha studiato scienze politiche e delle relazioni internazionali. Crede nel giornalismo d’inchiesta e a quello di strada tra la persone e per le persone. Collabora con “Belice c’è” e ha fondato una rivista sull’eterno femminino. È stata corrispondente del Giornale di Sicilia e ha collaborato con Telejato e Report. Ama la politica, la natura e andare oltre le apparenze.

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