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Diario delle mie letture, Partanna 08/06/2015

Diario delle mie letture, Partanna 08/06/2015
08 giugno
09:03 2015

titoli di coda 2Partanna …

Quando finisco di leggere un libro di Petros Markaris è segno che l’estate sta arrivando, il mese di maggio è infatti il periodo dell’anno scelto dalla casa editrice Bompiani per pubblicare le avventure del commissario piu famoso del mar Mediterraneo orientale Kostas Karitos . Il cinquantenne funzionario di polizia greco vive ad Atene e da qualche anno è alle prese con indagini su omicidi legati alla forte crisi che sta da qualche tempo stritolando l’economia greca. In questa ultima indagine “Titoli di coda” (nella foto a destra la copertina del libro), il commissario Karitos si imbatte in un fantomatico gruppo terroristico, che poi si svelerà altro, che si fa chiamare “I greci degli anni 50”. L’indagine come sempre è difficile ma l’affaticato poliziotto ateniese, che ogni giorno, a causa della crisi è costretto a spostarsi con i mezzi pubblici tra le vie ormai spopolate di macchine della capitale greca, riuscirà imperterrito a svelare il bandolo della matassa. I greci ormai non si possono permettere un’automobile e anche il commissario ha lasciato la sua Seat, all’interno dei garage della polizia, e gira per le vie della città spostandosi da casa alla centrale di polizia, da lì all’ospedale o al tribunale. Petros Markaris come ogni bravo giallista ha creato uno schema vincente che in parte si ripete nei romanzi del commissario Kostas Karitos: la città di Atene, il commissario, esponente della classe media greca che ormai si è impoverita ma cerca di conservare la dignità, la sua famiglia formata da una moglie casalinga, brava in cucina, il cibo nei gialli mediterranei non può mancare, e una figlia che spesso viene coinvolta nelle indagini del commissario, il più delle volte in storie secondarie come in questo caso. Caterina, questo è il nome della figlia del commissario, all’inizio del romanzo viene picchiata dagli estremisti di destra di Alba Dorata e il commissario in preda ad una rabbia repressa e alle preoccupazioni per le condizioni di salute di Caterina si imbatte in una serie di omicidi che sembrano disorientarlo. Nei gialli di Petros Markaris non manca mai la politica e sono degli ottimi strumenti per conoscere meglio l’evoluzione della società greca degli ultimi anni. Anzi debbo correggermi, perché la difficile condizione della Grecia, molto vicina a quella italiana, ci spinge a comprendere di più la condizione di crisi che anche noi stiamo vivendo, specialmente in Sicilia e nel meridione d’Italia. Le opere di Petros Markaris hanno tutti gli ingredienti per farne dei bestsellers e in effetti il commissario Kostas Karitos con il suo fascino di antieroe è sempre in vetta alle classifiche dei libri più venduti. Un’ultima cosa, un libro giallo, è pur sempre un’opera letteraria, dove la trama da sola non basta, a volte sono proprio gli aspetti a prima vista secondari a nobilitarla. Kostas Caritos è a sua modo un intellettuale non solo perché esercita in maniera brillante il lume della ragione e dunque di per sè illuminista, ma nutre una passione assai singolare la parola, i vocaboli che segnano le sue indagini, che il commissario sente il bisogno di conoscere dal punto di vista dell’etimo, dell’uso e dei significati anche attraverso i riferimenti letterari che spesso appartengono alla lingua e letteratura greca e latina del mondo antico. Per farlo usa il suo amato Dimitrakos, vocabolario della lingua greca, mostrando un piacere intellettuale unico. Prendiamo spunto dal commissario Karitos, prima che la nostra lingua si appiattisca, consultiamo ogni tanto il nostro Zingarelli, chissà se la nostra esistenza in questo modo non possa cambiare in meglio!

Vincenzo Piccione

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