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Orestiadi: La fantasia al potere nel decennio ’68-‘78

Orestiadi: La fantasia al potere nel decennio ’68-‘78
08 agosto
09:00 2018

GIBELLINA – A   chiudere il weekend lungo dieci anni “ Il festival racconta il decennio ’68-‘78” ci pensa lo spettacolo “ La fantasia al potere”, un concerto narrato da due  promesse siciliane del cinema e prima ancora del teatro: Paolo Briguglia e Fabrizio Romano.

I veri protagonisti però, non sono i due attori ma i musicisti Diego Spitaleri, Dario Sulis (anche arrangiatori dei brani), Giuseppe Costa, Salvo Correri e Marcello Mandreucci che per l’occasione formano un ensemble musicale mai visto prima, un complesso inedito che, grazia ad una selezione accurata di brani ed una interpretazione formidabile, ci trasporta fra le note di quegli anni, quelle note che hanno accompagnato una generazione tra manifestazioni e proteste giovanili, tra date da ricordare ed altre da dimenticare.

“C’é un prima è un dopo sessantotto, e il dopo é decisamente meglio” ribadiscono i due artisti elencando in modo cronologico tutti gli eventi mondiali di quel decennio.Tra alcune date ed altre il complesso si cimenta nei brani che hanno fatto la storia. Dai Beatles a Finardi con Musica Ribelle fino a “La libertà” di Gaber, sullo sfondo,invece, manifesti e foto che rimarranno testimonianze indelebile di quel periodo.

In un’ora e mezza riaffiorano nella nostra memoria ricordi, date difficili da dimenticare, altre che faremmo bene a “rispolverare”, giornate tragiche, altre ancora, epocali. Si va dal terremoto del Belíce, alla morte di Martin Luther King, dallo sbarco sulla Luna alle proteste giovanili per arrivare alla morte di Pasolini; dalla strage di Piazza Fontana al decesso di Mao Tse-Tung,dallo  scioglimento dei Beatles , alla fondazione della Apple. Si passa poi all’approvazione del Senato alla legge sull’aborto,alla gambizzazione  di Indro Montanelli fino al ritrovamento del corpo di Aldo Moro.

Gli attori escono di scena recitando una poesia di Eugenio Montale,”Fine del ‘68” che commuove l’intera platea. “ Se uno muore non importa a nessuno purché sia
sconosciuto e lontano.” Cosí scrive Montale, e lo spettacolo ne é la dimostrazione, perché ad essere ricordati sono tutti quelli che hanno costruito anno dopo anno la storia.  I veri protagonisti della Storia. Il pubblico applaude, siamo tutti meravigliati dalla scelta ma soprattutto dall’esecuzione delle canzoni…con un’unica voce chiediamo il bis, ci viene concesso. Sullo sfondo una foto storica, una ragazza in piena contestazione giovanile rivendica la sua libertà,quella libertà tanto amata da Giorgio Gaber  viene eseguita come ultimo brano di una lunga serie che in quasi due ore di spensieratezza ha commosso una platea nostalgica raccontando vicende che furono e non torneranno. Nel bene e nel male.

 

 

Nato ad Erice, sono uno studente del Liceo Classico “F. D’Aguirre”. Amo l’arte, la lettura,la cultura e lo spettacolo . Credo nel giornalismo culturale in un era dominata dalla cronaca nera.

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