Le vacanze sono finite e la scuola riapre le porte

Se in Italia sta prendendo il sopravvento l’insegnamento privato, in Spagna questo è fondamentalmente pubblico e, mentre gli asilo nido, le scuole materne e quelle superiori sono facoltativi, le scuole elementari e le scuole medie sono obbligatorie. Il ramo della scuola dell’infanzia si divide in due fasi: l’asilo nido, (educaciòn preescolar) e la scuola materna (educaciòn infantil). L’asilo nido, essendo facoltativo, è a pagamento e interessa i bambini la cui età è compresa da 0 a 3 anni. L’asilo nido ha lo scopo di aiutare sia i genitori impegnati nel lavoro che i piccoli nella socializzazione. Le scuole materne interessano i bambini dai 3 ai 6 anni e ha l’obiettivo di sviluppare la competenza del bambino facendogli sviluppare l’intuizione, l’immaginazione e la creatività. La scuola primaria si divide in: scuola elementare (educaciòn primaria) e scuola media (educaciòn secundaria obbligatoria – ESO). La scuola elementare interessa i bambini dai 6 ai 12 anni e dura 6 anni: 3 cicli di 2 anni ciascuno. Si passa da un ciclo all’altro solo dopo il raggiungimento degli obiettivi proposti dalle istituzioni. Invece la scuola media riguarda quei ragazzi la cui età è compresa tra i 12 e i 16 anni e dura 4 anni: 2 cicli di 2 anni ciascuno. Per passare da un ciclo all’altro occorre raggiungere la sufficienza in tutte le materie e chi riesce a ottenere la licenza media (Graduado en educaciòn secondaria) può accedere alla scuola superiore oppure alla scuola professionale. I ragazzi dai 16 ai 21 anni che non hanno conseguito la licenza media possono frequentare la Garanzia sociale, il cui percorso dura circa due anni e serve a fornire al discente un’area di formazione professionale specifica. Chi invece ha conseguito la licenza media può accedere alla scuola superiore (bachillerato).
Il sistema educativo della Spagna è abbastanza lungo e complesso dunque mi riservo di continuare la trattazione di tale argomento (asunto) nella prossima pubblicazione.
Gaetana Amodeo

