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Diario delle mie letture, Partanna 16/09/2014

Diario delle mie letture, Partanna 16/09/2014
16 settembre
17:12 2014

petronille - CopiaPartanna…

Ogni tanto mi capita di leggere un libro in lingua originale, specialmente in lingua francese che ho imparato in parte per averla studiata all’università come lingua neolatina in parte come autodidatta spinto dalla profonda passione che provo per la letteratura francese degli ultimi tre secoli. Mi capita spesso di leggere in questo periodo dell’anno i libri di una scrittrice di origine belga, Amelie Nothomb, che ora vive stabilmente in Francia precisamente a Parigi. La singolarità di questa autrice è il fatto di aver raggiunto molto giovane la popolarità e la fama internazionale. Molti di voi sicuramente la conosceranno perché ama presentarsi in pubblico con un look particolare che richiama la moda esistenzialista dei Dark: trucco pesante, abiti di colore nero o al limite viola e strani copricapo in testa. Ha sempre pubblicato i suoi testi con la famosa casa editrice francese Albin Michel fin dai tempi del suo primo lavoro intitolato Hygiene de l’assassin. Altra particolarità che contraddistingue questa singolare scrittrice consiste nell’aver pubblicato un romanzo ogni anno e se ciò non bastasse sempre alla stessa data. Questa pratica ha come creato un legame con i lettori e ha favorito il battage pubblicitario della casa editrice. Lo stesso schema e con altrettanto successo ha seguito la piccola casa editrice italiana ,Voland, che pubblica in esclusiva per il mercato italiano i titoli di Amelie Nothomb. I libri della scrittrice belga vengono pubblicati in Italia sempre alla stessa data con un ritardo di qualche mese rispetto all’edizione francese. Per leggere dunque questo libro nella traduzione italiana dovremo attendere qualche mese. Nel frattempo la mia passione per la letteratura francese mi permette di anticiparvi qualche impressione su quest’ultimo lavoro di Amelie Nothomb. Partiamo dalla scrittura poiché questo è a parer mio il tratto più significativo che si possa riconoscere nella scrittrice francese. Uno stile inconfondibile, dunque, fatto di una scrittura semplice, scorrevole, che ha il pregio di creare un solido legame con il lettore. Gli attacchi sono sorprendenti, partono, come in questo caso, da un elemento insolito come il rapporto con l’ubriachezza raccontata come una nota autobiografica per trasformarsi in un vero e proprio romanzo dove entrano in gioco personaggi che non appartengono alla vita reale e che nell’artificio letterario stabiliscono un rapporto con l’autrice che in questo modo in parte ci narra se stessa in parte diventa essa stessa un personaggio e ci racconta una storia. Le storie di Amelie sono singolari come i personaggi che le interpretano, lei stessa ama interpretare un gioco ben riuscito di vita vissuta e fantasia. Come la scrittrice in genere si presenta in pubblico sembra una recita, l’insieme di abbigliamenti, trucchi e cappelli servono a costruire una maschera, al contrario il personaggio di se stessa che ci racconta nei suoi libri sembra più sincero della sua recita di scrittrice sui generis. I libri della Nothomb sono di solito brevi, non superano le 150 pagine, e questo per certi versi è un grosso vantaggio, specie per un pubblico di lettori giovani o di lettori che non sono ancora abituati a letture che richiedono la pazienza del lettore accanito. Petronille Fanto è un personaggio intrigante, compagna di bevute della Nothomb, da semplice fan della scrittrice belga diventa anche lei una scrittrice di successo. È un regalo questo, a tutte le fan di Amelie Nothomb, che in questo modo ammicca ad un pubblico di lettori che è tra i più fedeli nel panorama editoriale europeo.

Vincenzo Piccione

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