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Diario delle mie letture, Partanna 07/04/2015

Diario delle mie letture, Partanna 07/04/2015
07 aprile
09:36 2015

ballata adam henryPartanna…

Quando arrivano le feste per me è sempre un momento speciale, perché di solito ho più tempo da dedicare alle letture. C’è da dire che le feste di Pasqua durano poco e se poi ti capita che devi sbrigare mille cose non ti accorgi nemmeno che sono volate via. Eppure sono riuscito a riservare più tempo alle letture a tal punto che sono al terzo libro “La ballata di Adam Henry(nella foto la copertina del libro) di Ian Mcewan di cui vi parlerò ora, “Momenti di trascurabile infelicità”di Francesco Piccolo e “La notte…l’attesa” di Francesco Adamo famoso cantante Italo-Belga, discendente da una famiglia siciliana di minatori emigrati in Belgio per lavorare nelle miniere di carbone. Non potevo resistere all’incipit del libro di questo cantante che in Italia è poco conosciuto ma che ha avuto grande successo in Francia e in Belgio. Il regista italiano Nanni Moretti nei suoi film ha inserito qualche sua canzone e lo scrittore Dino Buzzati lo apprezzava molto. Sono tre libri diversi ma se volessi cercare un filo conduttore che in qualche modo li lega, la parola da usare è sicuramente tristezza.

La casa editrice Einuadi, secondo il mio modesto parere, non ne sbaglia una, e questo libro del grande scrittore inglese Ian Mcewan ancora una volta dimostra che non basta pubblicare tanti libri ma è opportuno scegliere quelli giusti. La scrittura dell’autore londinese è inconfondibile, le sue storie particolari, i suoi personaggi ammantati di tristezza. Forse Ian Mcewan ha scritto libri più belli come “Lettera a Berlino”,”Cani neri”, “Espiazione” o il più recente “Solar”, ma quest’ultimo si fa notare per l’immediata riconoscibilità dello stile di questo insuperabile scrittore anglosassone. I personaggi del libro sono tre anche se due in particolare ben definiti e artefici della storia narrata. Una donna alla soglia dei sessant’anni, Fiona Maye, giudice dell’Alta Corte Britannica, a causa di un improvviso colpo di testa del marito che vuole lasciarla per un’avventura amorosa con una donna più giovane e avvenente di lei è costretta a riflettere sulla sua esistenza. Ha trascorso l’intera vita all’inseguimento del successo riuscendo a diventare giudice, anche se non così presto come aveva immaginato e sacrificando alla carriera la possibilità di avere figli. Ha sempre affrontato cause di una certa delicatezza in cui era costretta a decidere sul futuro della vita degli altri e in particolare di minori. La rottura dell’equilibrio, nella storia sorprendentemente è plurima come spesso capita nella vita di tutti noi le difficoltà non si presentano da sole. Ed ecco nel bel mezzo della crisi familiare si presenta un caso difficile, bisogna decidere se imporre ad un minore, ma solo per pochi mesi, Adam Henry ha infatti diciassette anni e mezzo, una trasfusione di sangue forzata che gli salverebbe la vita perché affetto da una rara forma di leucemia. Il ragazzo è testimone di Geova e il suo credo gli impone di non far ricorso a terapie in cui è prevista la trasfusione di sangue. Fiona Maye è conosciuta nel suo ambiente per la magistrale correttezza delle sue sentenze, ma ora tutto cambia e prima di decidere fa una cosa del tutto inusuale, sospende il processo per conoscere, in ospedale di persona, Adam Henry e qui scopre…

Un libro molto bello che lascia come capita per certi pietanze un retrogusto amaro, ma va da se la vita non può essere sempre rose e fiori.

Vincenzo Piccione

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