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Intimidazioni a consiglieri comunali e sindaci, Sicilia regione più colpita

Intimidazioni a consiglieri comunali e sindaci, Sicilia regione più colpita
03 marzo
12:22 2015

Bombe, auto incendiate, aggressioni, minacce: complessivamente gli atti intimidatori contro sindaci, consiglieri e candidati sono stati 870 nel 2013, una situazione che si è andata aggravando nei primi quattro mesi del 2014, con 395 casi, per un totale di 1.265, quasi tre al giorno. E solo in 182 casi si è potuto risalire agli autori. La regione più colpita è la Sicilia, seguita da Puglia, Calabria e Sardegna. Sud ed Isole rappresentano il 63% di tutti i casi nazionali. Sono i risultati statistici cui è approdata la Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno delle intimidazioni nei confronti degli amministratori locali, che ricorda anche i 132 omicidi di politici locali dal 1974 ad oggi, più altri 11 che, a vario titolo, possono entrare in questo lungo elenco. Tra loro tre donne. Colpisce al nord il dato di Torino, 4,4% nella provincia, così come quello nell’area di Roma, 4%; in quella di Napoli il 5,3% dei casi. Varie le ragioni implicate: non solo la mafia o motivi economici, nel nord-ovest sono prevalenti rispetto al resto dell’Italia le segnalazioni di possibili motivazioni legati a ‘movimento antagonista, no Tav, no terzo valico, ecc.’ (76% dei casi) con il Piemonte che fa registrare il 56% degli episodi di questi tipi. L’obiettivo prevalente nelle azioni intimidatorie sono i sindaci, cui sono rivolte il 35% del totale degli episodi (446 casi). Dai dati forniti alla Commissione del Senato dalle prefetture, emerge che il 48% degli episodi si è verificato in Comuni di oltre 15 mila abitanti mentre un episodio su quattro in un piccolo comune (meno di 5.000 abitanti). Sardegna e Calabria sono le regioni dove sono più i casi in Comuni piccolissimi (meno di mille abitanti). La maggiore concentrazione di intimidazioni più gravi si è avuta in Puglia, dove si sono registrati i più numerosi episodi di auto incendiate (23%), incendi di beni privati (22%), il 38% dei casi con utilizzo di armi da fuoco e il 55% di utilizzo di  ordigni esplosivi. In Sicilia si sono verificati il 25% dei casi di danneggiamento mentre la Campania ha il primato per le aggressioni (21%).

(Fonte: Gds.it)

 

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