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Diario delle mie letture, Partanna 10/10/2014

Diario delle mie letture, Partanna 10/10/2014
10 ottobre
14:56 2014

Partanna…

Una volta tanto verrei sorprendervi parlandovi non di un romanzo ma di un singolo racconto. Qualcuno di voi potrebbe chiedersi, vabbè dove sta la sorpresa? Innanzitutto nel fatto che io personalmente non amo i racconti, la narrazione breve richiede una maestria che solo pochi scrittori riescono a raggiungere ed in genere è la tradizione anglosassone che in questo campo vanta i migliori nomi. Gli scrittori americani ad esempio considerano la narrazione breve una tappa indispensabile per arrivare al romanzo. Tutto il novecento letterario americano ci narra vicende di scrittori che hanno costruito il loro mestiere attraverso racconti che venivano pubblicati nelle riviste americane. Molti grandi scrittori all’inizio della loro carriera cominciarono in questo modo: Saul Bellow, Philip Roth,Hemingway, Truman Capote. Da un po’ di anni anche la narrativa italiana ha riscoperto la narrazione breve, specialmente alcune case editrici, sempre alla ricerca di guadagnarsi nuove fette di mercato hanno intravisto una nuova possibilità nella raccolta di racconti da pubblicare in periodi particolari dell’anno come le vacanze estive, quelle di Natale per cui sono nate raccolte di successo come Vacanze in giallo, Natale in giallo e via di seguito. I titoli di queste raccolte non mostrano tanta fantasia, il progetto editoriale invece si è mostrato vincente. Innanzitutto l’idea di mettere assieme autori, che di recente hanno raggiunto successi editoriali di rilievo e sono facilmente riconoscibili dal pubblico, poi la scelta del genere, rigorosamente in giallo, particolarmente amato da un pubblico che appunto durante le vacanze ama le letture d’evasione alla maniera di Camilleri versione Montalbano, o la Gimenez Bartlet versione Pedra Delicado. L’operazione poi è da considerare meritevole poiché vengono inseriti in queste raccolte autori emergenti che affiancano i nomi più importanti. L’ultimo successo editoriale di questo tipo è proprio quello della casa editrice siciliana Sellerio che con la raccolta intitolata “Vacanze in giallo” ha raggiunto le vette della classifica dei libri più venduti quest’estate. Confesso di avere avuto tra le mani, per tutto il periodo estivo che è appena finito questo libro in mano. La tentazione di leggerlo è stata forte, poi ho sempre trovato qualche altro testo che mi ha attirato di più. Tuttavia ho fatto una cosa prevista tra i dieci comandamenti o diritti del lettore scritti da Daniel Pennac nella sua famosa opera “Come un romanzo”. Ogni lettore ha il diritto di leggere un libro anche saltandone alcune parti o leggendone una singola parte. E dunque non ho resistito alla tentazione di leggere il racconto dello scrittore siciliano, che ho avuto la possibilità di conoscere personalmente durante la presentazione di un suo libro qualche anno fa proprio a Partanna, che si chiama Gaetano Savatteri. Il racconto si intitola “Il lato fragile” ed è ambientato in Sicilia ai tempi nostri in un contesto che se non direttamente tra le vicende di mafia, come accade spesso nei libri di Savatteri, in qualche modo se ne sente l’odore. Il personaggio principale è un giornalista portaborse di un personaggio importante del governo, che viene silurato perché incappa in un errore che gli costa il posto. Decide allora di tornare in Sicilia e di rifugiarsi nella casa di villeggiatura dei genitori a San Vito Lo Capo. La mia prima impressione, a parte il giudizio critico molto positivo sul racconto, è che ci sia parecchio materiale autobiografico, non tanto per i luoghi e i personaggi scelti ma dal concatenarsi di certi passaggi che richiamano un vissuto collettivo comune a molti siciliani specie quelli che vivono fuori o i palermitani che non rinunciano almeno una volta durante il periodo estivo alla spiaggia di San Vito. Il ritorno del giornalista silurato, però pur nella brevità del racconto, è pure un viaggio di ritorno nel materiale personale dei ricordi. Irrompe però il tempo presente ed un amico dei tempi universitari ora prete all’avanguardia che organizza incontri importanti sul tema della legalità…ed ecco che da qui in poi comincia il breve percorso del racconto in giallo. Bello dunque anche se breve e volendo l’autore in futuro potrebbe trarre da questo materiale un vero e proprio romanzo come sempre più spesso accade anche per gli scrittori italiani. A conclusione di questa lunga recensione voglio esprimere una sensazione che riguarda questo scrittore che pian piano con le sue pubblicazioni si sta guadagnando il ruolo di erede dei grandi scrittori siciliani,in particolar modo come erede di Sciascia.

Vincenzo Piccione

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