NO alla tappa del giro d’Italia a Sciacca. Fioccano petizioni e richieste in rispetto dei cani uccisi (Foto)
“No alla tappa del giro d’Italia a Sciacca”. È questo l’oggetto della petizione dell’Associazione RISPETTO ANIMALI per rispondere alla grande sensibilità e partecipazione popolare per i temi della tutela degli animali e dell’ambiente.
La richiesta è legata alla strage di cani avvenuta nei giorni scorsi proprio a Sciacca dove con delle esche avvelenate sono stati uccisi trentatré cani in due giorni. Un gesto criminale scaturito dalla mancanza di civiltà e sensibilità di uno o più soggetti. Un gesto che questa e altre associazioni animaliste riconducono all’organizzazione del Giro d’Italia all’interno del quale l’eventuale presenza dei cani avrebbe potuto portare disagi ai ciclisti.
Disagi che si sarebbero potuti evitare adottando delle misure idonee a livello amministrativo come avvenuto dopo la strage, portando i randagi superstiti in un rifugio.
Non è la prima volta che a Sciacca alcuni animali vengano uccisi così barbaramente ma non si è era mai registrato un caso simile né in città né in tutta Italia. La gravità del gesto non ha risparmiato dalle critiche l’amministrazione comunale accusata di “immaturità, poca civiltà, l’incuria e il presidio nullo del proprio territorio…per non avere provveduto alla messa in sicurezza di animali e persone”.
Al sindaco Francesca Valenti, accusata di quanto avvenuto non sono neppure mancate gli insulti di chi le ha augurato la morte, al pari di quella patita dai cani randagi.
A chiedere che Sciacca non si più tappa del Giro d’Italia è anche la presidente nazionale di Enpa, Carla Rocchi, che rivolgendosi al direttore del Giro, Mario Vegni sottolinea: “Un gesto di grande e profonda sensibilità che sarebbe apprezzato dalla stragrande maggioranza degli italiani”.
Il caso, balzato sui tabloid nazionali, è stato battezzato “la strage silenziosa”. Se le motivazioni siano da far risalire al giro d’Italia non è dato saperlo, ciò che si auspica attualmente è il ritrovamento e la punizione dei colpevoli che secondo gli studi condotti a livello mondiale e come più volte ribadito negli ultimi anni sono persone pericolose per l’intera società. A portare avanti le indagini è attualmente la Procura di Sciacca che sta analizzando anche i video di alcune telecamere.
L’associazione che ha raccolto già 16,484 firme chiede “Per gli alti valori che lo sport esprime, come civiltà, senso di appartenenza, rispetto, unione, comunità, per il grave pericolo a cui animali e cittadini sono esposti, dalla propagazione nelle strade del Comune, in maniera indiscriminata di sostanze velenose sul territorio, che hanno provocato la morte di moltissimi randagi in soli due giorni; per la grave indignazione che l’evento ha sollevato nei confronti del paese intero, e di tutti coloro che svolgono attività di per la cura degli animali, come l’opera dei volontari e delle Associazioni locali e nazionali; per il rispetto nel confronto degli esseri senzienti uccisi CHE L’ ORGANIZZAZIONE DEL GIRO D’ITALIA, PROVVEDA A STUDIARE UN NUOVO PERCORSO, DOVE FARE PASSARE LA STORICA MANIFESTAZIONE DI GRANDE VALORE CULTURALE, IN CUI NON SIA PREVISTA LA TAPPA NELLA CITTADINA DI SCIACCA. A DIMOSTRAZIONE CHE QUANTO ACCADUTO NON SIA DIMENTICATO. IL FATTO CHE VI SIA DEL VELENO SUL TERRITORIO E’ UN ATTENTATO VERSO LA COMUNITÀ’ INTERA, ANIMALI, AMBIENTE E PERSONE. E’ UN FATTO GRAVISSIMO DA CONDANNARE CHE DEVE FARE RIFLETTERE TUTTI, SULLA FACILITA’ DELLA SOPRAFFAZIONE UMANA NEI CONFRONTI DEI PIÙ’ DEBOLI. IN MEMORIA DEI CANI RANDAGI STERMINATI IL 16-17 FEBBRAIO 2018 un paese in cui, i deboli vengono sopraffatti e eliminati, non può accogliere un evento sportivo di così alto valore.
http://rispettoanimali.it/petizione/no-alla-tappa-del-giro-ditalia-9-maggio-sciacca/
Ci si chiede, a questo punto, se non sino gli stessi ciclisti a ribellarsi e decidere di non passare per Sciacca. Per sabato e domenica intanto sono previste delle manifestazioni pacifiche per mobilitare l’opinione cittadina sul tema.







