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Lettera a Presidente della Repubblica Mattarella. Cambia Partanna: “Noi abbiamo scelto di restare”

Lettera a Presidente della Repubblica Mattarella. Cambia Partanna: “Noi abbiamo scelto di restare”
10 gennaio
16:53 2018

In attesa dell’arrivo del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che presenzierà la cerimonia inaugurale delle celebrazioni dedicate al 50esimo anniversario del terremoto della Valle del Belìce, l’associazione Politico-Culturale “Cambia Partanna”, scrive una nota per esternare le perplessità e gli auspici per la rinascita del territorio 

 

Al Presidente della Repubblica Italiana On. Prof. Sergio Mattarella

Signor Presidente, La vogliamo innanzitutto ringraziare per la Sua presenza in occasione delle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario del terremoto nella Valle del Belìce. La Sua visita è segno della presenza dello Stato in un territorio che ne ha tanto bisogno, è un segno di vicinanza in un momento in cui istituzioni e politica danno l’impressione di defilarsi. Inoltre questa Sua visita assume una particolare importanza in quanto viene a cadere in un momento storico in cui il sisma del 1968, evento che ha segnato indissolubilmente le sorti del territorio in cui viviamo, sembra un po’ essere caduto nel dimenticatoio. Le immagini del 1968, sfuocate e in bianco e nero, forse non rendono giustizia, non descrivono appieno l’entità del dramma che qui si è vissuto: se fosse accaduto ai nostri giorni avrebbe avuto un’eco mondiale. Invece spesso quando si parla della Valle del Belìce si fa riferimento agli sprechi della ricostruzione, dimenticando che questa è stata portata avanti in maniera frammentaria e disorganica, senza un progetto unitario che tenesse conto delle istanze dei luoghi e delle persone che abitavano e abitano questi luoghi. Questa terra merita rispetto e amore, così come li meritano tutti coloro che ogni giorno si sforzano di renderla migliore con il loro lavoro e la loro passione. Il terremoto ha cambiato i nostri paesi e la nostra società in un modo che nessuno avrebbe mai immaginato: qualcuno lo ha perfino definito “lu santissimu tirrimmotu”, a voler indicare in questo modo i benefici che ne sono derivati. In questa infelice espressione si celava tuttavia anche il seme di un’opportunità; c’era paradossalmente la voglia di cogliere l’aspetto positivo di una tragedia per dare luogo ad una rinascita. Oggi, come allora, questa terra soffre. Soffre perché i giovani continuano ad andarsene, soffre perché i nostri paesi stanno perdendo la propria identità ma soprattutto soffre perché purtroppo nella testa della gente si è radicata l’idea che tanto prima o poi qualcuno farà qualcosa per risolvere i problemi, veri o presunti. Basta aspettare, e prima o poi qualcosa accadrà. Non è così. Noi abbiamo scelto di restare. Non si tratta di una scelta di comodo e lo sappiamo bene. Rimanere in questa terra, da lavoratori, da studenti, da padri e madri di famiglia, è una responsabilità grande, ma noi non ci tiriamo indietro. Vogliamo contribuire alla rinascita di questo territorio con la consapevolezza che certamente non potremo risolvere tutti i problemi che lo attanagliano. Vorremmo però mettere a disposizione della comunità il nostro entusiasmo e la nostra visione del futuro, che poi sono quelli che secondo noi stanno venendo meno. Vorremmo invertire la tendenza a giocare al ribasso e ad accontentarsi che tanti danni ha fatto, soprattutto a livello di mentalità. Le chiediamo, da siciliano che conosce pregi e difetti di noi siciliani, di continuare ad accompagnare ed incoraggiare i percorsi di novità e di cambiamento che si stanno avviando un po’ dovunque nella nostra isola, perché questa terra merita di più. Questa gente merita di più.

Con stima.

Associazione Politico-Culturale “Cambia Partanna”

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