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Diario delle mie letture, Partanna 18/02/2015

Diario delle mie letture, Partanna 18/02/2015
18 febbraio
11:59 2015

luci mattino copertinaLe mille luci del mattino(nella foto a destra la copertina del libro) è l’ultima piacevole lettura. Mi rigiro nella testa questo titolo italiano dell’ultima fatica letteraria della scrittrice madrilena Clara Sanchez cercando di capire il senso, coglierne l’essenza. Ho riflettuto parecchio per arrivare alla conclusione che le mille luci del mattino sono le mille anime che popolano le stanze del palazzo di vetro , che è il vero protagonista di questo romanzo. La voce narrante di questa storia è una giovane scrittrice in cerca di lavoro, in attesa di scrivere e pubblicare il suo primo romanzo. Trova impiego nel palazzo di vetro e in poco tempo dalla reception sale i tanti piani per arrivare prima nell’ufficio del vicepresidente poi all’ultimo piano nell’ufficio del presidente come segretaria. La sua narrazione in prima persona svela di volta in volta i destini tragici dei personaggi del palazzo in un crescendo di vicende e svelamenti di retroscena nascosti nelle stanze e nei piani del palazzo di vetro.

Clara Sanchez è una scrittrice davvero interessante, campione di vendite, è al suo quarto romanzo di successo, professore universitario di Filologia romanza, ha svelato una vena letteraria che ha riscosso svariati consensi. Ogni storia conserva un sapore particolare e ogni volta la scrittrice spagnola riesce a sorprendere il lettore con piccole ma significative trovate letterarie. Le mille luci del mattino mi fanno pensare ad un’opera singolare di un grande scrittore francese morto qualche anno fa, che ha fatto della sua scrittura uno strumento di ricerca e sperimentazione letteraria. In particolare nella sua più significativa opera “La vita: istruzioni per l’uso” in cui l’intreccio della storia si svolge attorno agli abitanti di un palazzo. Sarà forse una coincidenza ma quando leggevo questo romanzo ho avuto più volte la sensazione che la scrittrice stesse seguendo la traccia del capolavoro di Georges Perec.

Non sempre i romanzi devono essere travolgenti, raccontare strabilianti avvenimenti o personaggi singolari, possono raccontare storie marginali, apparentemente inconcludenti eppure lasciarti di stucco a riflettere a svelarti cose del mondo che ti sta attorno di cui non ti sei mai accorto. D’altronde è questo uno degli scopi della letteratura, guidarti attraverso le intemperie dell’esistenza scoprendo il piaceredi sfogliare pagina dopo pagina un libro che nel momento in cui è tra le tue mani ti ha già cambiato.

Vincenzo Piccione

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