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Diario delle mie letture, Partanna 04/07/2014

Diario delle mie letture, Partanna 04/07/2014
04 luglio
10:32 2014

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Confesso che raramente intraprendo la lettura di un libro senza conoscere l’autore almeno per sentito dire, per una certa fama o per un passaparola tra amici. Però, non so se vi è mai capitato, se incontri una strada nuova ti viene una voglia matta di imboccarla, anche se il più delle volte ci rinunci e fai vincere la ragione. “L’incredibile viaggio del fachiro che restò chiuso in un armadio Ikea”,scritto dal giovane scrittore franco ispanico Romain Puértolas, è stata qualche settimana fa la mia strada sconosciuta, anche se debbo dire che difficilmente libri pubblicati dalla casa editrice Einaudi siano brutti. Che dire! Il libro è divertentissimo, il personaggio sembra un Don Chisciotte moderno, un Giufà travestito da fachiro indiano che intraprende un lungo viaggio, sostenuto da tutti gli abitanti del suo villaggio per recarsi a Parigi e in una sola giornata raggiungere uno dei tanti grandi magazzini Ikea della capitale francese dove acquistare un letto di chiodi, modello svedese, facile da montare, economico e soprattutto più funzionale di quello che fino a questo momento della sua vita il personaggio della nostra storia ha utilizzato. Non proseguirò nel racconto delle vicende del romanzo, non vorrei rovinarvi una possibile lettura, che consiglio vivamente, perché è divertente, scorrevole, non comporta particolari sforzi di attenzione e soprattutto ci riporta ad una cronaca che questa è davvero più drammatica della fantasia. Non c’è ombra di dubbio nel constatare che l’opera è assimilabile ad un romanzo picaresco,tuttavia il tema che fa da sfondo all’intera vicenda è oltremodo interessante ed attuale. A me è capitato di leggerlo in un momento particolare, quando sui giornali o in televisione pubblicavano quelle orrende foto di corpi morti di immigrati, finiti nei fondali del nostro Canale di Sicilia, fluttuanti tra le correnti fredde del Mediterraneo. E mentre ridevo leggendo le disavventure del fachiro che tenta di attraversare clandestinamente le frontiere di Inghilterra, Francia, Spagna e Italia, il mio cuore piangeva per quei corpi morti di bambini, di giovani donne, di uomini di cui era ormai difficile stabilirne la nazionalità , il colore della pelle, la religione, le tendenze sessuali o il pensiero politico.

Vincenzo Piccione

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