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Orestiadi: la prima nazionale “Pomice di fuoco” convince tutti

Orestiadi: la prima nazionale “Pomice di fuoco” convince tutti
24 luglio
20:00 2018

GIBELLINA. Grande successo giorno 21 al Festival delle Orestiadi per la prima nazionale  “ Pomice di fuoco. Confessioni postume di Ignazio Buttitta” lo spettacolo realizzato in collaborazione con la Fondazione Ignazio Buttitta ed il Festival Teatro dei due mari.

Merito del successo, un superlativo Filippo Luna, che incarna alla perfezione la sicilianità del poeta bagherese , un giovanissimo cantautore, Alessio Bondì che ne firma anche l’adattamento musicale ed un grande regista siciliano, Vincenzo Pirrotta riuscito ad ottenere il meglio dai due artisti in scena. È tutto ben equilibrato nello spettacolo, le musiche di Bondì si sposano alla perfezione con i testi del poeta recitati magistralmente dall’attore palermitano. Musica e poesia, insomma, in un connubio  perfetto che le nostre orecchie non vorrebbero smettere di ascoltare.

Confessioni postume, come cita il titolo dello spettacolo, quelle a cui assistiamo; nella rappresentazione c’è tutto, diversi gli spunti di riflessione nel monologo poetico che ci regala Filippo Luna. Si affronta il tema della vita e della morte, si passa dalla fede al fascismo, dalla guerra alla mafia passando per la lingua ed il dialetto  fino alla tanto ambita libertà. Dalle parole del Buttitta, fatte proprie da Luna, ne esce fuori un affresco come pochi della sua  isola, la Sicilia, una terra martoriata, povera ed in mano alla criminalità ma soprattutto la terra degli odori, delle tradizioni, del dialetto della poesia e della cultura.  Una Sicilia, quella, che forse non tornerà mai più.

Alla sceneggiatura teatrale firmata Pirrotta si sommano le più importanti poesie del bagherese Buttitta : “Lingua e dialetto”, “ Parru cu tia”, “ Nun sugnu pueta” ed altre ancora. Risuonano versi semplici come la pietra pomice e forti ,potenti e sempre vivi come il fuoco; versi che ogni siciliano dovrebbe studiare e conoscere, versi che lasciano trasparire un amore viscerale per la sua Sicilia. Ed ecco la denuncia a tutti quei siciliani mediocri, sembra essere scritta per questa generazione, versi profondi, tristi e veri che scuotono gli animi degli spettatori “ Non è veru ch’amamu a Sicilia/ si avemu a storia nto pugno/ e l’affucamu;/non è verù/ si addumamu u focu/ e l’astutamu;/ non è veru mancu/ si stiamu un ghiornu libiri/ e pi cent’anni servi.”

Versi intramontabili quelli di Buttitta , che grazie alla scelta di Vincenzo Pirrotta ed alla bravura dei due artisti, continuano a riecheggiare sul palco. È questo il teatro che ci piace.

 

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