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Diario delle mie letture, Partanna 02/11/2015

Diario delle mie letture, Partanna 02/11/2015
02 novembre
09:55 2015

il gatto venuto dal cielo - CopiaPartanna…

Ci sono momenti nella vita in cui un ricordo, un evento marginale, un incontro insignificante, un fatto che si ripete ogni giorno e che non cambia per nulla il corso della tua esistenza possono aiutarti a salvarti dalla noia di una vita che trascorre uguale sempre, dalla speranza che arrivi qualcosa che stravolga il tuo mondo che ti faccia cambiare passo, abitudini, pensieri e passioni. Quando ciò accade a volte manco te ne accorgi perché lo reputi insignificante come nel caso della coppia protagonista del delizioso romanzo intitolato “Il gatto venuto dal cielo(nella foto a destra le copertina del libro) pubblicato dalla casa editrice Einaudi e scritto da uno dei più conosciuti poeti giapponesi, Hiraide Takashi. E ti confesso caro diario che queste sono le pagine giuste per questo particolare momento dell’anno in cui si celebrano i giorni dei morti. Avrei voluto ricordare in qualche modo i miei cari nonni , ormai morti da tempo, oppure il mio carissimo amico Giuseppe morto prima di sposarsi in un incidente stradale, magari evocare l’anima del mio caro alunno Vincenzo che ci ha lasciati da poco e con cui mi capitava di parlare dei libri di Alessandro Baricco che piacevano a entrambi. Ma la coincidenza mi ha portato sulle pagine di questo delizioso romanzo che parla a suo modo di un lutto, la vita e la morte di un gatto che attraversa l’esistenza di una coppia di traduttori e scrittori giapponesi che vive in un piccolo appartamento con giardino, dependance di una casa ben più grande abitata da una coppia di anziani. Oggi vivo in una casa che non mi permetterebbe di tenere un gatto o un qualsiasi animale domestico ma in passato anch’io ho fatto un incontro di questo tipo proprio con un gatto che difficilmente si faceva toccare ma che ogni sera rincasava per distendersi accanto al mio letto. Non dimenticherò mai più quel gatto morto come tanti animali domestici nel tentativo di attraversare una strada, proprio come il gatto del romanzo. Non lo dimenticherò perché la sua compagnia mi aiutò a superare un periodo difficile della mia esistenza. Il poeta Takashi, si proprio cosi, poeta e non romanziere, perché seppur testo in prosa, di poesia si tratta, perché la narrazione si svolge quasi per intero in un’abile e dolce descrizione dei luoghi e delle esistenze dei protagonisti. In altre pagine di questo diario ho affermato quasi perentoriamente che per me letteratura è fiction, ma in questa opera capolavoro della letteratura giapponese, la trama, gli intrecci e gli stessi personaggi passano in secondo piano, meglio vivono attraverso le descrizioni degli ambienti, del giardino dei luoghi della storia narrata. Vorrei dunque stasera ,come accade spesso alla coppia del romanzo, recitare in silenzio una preghiera per il mio piccolo gatto e far si che il ricordo della sua furtiva compagnia renda la mia vita più serena.

Vincenzo Piccione

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