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La scomparsa di Serena Sciuto. Ricordo di un’artista talentuosa e sensibile

La scomparsa di Serena Sciuto. Ricordo di un’artista talentuosa e sensibile
01 Giugno
18:27 2019

È scomparsa, all’età di 41 anni, dopo una lunga malattia, Serena Sciuto (nella foto). Docente, cantante, attrice. Era sposata e lascia due bambini. Il suo ultimo lavoro, il videoclip «Buonasera signori» (diretto da Fabio Pannetto), era stato recentemente premiato quale miglior videoclip italiano al Video festival internazionale di Imperia.

Non c’era testo che Serena Sciuto non fosse in grado di interpretare. Una poesia, un passo narrativo, una canzone. Sempre, la sua voce avvolgeva le parole e le trasportava, le faceva volare, con una grazia, una levità che stupiva, che sempre emozionava. Ogni volta. Ed ogni volta era uno stupore. Perché il talento – inutile girarci attorno – o c’è, o non c’è. E Serena aveva un talento immenso. Un talento misto ad una sensibilità preziosa. Ad un modo di accostarsi al testo che era al contempo riflessivo e compenetrato. E vien da pensare, ora, in questo momento crudelissimo, a quanto ci siamo persi, a quel che ci siamo persi. A settembre scorso, nel corso della presentazione di un libro al «Sikano fest», affrontò un testo non facile. C’era un passo in cui la lettura diventava una canzone di Elisa. «Te la senti?», le fu retoricamente chiesto. «Ci provo», rispose quasi schermendosi con l’umiltà che le era propria. La sua voce, quel suo timbro particolarissimo, «a cappella», senza alcun accompagnamento musicale, compì l’incanto. Quindici secondi, non di più, di rapimento collettivo. Riesce a pochi artisti l’impresa di rapire completamente il pubblico, di trasportarlo quasi in un’altra dimensione, totalmente in balìa del rapsodo. Ecco, Serena aveva questa rara capacità. Era, infatti, un’artista rara.

Vincenzo Di Stefano

Agostina Marchese

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