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Castellammare del Golfo: allarme rifiuti scatena la polemica

Castellammare del Golfo: allarme rifiuti scatena la polemica
05 gennaio
13:20 2013

Passando per la zona di Scopello, più che ammirare la bellezza naturale del posto, purtroppo attualmente l’occhio è costretto a cadere su un’altra tipologia di “paesaggio”, ossia le montagne di rifiuti accumulate a cielo aperto, talmente ampie da poter essere considerate alla stregua di discariche abusive, in particolar modo nella zona di contrada “Ciauli”, dove si possono ritrovare lastre di eternit, bombole del gas e qualunque altra tipologia di rifiuti, tossici e non: a rendere più pesante l’atmosfera, oltre all’aria irrespirabile e sicuramente cancerogena, è il fatto che la zona in questione non è l’unica ad essere colpita da questo problema, come dimostrano altri luoghi pressochè limitrofi al territorio castellammarese (Alcamo, Segesta, ndr). Scatta subito la protesta, e dal coro si elevano alcune dichiarazioni molto importanti, ne riportiamo alcune di indubbio rilievo: i signori Clemenzi e Maiorana affermano che “la Polizia Municipale è venuta a controllare, ma poi non è stato fatto più nulla per rimuovere questo scempio ed effettuare gli interventi di bonifica. Dove sono gli ambientalisti? Ci si organizzi concretamente per prevenire queste situazioni. I turisti non soltanto vedono questo sconcio ma assistono pure agli incendi che, come è avvenuto la scorsa estate, oltre a distruggere il patrimonio naturale, mettono a repentaglio l’incolumità di chi viene ad abitare qui oppure transita sulle strade che conducono alle località di villeggiatura. Capiamo che la responsabilità non è tutta dell’amministrazione comunale, però qualcuno deve intervenire, anche a livello di Procura della Repubblica, per punire i responsabili. Ognuno per le proprie competenze istituzionali faccia qualcosa, e si coordinino queste competenze”; a fare da eco a queste parole, sono quelle del Primo Cittadino Marzio Bresciani, che dichiara che “nell’ultimo anno abbiamo speso oltre 30 mila euro, affidandone il servizio all’Aimeri Ambiente, per raccogliere e smaltire 11 mila chili di amianto. Purtroppo la gente non sa come smaltire tutto questo materiale e, non essendo disposta ad attendere le lunghe prassi burocratiche e tecniche, preferisce disfarsene gettandolo al di fuori del centro urbano. Ma non dobbiamo dimenticare che al di fuori del centro abitato la competenza in materia è della Provincia”. Partite anche le prime reazioni: ad Alcamo, in piazza Ciullo, da ieri fino a domenica è in corso una raccolta di adesioni alla causa “Mille alberi per mille alcamesi”, iniziativa del comitato “SalviAmo il Monte Bonifato”, in collaborazione con l’istituto “Vito Fazio Allmayer” con una rete di scuole del territorio.

(Fonte: gds)

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