La corrida de toros
La corrida de toros, (corsa di tori), è un esempio di tauromachia di tradizione popolare che lascia parlare tanto perché genera giudizi contrastanti, nonostante sia uno dei simboli della cultura della Spagna. L’origine della Corrida de los toros risale ad un’usanza degli Iberi che praticavano il Tauròlio, ovvero il sacrificio dei tori poiché tali animali erano considerati sacri e, dunque, adatti ad omaggiare le divinità. Il primo spettacolo risale all’’800 dopo Cristo. Essendo un’usanza intrinseca della cultura spagnola, in Spagna esistono circa 400 Plazas de Toros, e ognuna ha una cappella dove ogni torero viene benedetto da un parroco. Ogni plaza può contenere fino a 25 mila spettatori e il costo del biglietto d’ingresso dipende dalle postazioni se si trovano all’ombra o sotto il sole o se si sceglie la prima fila (barreras) o la tribuna (palcos). Il protagonista della Corrida non è solo il toro, ma anche il torero o matador che si distingue per l’abito di seta (Traje de Luces), decorato in oro o argento. L’abito del torero è costituito dal mozo de espadas (un maggiordomo che assiste il torero), la montera (il cappello nero e rotondo), il corbatin (cintura allacciata al collo, simile ad una cravatta), la chaquetilla (giacca rigida e corta), la taleguilla (pantalone aderente al corpo), due tipi di calze (dal ginocchio in giù sono bianche in cotone, mentre quelle che vanno sotto il pantalone sono in seta) e le scarpe nere con un fiocco.
Gaetana Amodeo

