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Castelvetrano, il ballottaggio premia il M5s. Per la città Alfano è il sindaco del cambiamento

Castelvetrano, il ballottaggio premia il M5s. Per la città Alfano è il sindaco del cambiamento
13 Maggio
22:01 2019

Il M5s pianta bandiera a Castelvetrano. Con 8.380, pari al 64,67 per cento degli elettori che si sono recati alla urne, Enzo Alfano è ufficialmente sindaco della Città di Castelvetrano. Una vittoria netta che sbaraglia l’avversario Calogero Martire supportato da due liste civiche che si è fermato al 35,33 per cento.
La candidatura di Alfano, 62 anni, funzionario di banca in pensione, era già stata annunciata dal gruppo pentastellato a febbraio, configurandosi come la prima proposta politica per la guida della città per le amministrative 2019.

Quattordici i seggi assegnati alla lista 5 stelle, che ottiene dunque la maggioranza consiliare. In aula siederanno Mandina Angela (468 voti), Cirrincione Patrick (443 voti), Foscari Filippo ( voti 428), Cappadonna Manuela (418 voti), Maltese Ignazio (365), Craparotta Marcello Giovanni 242), Ditta Rossana 238), Manuzza Antonino (219), Virzì Biagio (168), Giancana Antonio (156 voti), Caldarera Gaetano (108 voti), Coppola Giuseppa 106), Bonasoro Maurizio 84), Livreri Anna Maria (80).
In consiglio potrebbero entrare per surroga Corleto Anna e Vento Francesco.

Riguardo la minoranza quattro seggi vanno a “Obiettivo Città” che vede oltre ai tre consiglieri Viola Vincenza (786 voti), Stuppia Salvatore (578 voti), Curiale Giuseppe (561) anche il candidato sindaco Calogero Martire che ha sfidato Alfano al turno di ballottaggio.
Il “Partito Democratico” conquista 2 seggi. Fanno ingresso in aula Di Bella Monica (393 voti) e Campagna Marco (364 preferenze).

Un seggio va a “Fratelli d’Italia” che piazza in consiglio Abrignani Angelina (264 voti). Sempre 1 seggio va alla lista “Insieme si può” con Milazzo Rosalia (357 voti). Un ulteriore seggio va a “Legalmente” che vede l’ingresso di Raineri Gaspare (160 voti). Infine la lista “Ricominciamo insieme” anch’essa con 1 seggio vedrà come proprio rappresentante Casablanca Francesco (286 voti).

La città, dopo due anni si riappropria dunque sia del proprio organo collegiale esecutivo che vedrà assessori Irene Barresi, Giovanni Parrino, Maurizio Oddo, Manuela Cappadonna e Biagio Virzì, sia del Consiglio comunale quale organo di controllo politico- amministrativo.
La vittoria di Alfano non fa attualmente di Castelvetrano una città grillina ma di certo registra una voglia di cambiamento. Il sindaco pentastellato si troverà adesso a gestire una città che non è stata soltanto marchiata a fuoco del simbolo della mafia ma anche un Comune in dissesto finanziario con un disavanzo di oltre 27 milioni di euro.
A ciò si aggiunge il buco fiscale di 42 milioni di euro (35,5 milioni di entrate tributarie; 7,3 milioni di extra tributarie) dovuto al mancato introito delle imposte comunali su rifiuti, immobili, servizio idrico e imposte pubblicitarie non versate dal 2012 al 2017. Ancora una volta un Comune italiano in dissesto viene affidato al M5s. Un elemento significativo che farà anche riflettere politicamente su quali siano le reali intenzioni di una parte dell’elettorato e di parte delle altre forze politiche desiderose forse più che altro di mettere in cattiva luce una amministrazione che avrà un ridotto margine di manovra.

Importante diventa dunque la consapevolezza dei cittadini e la loro compartecipazione alle spese tramite il pagamento delle imposte comunali che non saranno di certo diminuite. Proprio dal popolo potrà avvenire l’unico vero cambiamento orientato ad un crescente senso civico, improntato sulla legalità e la vera democrazia.

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