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Gibellina: “Cinema sotto le stelle”, la replica della minoranza

Gibellina: “Cinema sotto le stelle”, la replica della minoranza
09 agosto
19:16 2014

Sistema delle piazze gibellinaLa mancata rassegna del «Cinema sotto le stelle» (nella foto il Sistema delle piazze di Gibellina, previsto come location), motivata dal sindaco Fontana con le “prescrizioni” del revisore dei conti, fa aumentare la temperatura politica nella cittadina d’arte. Dura la presa di posizione del capogruppo di minoranza Nino Plaia (assessore ai tempi della Giunta Bonanno): «La precedente amministrazionespiega Plaianon ha lasciato debiti, ma decreti di finanziamento, progetti e proposte progettuali, molte delle quali in questi anni sono state approvate e finanziate, come la riqualificazione del museo civico, il risanamento delle case popolari di via Empedocle e lo stesso Cretto di Burri. E’ mortificante per la città ascoltare le puerili giustificazioni del sindaco per la mancata realizzazione della rassegna cinematografica. Ma da quattro anni aggiunge il capogrupposiamo abituati ad un sindaco che non sa mai nulla, che  si rifugia nel passato e scarica su altri responsabilità che invece sono tutte sue. Se debiti fuori bilancio ci sonoincalza Plaia – questi non sono imputabili alla precedente amministrazione: il debito con la ditta Megaron è sorto nel lontano 1990 (quando l’attuale sindaco era assessore ai Lavori pubblici) e la precedente amministrazione si è opposta alla richiesta di pagamento presentata nel 2008 ritenendo le somme non dovute; nel 2013 il Tribunale ha condannato il Comune a pagare. Quindi, il debito fuori bilancio è sorto nel 2013, come quello per il risarcimento danni richiesto da un automobilista che nel 2010 ha danneggiato la propria autovettura a causa di problemi alla sede stradale: il Tribunale nel 2013 ha dato ragione all’automobilista condannando il Comune al pagamento». Il capogruppo va oltre: «La vicenda, a parte il paradosso di una rassegna pubblicizzata e poi revocata con grave danno di immagine per la città, pone una serie di interrogativi. Se le due sentenze di condanna sono arrivate nel dicembre 2013, come mai entro i 120 giorni previsti dalla legge non si è provveduto a riconoscere e pagare il debito fuori bilancio? Se, come dice il revisore dei conti, il mancato riconoscimento dei debiti fuori bilancio impedisce di effettuare spese se non quelle obbligatoriamente previste dalla legge, come si giustificano tutte le spese impegnate e pagate da gennaio ad oggi? Perché il revisore dei conti ha richiamato l’applicazione della legge solo per il Cinema sotto le stelle, dopo che la ditta individuata per montare lo schermo aveva finito il lavoro maturando il diritto al compenso?».

 

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