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Il CGA frena il tentativo di smantellare gli Istituti di Assistenza agli Anziani (IPAB)

Il CGA frena il tentativo di smantellare gli Istituti di Assistenza agli Anziani (IPAB)
30 giugno
14:56 2015

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione siciliana, in sede giurisdizionale, ha pronunciato un’ordinanza contro la Regione siciliana e contro l’assessore alla Famiglia e politiche sociali e, segnatamente, contro la Dirigenza del dipartimento famiglia – servizio 7 (IPAB) – accogliendo l’istanza cautelare in primo grado presentata dall’ I. P. A. B. – Oasi Cristo Re di Acireale per l’annullamento del Decreto assessoriale di annullamento dell’approvazione del bilancio di previsione per l’anno 2014 e del piano di rientro del disavanzo di amministrazione. L’ordinanza sottolinea che “il bisogno e gli interessi di cura oggetto delle prestazioni rese dall’Istituto appellante non possono essere esaurientemente soddisfatti attraverso un esercizio provvisorio dell’attività gestoria di sua competenza”.

Al di là dello stretto linguaggio giudiziario e del caso particolare cosa cela realmente questa sentenza?

In atto c’è uno scontro sconcertante e incomprensibile tra l’assessore Caruso e il dirigente generale, da una parte e che pretendono un improbabile risanamento degli enti entro un triennio (costi quel che costi…) e gli amministratori delle I. P. A. B. (presidenti, commissari etc.) dall’altra che stanno tentando di risanare questi enti di assistenza al fine di, pur presentando piani di rientro più lunghi, allontanare il rischio di dovere fare “macelleria sociale” e di annullare l’erogazione di importantissimi servizi sociali quali assistenza agli anziani, portatori di handicap ed extra comunitari.

A causa dello stallo causato da queste astruse scelte assessoriali, i lavoratori non percepiscono lo stipendio da due anni e i servizi erogati alla collettività saranno seriamente a rischio se l’assessore Caruso non dovesse rispettare immediatamente lo spirito dell’ordinanza del CGA.

All’assessore Sebastiano Bruno Caruso chiediamo, quindi, di riflettere su tutto ciò e lo invitiamo a dare immediata esecuzione all’orientamento del CGA impartendo le dovute direttive al dirigente generale affinché si salvaguardi una delle pochissime realtà di welfare che ancora funziona nonostante decenni di incredibile ostruzionismo da parte della mala amministrazione e mala politica, evitando anche così che passi il messaggio che si voglia favorire qualche “rapace privato” al fine di consentirgli di fare razzia anche nel core business di questi enti assistenziali.

Invitiamo, quindi, l’assessore alla Famiglia a tenere presente che ci sono anche 750 famiglie che vivono del lavoro nelle I. P. A. B. e oltre un migliaio di unità di personale a tempo determinato, assunto come supporto, per potere garantire gli standard qualitativi che i cittadini siciliani disagiati meritano e che nessuno, benché meno un assessore di questo Governo, può solo sognare di mettere in discussione.

E’ del tutto evidente che – nell’esprimere la solidarietà ai lavoratori e agli organi di gestione di questi enti – se dovesse perdurare l’attuale situazione, il Cobas/Codir, sindacato maggiormente rappresentativo nel comparto della Regione siciliana, interverrà duramente nella vicenda chiedendo le immediate dimissioni dell’assessore Caruso e attivando una class action per individuare le responsabilità, anche penali, di chi con il suo inaccettabile comportamento ha anche lasciato i lavoratori senza stipendio da quasi due anni.

Testo integrale

Cobas/Codir

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