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Intervista al Presidente dell’Eklissè Pallavolo Trapani, Francesco Poma: quando un sogno diventa realtà!

Intervista al Presidente dell’Eklissè Pallavolo Trapani, Francesco Poma: quando un sogno diventa realtà!
02 dicembre
12:05 2012

Un sogno si può realizzare, ma per farlo bisogna partire da zero, e vivere di sacrifici: ma perchè non farlo? Probabilmente sarà stato questo il pensiero di Francesco Poma, presidente dell’Eklissè Pallavolo Trapani, quando qualche anno fa ha deciso di affrontare una sfida inizialmente proibitiva dal punto di vista tecnico ed economico, e oggi invece vinta su tutta la linea: un cammino lungo e impervio, ma che permette oggi di vantare nella provincia una squadra e una società che, partite dall’anonimato della prima divisione, si ritrovano in testa alla classifica del campionato di B2 2012-2013, riscuotendo consensi e applausi da pubblico ed addetti ai lavori, e vantando delle risorse in termini umani e patrimoniali probabilmente non preventivati all’inizio di questa traversata vincente. PartannaLive ha incontrato l’artefice di quello che è un progetto finora rivelatosi ambizioso e convincente, per una chiacchierata costruttiva e interessante:

1) 7 giornate, 7 vittorie, e primo posto solitario…qual è il segreto dei successi fino ad ora ottenuti? 
– Come spesso accade quando si riesce a raggiungere buoni risultati, si tende sempre a cercare le cause che ne hanno determinato gli effetti. Dico subito che, almeno nella società che rappresento non esiste un vero e proprio segreto…, perchè se così fosse avrei qualche titubanza a svelarlo. Esiste invece un termine che è sempre presente nelle nostre scelte e nei comportamenti che adottiamo e si chiama “programmazione”. Specialmente quest’anno, poi, abbiamo costruito la squadra facendo tesoro degli errori…e non sono stati pochi…che abbiamo commesso negli ultimi due anni; il risultato fino ad ora è stato lusinghiero; mi auguro ovviamente che si possa continuare il più a lungo possibile su questa scia.

2) La riconferma del mister anche quest’anno conferma un rapporto che ormai è consolidato nel tempo: quanto è importante questa continuità nel progetto di crescita dell’Eklissè?
– Rispondo iniziando da quanto espresso nella precedente risposta, quando ho evidenziato l’importanza di programmare e soprattutto programmare bene. Mister Aiuto non allena anche quest’anno la Pallavolo Trapani solo perchè ha un rapporto consolidato con la società o perchè è un mio amico, ma allena perchè la società ha individuato in lui la persona e la personalità idonee alla crescita societaria; ricordo ad esempio lo scorso anno quando abbiamo avuto una serie di problemi interni che ci hanno fatto tribolare non poco; molti presidenti in questi casi risolvono il rapporto con il tecnico e provano a dare una scossa alla squadra. Il sottoscritto ha invece risolto il rapporto con un paio di atleti e ha rinnovato la fiducia al tecnico. Questo a dimostrazione che ho ed abbiamo fiducia in lui e nei suoi mezzi. In questo siamo confortati anche dalla crescita non solo tecnica che Aiuto sta mostrando (3 anni di B2 non sono tantisimi, ma lui sta bruciando le tappe) ma sopratutto personale e di gestione del gruppo: in questo suo passare dall’essere un allenatore amico ad un allenatore autorevole, anche se disponibile al dialogo, credo si possa individuade una delle cause di miglioramento di questo gruppo. Ritengo inoltre che abbia ancora ampi margini di miglioramento.

3) La società risente della crisi come tutto il resto del movimento sportivo: quanto influisce ciò sulla gestione del team principale e delle giovanili?
– Non facciamo che sfondare una porta aperta. La crisi è evidentissima, investe tutti i settori produttivi e di consegnenza la carenza di sponsor e sostenitori sta diventando un problema molto serio, che se dovesse continuare su questi livelli, metterebbe a rischio la possibilità di fare sport a buon livello non solo per la Pallavolo Trapani, ma anche per tante altre compagini dei campionati nazionali e non. Già quest’anno si è assistito alla morìa di società che non si sono potute neanche iscrivere, e anche all’interno del nostro gruppo ci troviamo quasi quotidianamente a dover affrontare una serie di problemi legati al reperimento di risorse. Abbiamo dovuto fare una scaletta di priorità ed abbiamo messo al primo posto la serenità dei nostri giocatori, procedendo per esempio ad una serie di tagli per ciò che concerne la comunicazione…cosa di cui mi dispiaccio ed a cui avrei voluto dedicare maggiore attenzione; anche il settore giovanile ha subito tagli: avrei voluto fortemente partecipare anche al campionato di serie D, conquistato sul campo dai miei ragazzini, ma non è stato possibile…e questo è il mio più grande cruccio stagionale.

4) Lei ha scelto singolarmente i giocatori del Trapani; facciamo un gioco: ci dia un aggettivo per ogni singolo giocatore della sua squadra.
– E’ vero che ho scelto personalmente e ad uno ad uno tutti i giocatori che fanno parte del roster, ma ovviamente ho sempre ascoltato prima il parere del tecnico e le sue esigenze di costruzione della squadra….magari se parlate con lui vi dirà che non l’ho accontentato in tutto, ma spero di aver fatto tesoro delle esperienze degli anni precedenti. Sono andato oltre il solo livello tecnico dei giocatori, che comunque in questa squadra è di alto livello, per dare grosso rilievo anche all’aspetto umano e volitivo, alla capacità del giocatore di volersi rendere disponibile e soprattutto di saper fare gruppo; se i risultati mi dovessero dare ragione significa che si è lavorato bene. Non voglio sottrarmi alla seconda parte della domanda, ma preferisco differire la risposta alla fine del campionato.

5) Rivedrebbe qualcosa, in generale, rispetto a quanto fatto dai primi di settembre ad ora?
– Assolutamente no. Credo che le scelte vadano fatte a tempo debito ed io sono pienamente soddisfatto di quello che è stato fatto. Come tecnici ed atleti sanno già, anche in corso d’opera si ricevono proposte e telefonate da procuratori che propongono atleti di spessore, specie a Trapani dove sembra si lavori con serenità e serietà. A noi in questo momento non serve null’altro che continuare ad esprimere la forza del nostro collettivo. Rivedere le scelte operate avrebbe una logica di programmazione solo al verificarsi di eventi nuovi che andrebbero a posizionare la nostra società o molto più in alto o molto più in basso rispetto agli obiettivi prefissati. In un caso o in un altro sarebbe evidente un cambio netto di direzione. Ad invarianza di obiettivi null’atro serve rivedere.

6) Lei ha parlato di piazzamento nei primi cinque posti, ma dopo questo brillante avvio di stagione, dove può e vuole arrivare secondo lei l’Eklissè?
– Il piazzamento nei primi cinque posti è un obiettivo scaturito dalla valutazione complessiva, fatta dal potenziale teorico espresso in sede di campagna acquisti dalle altre società, raffrontato con quanto avevamo assemblato noi. Il primo 25% di campionato è abbondantemente passato e sembra che abbiamo visto bene. Oltre alla Pallavolo Trapani sono degne di apprezzamento il Leonforte ed il Ragusa per le siciliane, Lamezia Terme e Cinque Frondi per le calabresi; altre società specie in casa daranno di sicuro filo da torcere a tutti ma credo che, salvo stravolgimenti e campagne acquisti strabilianti, la situazione resterà questa e saranno le squadre appena menzionate che resteranno fra le prime cinque fino alla fine. Una buona panchina, nervi saldi e la cura dei particolari, potranno essere le armi per avvicinarsi al vertice.

7) Partanna ha l’orgoglio di vedere un suo cittadino alla guida della migliore formazione di B2, il capitano Francesco Tamburello, e sempre Partanna può gioire per l’attenzione che l’Eklissè mostra per alcuni suoi talenti, quali Costanzo, Binaggia, ed altri… un giudizio su questi nostri “prodotti”?
– Sul Capitano “Partannese” credo ci sia poco da dire. Come ho già detto prima abbiamo fatto delle scelte che vanno anche oltre il mero aspetto tecnico e tengono conto del lato caratteriale/volitivo. Tamburello è rientrato pienamente in questa ottica; il fatto che sia stata una delle mie prime scelte e che la stessa sia stata pienamente condivisa dal tecnico già di per sè è una risposta adeguata alla vostra domanda. In ordine al settore giovanile del Partanna, così come per i giovani di Sciacca e di Palermo, è chiaro che poniamo molte attenzioni. Per restare al Partanna non si può sottacere che l’attività posta in essere per la crescita dei giovani pallavolisti Partannesi è importante, almeno quanto i risultati che hanno raggiunto anche in ambito nazionale. La provincia di Trapani in questo momento sta vivendo un buon momento di crescita del settore maschile; se da un lato Trapani sta esplorando le possibilità e le potenzialità di un campionato nazionale, dall’altro lato Partanna sta brillando per la crescita del settore giovanile. Questi risultati così brillanti credo abbiano anche un aspetto potenzialmente pericoloso. Le società che credono (Trapani in primis) di poter fare tutto da sole mantenendo la propria visuale entro i confini del proprio territorio, incoraggiati da risultati anche importanti, ma non per questo necessariamente protraibili nel tempo, alla lunga potrebbero essere destinate al fallimento; l’esperienza riferibile ad altre società sportive che hanno creduto alla cooperazione, mediante progetti comuni è stata spesso positiva e foriera di risultati lusinghieri con investimenti di risorse umane, organizzative ed economiche inferiori. Per esempio il creare più poli interconnessi con attività specializzate in campionati di diversi potrebbe essere la reale arma vincente per combattere la crisi. Andando nello specifico, crescere i ragazzini promettenti di Trapani, e di altre societa’ a Partanna, che potrebbe così affacciarsi continuamente sul palcoscenico nazionale e con risultati degni di nota per poi dare agli stessi atleti la possibilità di stabilizzarsi in un campionato nazionale, potrebbe essere un valore aggiunto che solo la collaborazione fra società può dare come risultato finale. Per me questo è un grande sogno….speriamo che presto possa essere condiviso e soprattutto realizzato.
Progetti, sogni, inviti, riflessioni, auspici…un grazie al Presidente Poma per questa “passeggiata” nel mondo pallavolistico nostrano, e per un viaggio a 360 gradi in un ambiente che, oltre a far gioire bandiere e “torcide”, ha dalla sua anche la missione di recupero di giovani nel territorio: spingere un giovane in crescita a gioire sotto una tribuna è sicuramente la vittoria più importante, se l’alternativa moderna si chiama delinquenza o perdizione. Sono proprio le persone come il nostro amico Francesco che danno alle nuove generazioni una possibilità in più di salvezza o promozione, non solo sul campo, ma specialmente nella vita. E allora, a nome di PartannaLive, un augurio sportivo all’Eklissè tutta, ma anche un grazie morale e sociale!!!

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